domenica 25 ottobre 2009

Milano e IL RITO AMBROSIANO


Il rito ambrosiano è un rito liturgico adottato dalla Chiesa cattolica milanese, che si distingue da quello utilizzato nel resto dell'Occidente, detto invece rito romano.
Il rito ambrosiano deriva dalla tradizione che si è stratificata nella liturgia della diocesi di Milano.
Quando papa Gregorio I, alla fine del VI secolo, riordinò ed estese a tutta la chiesa occidentale la liturgia romana, il rito ambrosiano, data la grande importanza e il peso della chiesa milanese, riuscì a sopravvivere alla soppressione dei riti occidentali minori, insieme al rito mozarabico.
La sua legittimazione definitiva si ebbe comunque con il Concilio di Trento (occorre tener conto che il papa Pio IV era milanese e che l'anima del Concilio fu il vescovo di Milano san Carlo Borromeo).
In origine aveva diffusione molto vasta: su tutto il nord d'Italia, fino a sud di Bologna, sul Norico (Austria) sull'Elvezia (Svizzera) e sulla Pannonia (Ungheria).
Nel corso della storia molte comunità anticamente di rito ambrosiano sono passate al rito romano.
Il rito ambrosiano è attualmente seguito prevalentemente nella maggior parte della diocesi di Milano con l'eccezione dei decanati di Monza, Treviglio e Trezzo sull'Adda, delle parrocchie di Civate e Varenna e delle chiese non parrocchiali dei religiosi e dell'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano.
Si celebra in ambrosiano anche in alcune parrocchie della diocesi di Bergamo, in particolare in Valle San Martino, in Valtorta e Val Averara.
Fuori dalla Lombardia è seguito solo nelle parrocchie di Cannobio e di Cannero Riviera (nel vicariato del Verbano in diocesi di Novara) e nel Canton Ticino.
In quest'ultima regione interessa le parrocchie della Valle Capriasca, di Brissago e Ascona e delle tre valli superiori del Cantone: Blenio, Riviera e Leventina, dette appunto le Tre valli ambrosiane.
Nella diocesi di Lodi è in uso solo nelle parrocchie di Colturano, Balbiano e Riozzo.

La celebrazione della Messa presenta gli stessi elementi del rito romano, ma alcuni di essi sono disposti diversamente: lo scambio della pace, ad esempio, non è immediatamente prima della Comunione, ma viene anticipato al termine della Liturgia della Parola, prima della preparazione dei doni.
Altre minori differenze sono la mancanza dell'Agnus Dei e la triplice invocazione Kyrie eleison (Signore pietà) senza il Christe eleison (Cristo pietà) presente nel rito romano.
Il giorno di sabato inoltre non è considerato feriale ma festivo, seppur in modo minore rispetto alla domenica, in continuità con la tradizione ebraica.

Un elemento fondamentale del rito e della liturgia ambrosiana è costituito dal canto "ambrosiano".
Fu Sant'Ambrogio stesso che, per la prima volta in assoluto nella liturgia della Chiesa, introdusse nel 386 d.C. l'uso di canti non derivanti dai salmi (gli unici fino ad allora cantati durante le messe).
Questa sua innovazione si diffuse presto anche nelle Chiese di altro rito.
Sant'Ambrogio è stato definito il più musicale dei Padri, in quanto ha personalmente composto testi e musiche dei suoi inni, innovando anche lo stile, grazie all'introduzione della metrica classica al posto di quella libera che era simile alla salmodia ebraica.
Scelse per i suoi inni il dimetro giambico e introdusse la antifonia, elemento fondamentale per consentire a tutta la massa di fedeli una maggiore partecipazione al rito, grazie ad un canto collettivo eseguito da un'ala maschile e da un'altra ala composta da donne e bambini.
Per agevolare il popolo alla declamazione, Sant'Ambrogio, realizzò versetti facili da recitare e eliminò sia il ruolo del solista sia la presenza dei vocalizzi, rendendo tutto l'insieme più armonico.

Come il gregoriano, anche l'ambrosiano fu naturalmente modificato nel corso dei secoli dalla sua "invenzione" da parte di S. Ambrogio, ma non di meno oggi lo si definisce il più antico corpo musicale occidentale.
Per preservare questo patrimonio insostituibile è stato istituito il PIAMS (Pontificio Istituto Ambrosiano di Musica Sacra) consociato con il Pontificio istituto di musica sacra di Roma.
I testi liturgici musicali e canori ambrosiani sono contenuti nel libro ufficiale della diocesi di Milano "Cantemus Domino".

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