domenica 21 marzo 2010

“Allegoria della Primavera” di Sandro Botticelli


Definizione: Tavola
Autore: Sandro Botticelli
Titolo: Allegoria della Primavera (La Primavera)
Data e luogo di realizzazione:1477-1478, Firenze
Dimensioni: 203 x 314cm
Materiali e tecniche: Tempera su tavola
Restauri : nel 1982 l’opera ha subito un restauro

L’opera fa parte della cultura rinascimentale. In questo periodo storico-culturale-aritistico si ha una riscoperta per lo stile classico, come si può notare in questa scultura. Il Rinascimento è un periodo storico culturale che si pone tra la fine del Medioevo e l’inizio dell’età moderna. Sia in architettura che in scultura l’arte riscopre i modelli antichi e classici. La prima fase del Rinascimento si colloca a Firenze, poi tra il Quattrocento e il Cinquecento il posto di Firenze verrà preso da Roma

Il dipinto, contrariamente a quanto si pensa, va letto da destra verso sinistra. La figura sull’estrema destra è Zefiro, vento primaverile, che insegue la ninfa Clori, della quale è innamorato. Essa fecondata dalla stesso Zefiro si trasforma in Flora, dea della Primavera e dei fiori, che pur non essendo il personaggio principale da il nome al quadro. La figura al centro è Venere, davanti ad un cespuglio di mirto (pianta a lei sacra) atteggiata in un gesto tra il saluto e la casta ritrosia, stende la mano verso le tre Grazie. Sopra di lei, il figlio Cupido, dio dell’amore che bendato sta per scoccare una freccia infuocata.

Sulla sinistra le tre Grazie danzano una carola; antico ballo eseguito da più persone in cerchio. Considerate figure della mitologia greca, erano figlie di Zeus e Eurinome, Esiodo ne indica tre: Talia la prosperità, Eufrosine la gioia, Aglaia lo splendore. Personificavano la gioia e il benessere dati dalla natura, nonché l'amore e la bellezza e tutto ciò che dà la felicità. A sinistra Mercurio disperde le nuvole alzando il caduceo, un bastone di lauro o d’olivo sormontato da due ali e intrecciato con due serpi. Le nove figure dipinte sullo sfondo di un boschetto di aranci compiono, isolatamente o in gruppo, la propria azione, indifferenti a quanto stanno facendo i personaggi intorno.

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