mercoledì 30 settembre 2009

Il SERPENTE di BRONZO nella Basilica Sant' Ambrogio di Milano


Secondo la leggenda, intorno all'anno 1000, l’arcivescovo di Milano Arnolfo II in viaggio, portava con se una Testa di bronzo parlante e il Serpente forgiato da Mosè, come regali di nozze, tra la principessa Stefania e l'imperatore Ottone III.
Durante il viaggio, Arnolfo volle provare i poteri della Testa di bronzo.
L’arcivescovo, rivolto alla testa che lo fissava, scandì bene le parole parlando nel latino colto degli uomini di chiesa: "Come sta il mio Imperatore, Ottone terzo?".
Per lunghi istanti la testa restò in silenzio, poi una voce, quasi umana, pronunciò brevi, ma inequivocabili, parole: "Ottone III è da poco deceduto".
Arrivato a destinazione, l’arcivescovo poté costatare di persona la veridicità delle predizioni fatte: l'imperatore Ottone III era morto.
I regali per il matrimonio, rimasero di proprietà di Arnolfo, che tornò immediatamente alla sua amata diocesi, Milano.
Appena giunto decise di far collocare il serpente su una colonna di porfido d'Elba nella chiesa di Sant'Ambrogio, dove tutt'oggi è possibile ammiralo (si trova accanto al terzo pilastro sulla sinistra entrando).
Saputo dell'arrivo della misteriosa reliquia proveniente dall'Oriente, i Milanesi presero d'assalto la Basilica per ammirare l'oggetto sacro.
In breve si diffuse la voce che toccando il serpente si guariva dalle malattie intestinali, in particolare dai vermi. La credenza, viene ancora oggi onorata.
Vi è la credenza, che al giorno del giudizio, il Serpente di bronzo scioglierà le sue spire e diventerà di carne e ossa e che dopo aver fatto sibilare la lingua per tre volte, tornerà strisciando alla Valle di Josafat dove le mani di Mosè lo forgiarono.
Se visitando Sant'Ambrogio vedete il Serpente al suo posto, sulla cima della colonna, non preoccupatevi, vuol dire che la fine del mondo è ancora lontana.

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