domenica 14 febbraio 2010

Il Grande Gioco. Forme d'arte in Italia 1959-1972


Il grande gioco. Forme d’arte in Italia 1947-1989 - Quarant'anni di storia italiana.
Dal 24 Febbraio al 9 Maggio 2010

Museo d’arte contemporanea di Lissone dal 1947 fino al 1958
Rotonda di via Besana di Milano il periodo 1959-1972
Galleria d’arte moderna e contemporanea di Bergamo dal 1973 al 1989.

La mostra si articola su tre spazi espositivi secondo una successione temporale che affida al Museo d’arte contemporanea di Lissone gli anni dell’immediato dopoguerra fino al 1958, alla Rotonda di via Besana di Milano il periodo 1959-1972 e alla Galleria d’arte moderna e contemporanea di Bergamo gli anni più recenti, dal 1973 al 1989.

Sono gli anni della ricostruzione dopo una guerra tra le più devastanti, ma anche del celebrato "miracolo italiano", gli anni della contestazione e del terrorismo, gli anni complessi della Guerra fredda. Un periodo storico fondamentale anche per capire ciò che è l'Italia di oggi, nell'economia, nella politica e, a suo modo, anche nell'arte.
Per la prima volta in modo organico una grande mostra cerca di fare il punto su quel periodo magmatico, contraddittorio e vivo come pochi, tentando fra l'altro di verificare come nel corso di quei quarant'anni, l'arte abbia influenzato la società.

L’approccio metodologico è assolutamente innovativo. In tal senso l’evento non è “solo” una riflessione sull’arte, una teoria di opere d’arte da ammirare e con le quali confrontarsi, ma una straordinaria opportunità di osservare e toccare oggetti di design che hanno accompagnato la nostra vita quotidiana e in molti casi l’accompagnano ancora (le poltrone di Mario Bellini e di Ico Parisi, i mobili disegnati da Gaetano Pesce per Cassina, da Ettore Sottsass per Menphis, il tavolo per poker ideato da Joe Colombo per Zanotta; i tea and coffee di Aldo Rossi per Alessi, le lampade di Vico Magistretti e di Achille e Pier Giacomo Castiglioni); prodotti dell’industria italiana come la prima Vespa e la prima 500, rispettivamente del 1947 e del 1957; i tessuti di raso e cotone disegnati da Lucio Fontana e da Enrico Prampolini per la Manifattura JSA di Busto Arsizio; di ri-vedere spezzoni di trasmissioni televisive della RAI (dalle sigle di inizio e fine dei programmi con l’immagine del monogramma disegnato da Tito Varisco, a Carosello, a trasmissioni cult come L’altra domenica, Quelli della notte, Indietro tutta, alle prime puntate di Blob, ecc. ); i manifesti di Armando Testa; le riviste di architettura e design (Casabella, Casa Vogu, Domus, ecc.) e di arte (Flash Art, Juliet, Segno, Tema Celeste, Acrobat, A.E.I.O.U., ecc.). L’elenco sarebbe lunghissimo.
Sono altresì evidenti le finalità didattiche, ribadite in catalogo nell’ampio regesto cronologico che mette in parallelo, anno per anno, le esperienze e i fatti più significativi riguardanti i vari aspetti della società italiana tra il 1947 e il 1989.

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