lunedì 30 novembre 2009

L’ARTIGIANO IN FIERA







Nuovo Polo fieristico a Rho
5-13 dicembre 2009-11-30


Settori merceologici:
Oggettistica e articoli da regalo
Abbigliamento e accessori
Mobili e complementi d'arredo
Oreficeria e gioielleria
Prodotti eno-gastronomici e prodotti tipici locali
Ecoabitare: finiture e impianti per la casa, terrazzi, giardini e per l'abitare ecologico, prodotti alimentari biologici

INGRESSO GRATUITO

Orari di apertura:
feriali (9-10-11 dic) 15,00-22,30
sabato e festivi (5-6-7-8-12-13 dic) 10,00-22,30

come raggiungere Artigianato in fiera:
MM LINEA 1
fermata Rho/Fieramilano

operazione risparmio:
fermata Lampugnano o Molino Dorino e poi utilizzare il servizio gratuito di navetta per Fieramilano

con il passante ferroviario:
parte da Rogoredo e passa da P.ta Vittoria, Dateo, P.ta Venezia, Repubblica, P.ta Garibaldi, Lancetti, Villapizzone, Certosa fino a Rho Fiera

www.artigianoinfiera.it

Foto curiose: 30


ORTICOLINE D’INVERNO

Mostra mercato di fiori e piante

ORTICOLINE D’INVERNO
12-13 dicembre 2009


Il Natale del Museo Diocesano si arricchisce quest’anno della presenza di Orticola di Lombardia che nelle giornate di sabato 12 e domenica 13 Dicembre organizza Fiori d’Inverno. Nel corso della manifestazione selezionati espositori presenteranno i loro più spettacolari fiori legati a questo speciale periodo dell’anno. Laboratori floreali faranno da contorno all’esposizione.
Le principali protagoniste, durante i due giorni di mostra, sono le orchidee, presenti in specie e varietà botaniche dalle più diffuse, alle più spettacolari e rare.
Accanto a loro si potranno ammirare i più recenti ibridi di ciclamini, una collezione di 25 esemplari di stelle di Natale dalle sfumature più particolari, le tillandsie, piante che vivono d’aria, accanto a collezioni di felci.

Inoltre, nell’ambito dell’iniziativa “Un capolavoro per Milano”, si potrà ammirare La Natività di Lorenzo Lotto, dipinto di grande pregio proveniente dalla Civica Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia,

L’ingresso alla mostra-mercato dalle ore 10,00 alle ore 19,00.
Il biglietto di ingresso a Orticoline d’Inverno è di Euro 4,00.
L’ingresso a Orticoline d’Inverno + visita al Museo Diocesano è di Euro 8,00.

domenica 29 novembre 2009

Immagini della mia città


Giovedì 3 dicembre 2009 - ore 21,00
Spazio Contemporaneo - Sala Talamucci
Villa Visconti d'Aragona
Via Dante, 6
Sesto San Giovanni


presentazione del libro:
IMMAGINI DELLA MIA CITTA'
di Aurelio Spinelli


Un volume fotografico di 166 immagini su Sesto San Giovanni, del sestese Aurelio Spinelli, vincitore di numerosi premi nazionali e internazionali, in cui il fotografo presta un'attenzione particolare all'archeologia industriale, senza tralasciare la Sesto moderna.
Il ricordo infantile della Sesto operaia, delle giornate scandite dal suono assordante delle sirene delle grandi fabbriche, viene impresso in bianco e nero per evocare meglio l'immagine che rappresenta. Grazie al bianco e nero, Spinelli coglie appieno l'essenza della realtà, immortalandola.
Le foto raccolte nel libro esprimono l'amore che il fotografo ha per la sua città.


Aurelio Spinelli nato e residente a Sesto San Giovanni inizia l'attività nel 1980 e in pochi anni ottiene numerosi e importanti riconoscimenti. Innumerevoli sono le mostre personali e collettive che hanno presentato le sue immagini sia in Italia che all'estero.
Nel 1996 è stato insignito dell'onorificenza fotografica europea EFIAP. Le sue fotografie fanno parte del Museo della Fotografia Amatoriale italiana.

sabato 28 novembre 2009

Capolavoro per Milano: La Natività di Lorenzo Lotto

24 novembre 2009 – 17 gennaio 2010
Museo Diocesano
Corso di Porta Ticinese, 95
20123 Milano


Lo straordinario dipinto di Lorenzo Lotto, una delle più alte espressioni della religiosità intima e quotidianamente umanizzata del “genio inquieto del Rinascimento”, offre uno scorcio dell’interno della capanna di Betlemme. La Vergine, San Giuseppe, due pastori e due angeli circondano adoranti Gesù Bambino, adagiato in una cesta di vimini e intento a giocare teneramente con il muso di un agnello, dono dei pastori e simbolo del Sacrificio pasquale.
Umano e divino si fondono in una scena di grande intensità emotiva: tutti gli sguardi appaiono puntati su Gesù, ad eccezione di quello di un angelo che si rivolge invece agli spettatori, esortandoli alla devozione. Dal fondo buio della capanna, attraverso le aperture della porta e di una finestrella, una morbida luce crepuscolare, che avvolge tutta la scena, evidenzia dettagli architettonici e sottolinea delicati passaggi chiaroscurali e raffinatissimi effetti di ombre.
Dopo il recente restauro, l’opera rivela oggi, oltre alla firma, anche la data, 1530 e ha recuperato la sua originaria brillantezza cromatica.

Prestito della Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia.
Catalogo Silvana Editoriale.

Visita mostre
Telefono e fax 02.89.42.00.19
e-mail:
info@museodiocesano.it
biglietteria: info.biglietteria@museodiocesano.it

La leggenda del rododendro


In un castello di ghiaccio, fra le montagne, viveva la regina della neve che aveva un figlio grande e bello: il principe della neve.
Un giorno il principe, impegnato nella caccia, arrivò in una piana paradisiaca cosparsa di fiori dove gli apparve una fanciulla così leggiadra che se ne innamorò.
“Chi sei? Come ti chiami?”
“Sono la principessa dei fiori e vivo nella valle dove è sempre primavera.”.
Detto questo, piroettò su un piede solo e scomparve.
Potete immaginarvi come rimase il povero giovane, che tornò al castello mogio mogio per raccontare alla madre quel che gli era successo.
“La voglio sposare” ripeteva monotono.
La madre si recò dalla principessa per chiederle la mano, ma si sentì rispondere che lei non avrebbe mai abitato in un castello dove non fiorivano fiori tutto l'anno.
“Ma sarai tu a farli fiorire” insistette la regina.
“Non posso” rispose la principessa mentre le sue ciglia s'imperlavano di lacrime.
Quando il figlio seppe di quel rifiuto s'intristì fino ad ammalarsi.
La regina preoccupata cominciò a visitare tutte le vivene e le bregostane dei dintorni, ma nessuno era capace di aiutarla.
Quel continuo camminare avanti e indietro non soltanto le fece consumare la suola della scarpette, ma le ferì i piedi che cominciarono a sanguinare.
Quando il principe la vide tornare si accorse meravigliato che ai piedi della madre erano spuntati innumerevoli fiori di un bel rosso sangue, mentre dalle lacrime cadute per terra erano sbocciate piccole palle bianche, le stesse che si vedono in primavera sui cespugli dei rododendri.
Così anche il Castel del Ghiaccio ebbe i suoi fiori e il principe poté finalmente sposare la principessa dei fiori.

giovedì 26 novembre 2009

Bottega-Archivio Giovanni Sacchi

A Sesto potete visitare un luogo magico!
Si tratta della Bottega-Archivio Giovanni Sacchi.
La trovate al Mil, in via Granelli 1.
E’ aperta al pubblico tutti i giorni dalle 14.00 alle 17.00 (esclusi sabato e domenica), o potete richiedere una visita guidata dal martedì al venerdì, e ogni primo sabato del mese, dalle 9.30 alle 12.30.
Telefonate allo 0236682271, o scrivete a
info@archiviosacchi.it.

Giovanni Sacchi
Nel 1913 nasce a Sesto Giovanni Sacchi. Nel campo del design Sacchi inizia a lavorare solo nel dopoguerra. Prima, il suo apprendistato si svolge in fonderia, come modellista meccanico: realizza modelli in legno per la creazione di stampi, dove viene colato il metallo fuso. Un esordio tutto sestese, dunque. E una svolta che sembra anticipare sul piano personale il passaggio storico di Sesto dalle grandi fabbriche alla dimensione della media industria. In questo caso, quella del design italiano, che coniuga creatività e ricerca, coraggio e tenacia, fermento intellettuale e produttivo, e getta le basi per il successo del made in Italy nel mondo.
Deus ex machina di questa trasformazione è Marcello Nizzoli, che mette piede nella bottega di via Sirtori e chiede a Sacchi il modello di una maniglia che sta disegnando. E questa maniglia per Giovanni Sacchi apre davvero una porta, gli fa capire qual è il suo mestiere: modellista per il design, un mestiere che per lui sarà sempre “il lavoro più bello del mondo”. E questo incontro segna l’inizio di una collaborazione stretta, in cui il modello mette a nudo tutta la genialità del disegno, e pure i suoi errori, permettendo di correggerli via via. Il modello "verifica" la bontà del progetto, in modo che il prototipo sia perfetto e così il prodotto finale.
Da quel momento il dado è tratto. In via Sirtori arrivano tutti: Zanuso, Giò Ponti, Munari, Colombo, Sapper, i Castiglioni, Anna Castelli Ferrieri, Belgioioso, Gardella, Bellini, Rossi, Renzo Piano, Mario Botta ecc. I designer e gli architetti più famosi “vanno a bottega” da Sacchi. "Ho un’idea. Vediamo come viene": ad attrarli in via Sirtori è la grande abilità di Sacchi di dare forma alle idee, e alcune sue qualità speciali: l’amore artigiano per il dettaglio, il percorrere da esploratore tutte le strade possibili a caccia di soluzioni, e soprattutto quella sua propensione a lavorare insieme, senza protagonismo e a vantaggio della qualità del risultato.
Il laboratorio di Giovanni Sacchi, che qualcuno ha con ragione chiamato una “bottega rinascimentale”, è stato attivo fino al 1997: più di 25.000 modelli realizzati per più di 300 designer e architetti e 500 aziende.

Quando si entra nella bottega Sacchi ripristinata al Mil, ci si sente a casa. Un po’ a casa di Sacchi e un po’ a casa propria. Al piano terra è stato ricostruito l’ambiente di lavoro originario di Sacchi e dei suoi collaboratori. Ci sono gli strumenti di lavoro: una quantità incredibile di attrezzi, radunati con ordine, a seconda del colore del manico. A guardarli con un po’ di attenzione, alcuni sembrano fabbricati dall’utilizzatore stesso. Se poi aguzzate la vista, scoprite su uno dei ripiani, tra gli attrezzi, una figura ritagliata in carta con la scritta “ricordati di sorridere”…
E poi ancora: i tavoli da lavoro, i macchinari, tirati a lucido, che sembrano aver appena smesso di funzionare. Le attrezzature non si possono più utilizzare, ma è prevista un’area didattica con macchinari nuovi, dove organizzare workshop di modellistica. Giovanni Sacchi avrebbe voluto nell’ultima parte della sua vita che la sua bottega diventasse una scuola. E qui c’è molto da imparare!
Ma l’avventura non si chiude nel laboratorio. Proseguendo la visita, a farci sentire a casa nostra sono gli oggetti: telefoni, televisori, caffettiere, frigoriferi, posate, aspirapolveri, lampade, penne, interruttori, maniglie, macchine da cucire, macchine per scrivere, sedie, sgabelli, calcolatrici, computer… Oggetti d’uso, presenti in tutte le case, ma con in più un certo non so che: il loro aspetto è familiare, ma non ha nulla di banale. Li riconosciamo al volo, perché sono oggetti di design: ogni loro linea s’è impressa nella nostra memoria. Sono oggetti funzionali, ma con un’identità speciale, riconoscibile e persistente. Due grandi vetrine ospitano mostre temporanee, dedicate di volta in volta al rapporto tra Giovanni Sacchi e un designer o architetto in particolare.
Al primo piano poi c’è l’archivio vero e proprio: modelli e disegni, che possono essere consultati in tutta tranquillità da studiosi e studenti di design e architettura.
Questo aggiunge un tassello importante all’esperienza del visitatore. Si può tracciare il percorso dall’idea all’oggetto. C’è proprio tutto ciò che serve: schizzi da esplorare, disegni da studiare, modelli che raccontano tutto dell’oggetto che sarà, stampi dove l’idea ha trasferito con esattezza assoluta la propria impronta, prototipi pronti per entrare in produzione, prodotti pronti per essere messi in vetrina, nelle nostre case e... in memoria.


per ulteriori informazioni:
http://www.sestosg.net/

Boldini nella Parigi degli Impressionisti

PALAZZO DEI DIAMANTI - FERRARA


Ritratto di Henri de Rochefort, c. 1881-82
Olio su tela, cm 61 x 50 Parigi, Musée d’Orsay


Ritratto di Madame Charles Max, 1896
Olio su tela, cm 205 x 100 Parigi, Musée d'Orsay.
Dono di Madame Charles Max, 1904

Giorni tranquilli, 1875
Olio su tela, cm 36,1 x 27,4 Williamstown, Sterling and Francine Clark Art Institute


La contessa Gabrielle de Rasty sul divano, 1878-79
Olio su tela, cm 147 x 115 Collezione privata


Cléo de Mérode, 1901 Olio su tela, cm 97,8 x 88,9
Collezione privata


Berthe che cuce in giardino, 1874 Olio su tavola, cm 21 x 17 Collezione privata, courtesy Bottegantica, Bologna

Autoritratto mentre osserva un dipinto, c. 1865
Olio su tela, cm 32 x 22,5 Firenze,
Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti Su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali


Ritratto di Giuseppe Verdi col cilindro, 1886
Pastello su carta preparata, mm 650 x 540 Roma,
Galleria Nazionale d’Arte Moderna
Su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali

La lettera mattutina, c. 1884, Art Studio Pedrazzini


L'amazzone (Alice Regnault a cavallo), 1879-80
Olio su tavola, cm 70 x 59 Milano, Galleria d'Arte Moderna


La cantante mondana, c. 1884
Olio su tela, cm 61 x 46
Collezione Fondazione Carife, in deposito presso
le Gallerie d'Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara

Gertrude Elizabeth, Lady Colin Campbell, 1894
Olio su tela, cm 184,3 x 120,2
Londra, National Portrait Gallery.
Dono di Lady Colin Campbell, 1911

La grande strada a Combes-la-Ville, 1873
Olio su tela, cm 69,2 x 101,4 Philadelphia Museum of Art,
The George W. Elkins Collection, 1924


Lo strillone parigino (Il giornalaio), c. 1880
Olio su tela, cm 47 x 29 Napoli, Museo di Capodimonte



Martedì scorso sono stata a Ferrara per visitare la mostra di Boldini e ne sono rimasta affascinata.
Dalle pareti immagini da sogno mostravano un mondo ricco di patos dalle mille sfumature, tra luci ed ombre, a volte con una sottile ironia a sottolineare gli sguardi che ammiccavano dalle belle tele: l’atmosfera era quella di un coinvolgente, affascinante romanticismo.


Nato a Ferrara nel 1842, ottavo di tredici fratelli, Giovanni si avvicina al mondo dell’arte grazie a suo padre Antonio, stimato pittore amante dei grandi maestri del Rinascimento. Sotto la guida del padre, il periodo della sua prima formazione artistica lo dedica allo studio ed alla riproduzione di opere rinascimentali, molte delle quali custodite presso i musei della zona ferrarese. In contemporanea, Giovanni frequenta lo studio di due importanti pittori-decoratori, i fratelli Girolamo e Domenico Domenichini. A soli sedici anni ha già le sue nobili committenze e realizza ritratti per notabili personaggi del ferrarese. Sempre a sedici anni dipinge il suo autoritratto (1858), un genere che lo avrebbe accompagnato per tutta la sua lunga carriera artistica.

Nel 1862 si trasferisce a Firenze per iscriversi all’Accademia di Belle Arti, dove conosce Michele Cordigiani e Cristiano Banti, che lo convinceranno a frequentare il famoso “Caffè Michelangelo”, luogo in cui i Macchiaioli (Giovanni Fattori, Odoardo Borrani, Telemaco Signorini tra gli altri) si riuniscono spesso per discutere sulla nuova e rivoluzionaria tecnica da cui prende il nome. In questo periodo Boldini dipinge, oltre che ritratti, anche soggetti paesaggistici.

Già in questi anni giovanili manifesta un interesse (che non abbandonerà mai) per i salotti eleganti dell'aristocrazia e dell'alta borghesia: spesso è ospite degli inglesi Falconer, presso la loro villa pistoiese "La Falconiera", di cui decora una saletta a tempera. Con loro, nel 1867, compie un viaggio in Francia e visita l'Esposizione Universale di Parigi, dove conosce Edgar Degas, Alfred Sisley e Édouard Manet. Per buona parte del 1870 soggiorna a Londra, invitato da William Cornwallis-West, che aveva conosciuto in Italia, il quale gli mette a disposizione uno studio al centro della città, in una zona frequentata dall'alta società aristocratica; ma alla fine dell'anno rientra in Italia.

mercoledì 25 novembre 2009

S. Caterina d'Alessandria

S. Caterina d'Alessandria - Caravaggio

S. Caterina d'Alessandria - Raffaello Sanzio


I testi della letteratura popolare parlano di Caterina come una bella diciottenne cristiana, figlia di nobili, abitante ad Alessandria d'Egitto.
Qui, nel 305, arriva Massimino Daia, nominato governatore di Egitto e Siria.
Per l'occasione si celebrano feste grandiose, che includono anche il sacrificio di animali alle divinità pagane.
Un atto obbligatorio per tutti i sudditi.
Caterina però invita Massimino a riconoscere Gesù Cristo come redentore dell'umanità e rifiuta il sacrificio.
Non riuscendo a convincere la giovane a venerare gli dèi, Massimino propone a Caterina il matrimonio.
Al rifiuto della giovane il governatore la condanna a una morte orribile: una grande ruota dentata farà strazio del suo corpo.
Sarà un miracolo a salvare la ragazza che verà però decapitata. Secondo la leggenda degli angeli porteranno miracolosamente il suo corpo da Alessandria fino al Sinai, dove ancora oggi l'altura vicina a Gebel Musa (Montagna di Mosè) si chiama Gebel Katherin.
Questo sarebbe avvenuto nel novembre 305.

Monumento agli alpini


Domenica 29 novembre 2009
Inaugurazione del monumento agli alpini
a Sesto San Giovanni e giardino degli alpini

"Finalmente anche noi Alpini di Sesto, dopo 78 anni, avremo il nostro monumento. Lo abbiamo progettato e in parte fabbricato e montato noi. 'tituito da granito per ricordare le nostre montagne e d'acciaio per le fabbriche cittadine, prevalentemente metallurgiche.
Ora le fabbriche non ci sono più. Gli Alpini arrivati dalle valli per lavorare sono SEMPRE PRESENTI QUI."

Programma:

9,00 piazza della Resistenza: ritrovo partecipanti

9,30 alzabandiera-deposizione corona al monumeto all Resistenza

9,45 partenza sfilata

10,00 via Cavour, Chiesa dell'Assunta: santa messa

10,45 si prosegue: via Cavour, Cavallotti, Maestri del Lavoro, viale Marelli, via Piave

11,30 inaugurazione del Monumento agli Alpini e "Giardino degli Alpini". Consegna alla Carita del premio "Solidarietà Alpina", saluto alle autorità

12,00 sosta in piazza della Repubblica per deposizone corona, via Cesare da Sesto, largo Lamarmora, via Dante

12,30 piazza Petazzi, onori militari al Gonfalone, scioglimento.
seguirà presso oratorio San Luigi

13,00 Centro Ristoro via Falck, 160 Rancio Alpino.

lunedì 23 novembre 2009

La leggenda della Pratolina


In primavera i prati si coprono spontaneamente di migliaia di margheritine.
Forse non tutti sanno che tale fiore, detto anche “Pratolina” e così comune alle nostre latitudini, ha una storia molto antica.
Il suo nome scientifico e’ “Bellis” e deriva da una leggenda che vi espongo qui di seguito. Bellis era la figlia del dio Belus.
Un giorno, mentre danzava con il suo fidanzato, attirò l’attenzione del dio della primavera a causa della sua bellezza.
Il dio tentò di strapparla al fidanzato, quest’ultimo reagì con violenza e la poveretta, per salvarsi da entrambi si trasformò in una margheritina.
La Pratolina fu molto amata nei tempi antichi.
Quando Margherita di Valois, sorella di Francesco I sposò Emanuele di Savoia, fu presentata a corte con un cesto di margherite.
Luigi IX di Francia amava tanto questo fiore e si era fatto fare un anello a forma di margherita.
Margherita d’Angiò, moglie di Enrico VI d’Inghilterra, era solita far ricamare margheritine sulle vesti dei cortigiani: aperte indicavano la vita, chiuse, la purezza.
In inglese la Margherita si chiama “Daisy” e deriva dall’espressione “Day’s eye”, occhio del giorno.

sabato 21 novembre 2009

Da Velasquez a Murillo


9 ottobre 2009 - 17 gennaio 2010
Pavia, Castello Visconteo
Cinquanta opere dell’importantissima collezione di pittura spagnola dell’Ermitage
L’esposizione – da Velázquez a Murillo, dal 9 ottobre 2009 al 17 gennaio 2010 - al Castello Visconteo la prima mai realizzata all’estero sulla collezione spagnola dal Museo russo, precursore, tra i grandi musei d’Europa, nell’aprire una galleria dedicata alla pittura iberica - nasce grazie alla collaborazione scientifica e al protocollo internazionale di studio e ricerca siglato tra il Comune di Pavia, con i suoi Musei Civici, il Museo Statale Ermitage e la Fondazione Ermitage Italia e dal legame storico e culturale tra la Lombardia e la Spagna: un legame al quale la città pavese, insieme alla Università degli Sudi di Pavia, ha da sempre posto attenzione ma che si sta traducendo, ora, in una fondamentale relazione internazionale e in un accordo definito con la città e l’Università di Girona, in Catalunya.

Il siglo de oro verrà dunque fatto rivivere, al Castello di Pavia, grazie a un importantissimo nucleo di opere, in gran parte inedite e mai esposte in Italia, rappresentative della migliore pittura spagnola del XVI e XVII secolo: tra cui tele di alcuni dei grandi protagonisti della scena artistica internazionale, come appunto Velázquez, Murillo, de Ribera, de Zurbaran, alcune selezionate opere di autori di indubitabile valore, quali Antonio de Pereda, Francisco Ribalta, Alonso Cano, Juan Valdes Leal, Juan Carrero de la Miranda e, ancora, dipinti di altri artisti da noi meno noti, che insieme compongono il panorama esauriente ed affascinante di un’epoca di straordinaria fioritura delle arti. Affascinante, tra queste, “La testa maschile di profilo” del grande Velázquez, da ritenersi un frammento di un quadro disperso, che per caratteristiche stilistiche - una maniera compatta, il viso in piena luce ritagliato su un fondo scuro, le rughe profonde sulla fronte – viene collocato da Ludmila Kagane tra i primissimi lavori dell’artista di Siviglia (1616 -1617).

Il dipinto sarà esposto in Italia per la prima volta, così come in prima assoluta, tra le molte altre opere, vi sono anche due quadri attribuiti a Ribera e pervenuti all’Ermitage anch’essi da Amsterdam: “Gli apostoli sulla tomba di Cristo” - opera interessante perché risalente al ventennio, ancora poco indagato, dell’artista catalano a Madrid - e il mirabile “Martirio di Santa Caterina”, probabilmente parte di un retablo realizzato per la Chiesa di Valenza.

Costo del biglietto: 8,00 euro
Luogo: Pavia, Castello Visconteo
Orario: dal martedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18; sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 20; lunedì dalle 10 alle 13.
Telefono: 0382 304816 – 0382 33853








La leggenda del Crisantemo


In una casetta del bosco vivevano una mamma e una bambina. Intorno alla casetta
sbocciavano bellissimi fiori; quando giunse la brutta stagione, tutti i fiori appassirono.
Solo uno era rimasto alla bimba, perché ella lo aveva conservato in casa. Un giorno la
mamma della bimba si ammalò gravemente; allora colse il fiore e l’offrì alla Madonna,
perché facesse guarire la sua mamma.
Mentre pregava sentì una voce: “La tua mamma vivrà tanti anni quanti sono i
petali del fiore che mi hai donato!”. La bimba contò i petali del fiore e vide che erano
pochi; allora per amore della mamma, ridusse i pochi petali in tante striscioline. Così i
petali divennero molti e la mamma visse per tanti anni.
Nacque così il crisantemo, il fiore dai mille petali.

venerdì 20 novembre 2009

Dottor House - stagione 6

DOTTOR HOUSE – MEDICAL DIVISION
STAGIONE 6 - Anticipazioni

episodio 1 - Broken
House è impegnato in una battaglia di volontà e arguzie contro il dottore incaricato del suo programma di disintossicazione. Ma quando comincia a perdere punti, House non esita a ricorrere al ricatto pur di ritornare in testa.

episodio 2 - Epic Fail
House ritorna al Princeton Plainsboro, annunciando a tutti che ci saranno grossi cambiamenti nella sua vita. Nel frattempo il suo team non riesce a trovare la diagnosi per un paziente che è ossessionato a tal punto con la sua malattia da 'postare' tutti i suoi sintomi su internet.

episodio 3 - The Tyrant
La squadra di House è alle prese con un uomo politico Africano che si è improvvisamente ammalato, ma il fatto che il paziente sia stato accusato di crimini contro l'umanità nel suo Paese, fa tentennare la determinazione dello staff.

episodio 4 - Instant Karma
Un ricco uomo d'affari porta suo figlio, che ha problemi allo stomaco, al Princeton Plainsboro. L'uomo è convinto che i dolori di suo figlio siano dovuti al suo successo e opulenza.

episodio 5 - Brave Heart
Un paziente terminale insiste che la sua malattia è la stessa che ha ucciso suo padre e suo nonno all'età di quarant'anni. Intanto, nel tentativo di sfuggire agli studenti, House scopre di avere un problema all'udito.

episodio 6 - Known Unknowns
House, Cuddy e Wilson si recano a una conferenza dove incontrano una vecchia conoscenza. Intanto la squadra si occupa di una ragazza i cui arti si sono gonfiati ma che rifiuta di raccontare cosa le è successo.

episodio 7 - Teamwork
Cuddy è presa dai suoi problemi personali, mentre House ottiene finalmente il permesso di tornare a lavorare e si occupa di una porno star che ha un problema agli occhi.

episodio 8 - Ignorance is Bliss
E' il Giorno del Ringraziamento e la squadra scopre che hanno ben poco di che ringraziare per quanto riguarda le loro vite private. Nel frattempo House si occupa della malattia di un brillante fisico che ha mandato all'aria il suo talento per lavorare come fattorino.

La leggenda della Stella Alpina


Secondo una leggenda svizzera questo fiore sarebbe stato un tempo una fanciulla così bella, pura e nobile di animo che, sebbene desiderata da molti cavalieri, non incontrò mai nessuno degno di diventare suo sposo.

Quando morì, ancora zitella, fu trasportata sulle vette più eccelse delle montagne e trasformata in un fiore che fu chiamato Edelweiss (che significa nobile bianco) e che nasce in luoghi inavvicinabili per gli esseri umani.

Poiché dunque per raccogliere questo fiore occorre fatica e coraggio, la frase "cogliere Edelweiss” divenne, per gli Svizzeri, sinonimo dell’ottenimento del più alto e nobile onore che un uomo mortale possa conquistare.

giovedì 19 novembre 2009

"BEATLES" cofanetto regalo

Apple tinge la Mela di verde per il cofanetto Beatles
14 album rimasterizzati, documentari e foto inedite: ecco il cofanetto con l'edizione speciale della discografia dei Beatles prodotto da EMI e Apple.


Particolarmente originale sarà la confezione: una piccola mela, colorata di verde, con la scritta "The Beatles", che funziona solo come originale confezione. Al suo interno, infatti, si cela una ben più compatta chiavetta USB da 16 GB nella quale sono memorizzati 14 album dei Beatles completamente rimasterizzati, insieme a 13 mini documentari, foto originali scattate durante i lavori, le immagini con le copertine degli album e altro ancora.

Dato che sarà in vendita a partire dall'8 di dicembre, questo cofanetto si candida come un perfetto regalo di Natale per chi ha amato John Lennon, Ringo Star, Paul McCartney e George Harrison. Però dovrete affrettarvi a comprarlo, dato che sarà realizzato in edizione limitata e le 30 mila copie, che costeranno 200 sterline ciascuna, fanno già gola a troppi. Inoltre, la Mela dei desideri sarà in vendita solo in Inghilterra e negli USA, però potete ordinare il cofanetto online presso lo Store del sito ufficiale dei Beatles, al prezzo di 279,99 dollari.

Ecco, infine, l'elenco degli album rimasterizzati contenuti nel cofanetto:
-Please Please Me
-With The Beatles
-A Hard Day's Night
-Beatles For Sale
-Help!
-Rubber Soul
-Revolver
-Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band
-Magical Mystery Tour
-Yellow Submarine
-The White Album
-Abbey Road
-Let It Be


Articolo tratto da PC World

“Pianoforte Vendesi” di Andrea Vitali


Il romanzo più intenso e suggestivo di Andrea Vitali, un autore sempre più amato che ha venduto oltre 1.700.000 copie


È la notte dell’Epifania, sera di festa a Bellano. Dal treno scende “il Pianista”, così chiamato per via delle sue mani lunghe e affusolate, ladro di professione.
Piove, fa freddo. Perlustrando le contrade nell’attesa della folla che assisterà alla processione dei Re Magi, il Pianista incappa in un cartello affisso su un vecchio portone: «Pianoforte vendesi». Incuriosito, dopo aver saputo che l’appartamento è disabitato e visto che il tempo non migliora, rovinando così la festa e soprattutto trattenendo nelle loro case le sue possibili prede, decide di entrare...

Pianoforte vendesi è la storia di un ladro che deve scegliere tra le buone e le cattive azioni: il bianco e il nero, come i tasti del pianoforte.
I gesti che si troverà a compiere rivelano un grande desiderio di riscattare la sua umanità.
Sullo sfondo c’è un’intera collettività, un paese sospeso, per una notte, fra legalità e illegalità, fra lecito e illecito, fra comandamento etico e abitudine.
In questo romanzo breve e di straordinaria intensità, Andrea Vitali ci fa scoprire una Bellano inedita, notturna, forse un po’ magica.
Tra le strade e nelle case si avverte ancora l’eco, e forse il respiro, di tutti coloro che lì hanno vissuto, gioito, sofferto, sognato, amato.
Così, attraverso le atmosfere soffuse e le penombre di Pianoforte vendesi, Andrea Vitali rende omaggio alla sua città. Senza però dimenticare mai i guizzi folgoranti del suo umorismo.

mercoledì 18 novembre 2009

Il Falco e la Colomba - puntata finale




Ieri sera è andata in onda l'ultima puntata della fiction "Il falco e la Colomba" ispirata al romanzo breve di Stendhal “La Badessa di Castro"
E' la storia d’amore tra Elena Campireali, nobildonna appartenente ad un’illustre famiglia, e Giulio Branciforti, uomo di umili origini e figlio di un brigante.
La storia è ambientata nella prima parte del ‘500 sullo sfondo della campagna romana.

Interpreti principali e personaggi:
Giulio Berruti (Giulio)
Anna Sanfroncik (Lisetta)
Cosima Coppola (Elena Campireali)
Enrico Lo Verso (Armido)
Anna Galiena (Vittoria Colonna)
Adriano Pappalardo (Ugone)
Franco Oppini (Signore di Campireali)
Fabio Testi (Principe Savelli)
Davide Paganini (Fabio Campireali)

Aforismi

"Sono comunque il miglior musicista tra i filosofi" fu la frase di consolazione per Friedrich Nietzsche che per tutta la vita si ostinò a comporre musica e a proporla (senza successo) a compositori e direttori d'orchestra.


"Datemi la nota del salumiere ed io la metterò in musica" fu la frase che pronunciò scherzosamente Gioacchino Rossini per sottolineare con quanta facilità componesse la musica.


"L'artista è figlio del suo tempo, ma guai a lui se ne è anche il discepolo o peggio ancora il favorito"
(Friedrich Schiller)


"L'arte del decorare consiste nel fare nelle case degli altri quello che non ci si sognerebbe mai di fare nella propria"
(Le Corbusier)