mercoledì 26 agosto 2009

Il DUOMO di Milano



Il Duomo di Milano fu iniziato nell'anno 1386 e sperimentò numerosi architetti.
La facciata, iniziata dall'anno 1567, fu costruita nello stile classico-barocco.
Nell'anno 1805 furono conclusi i lavori di facciata, mentre continuarono le creazioni delle piccole e piccolissime torri per tutto il novecento.
Il Duomo di Milano è l'opera più importante dell'architettura gotica in Italia. In marmo bianco la costruzione maestosa si estende su una lunghezza di più di 157 metri e può contare su ben 3400 statue che lo adornano rendendolo cosi unico al mondo.
La sua imponente struttura ne fa uno degli edifici religiosi più grandi d'Europa.

Oggi è composto da cinque navate, è lungo 158 metri, largo 93 e raggiunge un'altezza massima di 108 metri. Nel punto più alto, nell'anno 1774, fu posta a protezione della cittadinanza la famosa Madonnina, una statua in rame dorato alta 4 metri, divenuta uno dei simboli della tradizione meneghina.
È un divertimento straordinario passeggiare sul tetto. Al lato Nord una scaletta ed un ascensore portano verso l'alto. Il panorama s'estende su tutta la città fino alle Alpi e lontano nella pianura lombarda.

Alcune misure del Duomo:
altezza della Madonnina dal suolo: 108,50 metri
altezza della Madonnina: 4,16 metri
altezza della facciata centrale: 56,50 metri
altezza della navata maggiore: 45 metri
lunghezza esterna: 158 metri
lunghezza interna: 148 metri
lunghezza della facciata principale: 67,90 metri
larghezza interna delle 5 navate: 57,60 metri
larghezza esterna: 93 metri
larghezza interna: 66 metri
colonne interne: 52
guglie: 135
altezza delle colonne interne: 24 metri
diametro della colonne interne: 3,40 metri


Curiosità:
1) - Per il lungo periodo di costruzione vari stili influenzarono l'estetica dell'opera e proprio per questo, nel linguaggio popolare, la “fabbrica del duomo" indica un lavoro destinato a subire infinite modifiche e a non terminare mai.

2) - I marmi destinati alla costruzione del Duomo partivano da Candoglia, sul Lago Maggiore, e venivano trasportate fino a Milano con delle chiatte che navigavano lungo il Ticino e quindi i navigli. Questi marmi portavano impressa la sigla AUF (Ad Usum Fabricae, ovvero con trasporto esente da tasse e balzelli) e quindi l'espressione "a ufo" prese ad indicare nel linguaggio popolare tutti i lavori non pagati.

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