mercoledì 17 giugno 2009

Millefoglie, Camomilla, Loto, Bocca di leone




MILLEFOGLIE:
il nome comune della pianta è da far risalire alla forma semplice e singolare nello stesso tempo delle sue foglie; si tratta, infatti, di innumerevoli filamenti, simili a capelli. Da sempre è rinomata, inoltre, per le proprie proprietà curative e medicamentose, prima fra tutte la capacità di fermare il flusso del sangue (potere coagulante); impacchi realizzati con le foglie della pianta venivano utilizzati nell'antichità per curare le ferite dei soldati. La mitologia raffigura lo stesso Achille medicare le ferite dei propri soldati con la Millefoglie, durante la guerra di Troia. Di qui il significato attribuito alla pianta nel linguaggio dei fiori: guerra e dolore.

CAMOMILLA:
era ritenuta, dai giardinieri del passato, capace di “sanare” le altre piante sofferenti e più deboli; era sufficiente che suoi cespugli venissero collocati in prossimità degli arbusti e alberi malati per vedere già dopo poco tempo risultati soddisfacenti. Al fiore di camomilla viene attribuito il significato di forza nelle avversità, probabilmente per le note proprietà rilassanti degli infusi a base dei suoi fiori. Tracce di polline di camomilla sono state ritrovate nell’imbottitura della mummia di Re Ramsete II, infilate lì con l’intenzione di infondergli il coraggio e la calma per affrontare la vita ultraterrena. In Italia ne crescono spontaneamente molte varietà; i fiori sono ricchi di proprietà attive di carattere riposante e rilassante.

LOTO:
presso gli Orientali il loto è espressione della perfezione e della purezza del sole, del cielo, della creazione, del passato, del presente e del futuro, ovvero, in una parola sola della vita stessa e di tutte le virtù ad essa, direttamente o indirettamente, riferibili. Per questo è considerato un fiore sacro, il fiore degli Dei. I Buddisti indiani rappresentano il seggio di Budda come forma allargata del fiore di loto. Nella Grecia antica era il simbolo della bellezza e dell'eloquenza. In Italia cresce in zone temperate; a Mantova, sul lago Superiore, cresce grazie ad una giovane laureata in Scienze Naturali, che, circa 60 anni fa, decise di piantarne lì alcuni esemplari. Oggigiorno, il dono del fiore di loto è un gesto per dichiarare grande ammirazione.

BOCCA DI LEONE:
il nome deriva dall'aspetto del fiore, che ricorda per un verso una bocca, per l'altro un naso di animale. La tradizione lo considera da sempre il fiore del capriccio; nel medioevo, infatti, le ragazze erano solite ornarsi i capelli con questi fiori per rifiutare i corteggiatori non desiderati. Per questo la valenza generalmente riconosciuta alla bocca di leone è l'indifferenza ed il disinteresse.

Nessun commento:

Posta un commento