mercoledì 24 giugno 2009

Malva, Caprifoglio, Bardana, Viola del pensiero




MALVA:
deriva dal termine greco malakos, che significa calmante e dolce. Il nome della pianta lascia trasparire le proprietà da sempre riconosciute alla stessa ed agli infusi ricavati con i suoi fiori, vale a dire efficace rimedio contro dolori e contro stati d'infiammazione; i Greci erano soliti mangiare i semi di malva e confezionare infusi con gli stessi, che venivano poi utilizzati per calmare la tosse, nonché vari tipi di infiammazione. Nel linguaggio dei fiori il valore attribuito alla malva è quello della pacatezza.

CAPRIFOGLIO:
il nome deriva dal latino caprifolium e fa riferimento alla predisposizione di questa pianta ad arrampicarsi a tutto ciò che si trova nelle sua immediate vicinanze e che ricorda, per questo, l'abilità d'arrampicarsi delle capre. Famosa è anche la dolcezza del nettare di questo fiore, da cui deriva il significato attribuito alla pianta e cioè dolcezza d'animo.

BARDANA:
deve il proprio nome alla forma ricurva del suo fiore; inoltre il fiore si caratterizza per il fatto di essere leggermente appiccicoso e nello stesso tempo difficile da togliersi una volta attaccato. Proprio per questa peculiarità il significato attribuito alla stessa è quello di riservatezza e ritrosità, proprio a significare la tendenza naturale della pianta ad allontanare dal proprio contatto.

VIOLA DEL PENSIERO:
fu uno dei simboli utilizzati durante l'Impero di Napoleone dalle compagini dei sui sostenitori, che anche clandestinamente sostenevano il proprio Imperatore; pare infatti che la Viola del Pensiero fosse la parola d'ordine dagli stessi utilizzata.
La mitologia greca associa invece la Viola del Pensiero alla bellissima ninfa Io, di cui si innamorò perdutamente Giove, che, proprio per questo, fu trasformata per volere di Giunone in giovenca. Il significato comunemente attribuito alla Viola del Pensiero è dunque quello di riflessività e ricordo.

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