giovedì 12 novembre 2009

Il fantasma di BERNARDA VISCONTI

Nel Chiostro di Santa Radegonda si aggira, dal XIV secolo, il fantasma di Bernarda, figlia naturale di Bernabò Visconti, murata viva dal padre per aver commesso adulterio.

BERNARDA VISCONTI
Verso via Santa Radegonda, a Milano, su due guglie diverse ci sono due statue poste di fronte l'una all'altra. Lei è una bellissima ragazza semivestita, che si protende al suo innamorato (posto in cima al palazzo di fronte) con le mani rivolte al muro.
La leggenda non è chiara sull'identità dei due giovani raffigurati. Si pensa che possano essere Bernardina Visconti e il suo amante, morti per colpa di un amore proibito.
Bernardina Visconti nacque da un rapporto illegittimo tra il padre, Bernabò Visconti e una cortigiana. La giovane era molto bella, aveva dei capelli lunghi rossi e un carattere vivace.
Il padre invece, era noto per la sua crudeltà, infatti costrinse Bernardina a sposare un uomo sconosciuto. La ragazza col tempo, non esitò a cercarsi l'amore vero e consolidò un'amicizia con un cortigiano del tempo.
La loro relazione però non rimase segreta, ma fu scoperta dal padre di lei che decise di punirli con estrema severità. Le leggi del tempo imponevano che un uomo sorpreso con una donna consenziente fosse semplicemente multato di una cospicua somma di denaro. Ma per il cortigiano non andò così. Lo spietato duca, tremendamente geloso del ragazzo, lo fece accusare di furto e sotto tortura il poveretto confessò l'inconfessabile. Giudicato quindi colpevole, fu condannato e impiccato. Ma se per gli uomini la pena di rito era una sanzione economica, per le donne consenzienti per adulterio era quella capitale.
Bernabò rifiutò la condanna pubblica della figlia, ma la fece torturare in una delle galere sotterranee della rocchetta di Porta Nuova. In quella cella umida, gelida e piena di topi e scarafaggi, la povera Bernardina trovò la compagnia di Andreola Visconti, nipote del padre, e badessa del monastero maggiore, là rinchiusa per aver amato anch'essa liberamente.
Il sadico Bernabò si dimenticò di loro che, al freddo nutrite solo di pane e acqua, morirono in soli sette mesi. Le sue spoglie furono sepolte nella chiesa di San Giacomo, famoso per gli angelici canti delle suore. Il padre, che non si pentì mai del suo crudelissimo gesto, visse nel tormento di scontrarsi con il fantasma della povera figlia.
Bernabò morì poi nelle segrete del Castello di Trezzo d'Adda dove era stato rinchiuso dal genero Gian Galeazzo.
Il fantasma di Bernardina è stato visto più volte tra le colonne della chiesa di Santa Redegonda prima di essere sconsacrata. L'hanno descritta smarrita, senza una meta, forse alla ricerca della "pace", quella pace non trovata durante la sua vita.


Oggi, se arriviamo da Piazza Cavour in via Manzoni attraversiamo gli antichissimi “Archi di Porta Nuova” (foto sopra), che originariamente reggevano due torri dove, nel 1372, Bernabò Visconti vi rinchiuse la figlia Bernarda lasciandovela morire per “colpa di un amore non autorizzato”.

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