mercoledì 28 aprile 2010

Film “Oceani 3D”: Aldo Giovanni e Giacomo doppiatori per la versione italiana




Un ambasciatore del pianeta subacqueo come Jean-Michel Cousteau, figlio di Jacques, cresciuto più sull'acqua che sulla terraferma, e due fratelli. Jean-Jacques e Francois Mantello, registi-imprenditori del divertimento. Al loro incontro si deve Oceani 3D, primo film girato nelle profondità oceaniche interamente in Digital 3D, e mosso dall'urgenza di far conoscere le meraviglie della fauna acquatica ad alto rischio di estinzione.
La Eagle Pictures, per la versione italiana del prodotto, chiama al racconto il trio comico di Aldo, Giovanni e Giacomo e trasforma il testo originale francese in uno sketch di 80 minuti.

Come avete lavorato al doppiaggio del commento sonoro?
Giovanni: Guidati da Pino Insegno, che è un esperto direttore del doppiaggio e dal testo redatto da Francesca Draghetti.
Giacomo: Comunque ci ha aiutato il fatto che non dovevamo seguire il labiale.
Giovanni: Avrebbero voluto farcelo doppiare sott'acqua, ma Aldo non sa trattenere il fiato.

Non si perde un po' di poesia con un commento che non prevede mai pause per la contemplazione muta delle immagini?
Giovanni: Noi volevamo far perdere un po' di poesia
Aldo: Sì, credo che ci siamo riusciti. Di chi era la voce nella versione originale?
Mattia Guerra (Eagle Pictures): In Francia, il commento sonoro è stato affidato alla voce unica del premio Oscar Marion Cotillard. Qui abbiamo scelto dei personaggi che potessero trasmettere i valori positivi dell'ecologia alle famiglie. Il testo, che nell'originale francese ma anche nella versione inglese era più scientifico, grazie alla collaborazione di Aldo, Giovanni e Giacomo, è stato reso più leggero e brillante.
Giovanni: Dicevano che in Francia e in Inghilterra i bambini si addormentavano. Con noi non si addormenteranno più. I genitori ci faranno causa per questo.

Guardavate da bambini i documentari marini di Cousteau padre?
Giovanni: Assolutamente sì, ma quelli raccontavano l'avvicinamento dell'essere umano al mare, qui siamo su un altro piano, è il viaggio di una tartaruga in mezzo alle altre creature marine.
Giacomo: siamo appassionati di documentari sulla natura, anche per questo abbiamo detto di sì.

Avete esperienze personali di immersione?
Giacomo: Io e Giovanni siamo stati in un paradiso dei coralli alle Seychelles, Coco Island. Sembrava l'isola di Mordillo. Ci andavano a partorire gli squali Martello ma noi avevamo paura e non li abbiamo avvicinati.
Aldo: Io invece mi sono immerso a Genova e ho visto i motorini, le biciclette e le lavatrici. Come spettatori, non avreste lasciato parlare di più le immagini?
Aldo: Credo che quest'operazione sia stata fatta soprattutto per i bambini, non è un filmato scientifico per l'università, per intenderci.
Giacomo: Non è nemmeno un documentario vero e proprio: è un racconto del mare fatto con una tecnologia d'avanguardia e che dura un'ora e mezza. Credo che il significato del nostro intervento, quindi, sia quello di tenere alto lo spettacolo, specie nei momenti di noia dell'immagine.

Il testo si prende una grande libertà creativa rispetto all'originale ma curiosamente voi non siete stati coinvolti in fase di scrittura. Perché?
Giacomo: Perché i testi proposti da Insegno e dalla Draghetti erano già pronti e soddisfacenti. Avremmo avuto la possibilità di modificarli, ma non ne abbiamo sentito la necessità.

Film in 3D come questi ma più brevi sono il cavallo di battaglia delle sale con il sistema Imax. Il pubblico potrebbe non trovare in questo film nulla di nuovo?
Giacomo: Il 97% dei bambini non ha girato tutti gli Imax del mondo per cui non rimarrà deluso da questa visione 3D.

Quali informazioni scientifiche sono andate perdute nella riscrittura fatta per Aldo, Giovanni e Giacomo?
Mattia Guerra: Nessuna. Il commento di Marion Cotillard era elementare, molto semplice, pensato per un pubblico di spettatori anche molto piccoli. È stato solo movimentato, reso più divertente.


Fonte: IlCorriereDellaSera

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