giovedì 11 marzo 2010

Castello Sforzesco di Milano: Bramante e Leonardo



Bramante e Leonardo, negli anni della loro permanenza a Milano, presentarono numerosi progetti per la residenza della famiglia ducale.

Individuare le tracce del loro operato risulta difficile. Del tutto labili sono gli indizi di un'attività bramantesca. E' noto che verso il 1495 il cortile della Rocchetta, il quadrilatero porticato posto nel vertice occidentale del castello cui si accedeva originariamente solo dalla grande piazza d'armi tramite un ponte levatoio, fu dotato del terzo ed ultimo fronte ad arcate su colonne. La datazione, confermata dalla presenza degli emblemi prediletti dal Moro sulle targhe che decorano i capitelli di disegno corinzio, ha suggerito un'attribuzione al Bramante, ma nella arcate che posano direttamente su colonne non si può individuare un suo contributo originale (contributo che la preesistenza degli altri fronti non poteva comunque che limitare pesantemente).

Sua deve sicuramente essere la cosiddetta "ponticella", opera commissionata dal Moro a Bramante, secondo il suo allievo Cesare Cesariano (1521), e identificata dal Beltrami nel piccolo ponte coperto (databile al 1495 circa) che attraversa il fossato esterno al lato nord est del castello, connettendo le stanze private del duca con l'area allora a giardino compresa tra il fosso stesso e la ghirlanda.

Tra queste stanze private, v'era la "saletta negra", che il Moro, dopo la morte della sposa Beatrice, aveva fatto decorare da Leonardo ed in cui amava raccogliersi.
La creazione più famosa di Leonardo resta così il grande affresco sulla volta a ombrello della sala "delle Asse", eseguito secondo un suo progetto decorativo nel 1498 circa: una grande pergola verde di rami, annodati con i famosi "vinci", che scaturivano da un circolo di alberi. (vedi fotografia in alto)
Leonardo è comunque ricordato per aver organizzato coreografie e macchinari per allietare feste e stupire gli ospiti di corte.

Una delle più famose fu quella organizzata nella Sala Verde della corte ducale, e detta Festa del Paradiso. Leonardo creò sul palcoscenico una volta raffigurante il Paradiso, con astri, divinità, angeli e quant'altro. Sul culmine della volta l'artista collocò un bambino tutto nudo e dorato di vernice, con grande ammirazione dei presenti. Le cronache ci dicono anche che quel bambino morì atrocemente poco dopo la rappresentazione, a causa della doratura che gli provocò ustioni su tutto il corpo.

Nessun commento:

Posta un commento