martedì 29 giugno 2010

110°Anniversario della nascita di Antoine de Saint-Exupéry

Il 29 giugno del 1900 Antoine nasce a Lione da una famiglia aristocratica: suo padre Jean era ispettore delle assicurazioni e sua madre Marie (1875-1972), pittrice di talento.
Orfano di padre a soli quattro anni fu amorevolmente cresciuto dalla madre che si sposta quindi a Le Mans, nel 1909.
Ebbe un'infanzia molto felice, forse un po' troppo viziata, nella grande dimora di Saint Maurice de Rémens, di stile classico al centro di un parco di abeti e tigli: un piccolo principe, appunto.
Antoine, tra i suoi compagni di giochi, era il più fantasioso, prepotente, avventuroso.
Un punto decisivo nella sua vita fu nel 1921 quando parte per il servizio militare e viene mandato a Strasburgo per diventare pilota .
Il 9 Luglio del 1921 fece il suo primo volo solitario a bordo di un Sopwith F-CTEE.
Ottiene la licenza di pilota nel 1922 e torna quindi a Parigi dove inizia a scrivere.
Ma sono anni sfortunati. Fa diversi lavori , inclusi il contabile ed il venditore di auto.
Nel 1928 diventa direttore del remoto campo di Cap Juby vicino a Rio de Oro, Sahara.
Nel 1929 Saint-Exupéry si trasferisce in Sud America per trasportare la posta attraverso le Ande.
E' il famoso periodo dell'Aeropostale.
I suoi incidenti in volo divennero proverbiali: quello più clamoroso avvenne nel 1938 durante un tentativo di stabilire il record di volo New York-Terra del Fuoco.
Dopo l'invasione della Francia nella seconda guerra mondiale Saint-Exupéry entra nell'aviazione militare, e compie diverse missioni di guerra, nonostante sia considerato inabile al volo a causa dei troppi malanni. Viene comunque insignito della Croce di Guerra .
Fu battezzato "l'eroe romantico", un uomo lontano, sfumato, quasi irreale, sia per la sua vita avventurosa che la sua morte, avvenuta in circostanze misteriose all'età' di 44 anni.
Il 31 luglio 1944, infatti, partì per la nona ed ultima missione, con l'obiettivo di sorvolare la regione di Grenoble-Annecy.
Non tornò più, fu dato per disperso e non se ne seppe più nulla.
Tra le varie ipotesi formulate, la più suggestiva dice che sarebbe precipitato in mare a causa di un guasto al motore mentre cercava di sfuggire al fuoco della contraerea tedesca, dopo essersi allontanato dalla rotta prestabilita per dare una nostalgica occhiata ai luoghi della sua adorata infanzia.
Antoine fu un idealista, un pilota coraggioso, un uomo di grandi passioni con una vita sentimentale tormentata e infelice .
Ciò che lo ha reso straordinario non è stata la sua vita, e neppure la sua morte, ma la letteratura che per lui era la vita stessa, indissolubile .
Egli stesso affermava che "bisogna vivere per poter scrivere", e infatti la maggior parte delle sue opere prende spunti autobiografici, trasformate in cronache romantiche di fatti realmente accaduti.
Forse proprio per questo finì per fare di tutta la sua vita un romanzo.
Il suo libro più bello è senza dubbio "Il Piccolo Principe", la favola dedicata all'amico Léon Werth , ma non all'amico adulto , bensì all'amico bambino, una dedica retroattiva, un testo per l'infanzia perdurante in ogni età.

Bibliografia:

L'AVIATORE 1926 (L'Aviateur)
CORRIERE-SUD 1929 (Corrier-Sud) -( film 1937, dir. Robert Bresseo )
VOLO DI NOTTE 1931 (Vole de nuit) -( film 1933, dir. Clarence Brown , con John Barrymore , Clark Gable , Helen Hayes, Myrna Loy e Lionel Barrymore
TERRA DI UOMINI 1939 (Terre des hommes)
PILOTA DI GUERRA 1942 (Pilote de guerre)
LETTERA A UN OSTAGGIO 1943 (Lettre a un otage)
IL PICCOLO PRINCIPE 1943 (Le Petit Prince)
LA CITTADELLA 1948 (La Citadelle)



“Tutti i grandi sono stati bambini una volta. Ma pochi di essi se ne ricordano”

Il fascino di questo racconto sta nella sua disarmante semplicità. Ci insegna tante cose che abbiamo dimenticato crescendo. Perciò esso non può essere considerato solo un libro per bambini; ha molto da dire anche ai grandi. L’autore, in maniera originale e magica, descrive il mondo degli adulti attraverso gli occhi innocenti di un bambino evidenziandone i comportamenti irragionevoli e talvolta inutili. Il piccolo principe vive su un pianeta talmente piccolo che può ammirare gli adorati tramonti ogni volta che vuole semplicemente spostando la sedia. Sua unica compagnia una rosa il cui seme è arrivato lì chissà da dove. A dire la verità si tratta di una rosa un po’ capricciosa e ingrata che esaspera talmente il piccolo principe da farlo scappar via, approfittando della migrazione di alcune rondini. Il suo è un viaggio lungo e tortuoso durante il quale incontra personaggi bizzarri che gli mostrano un mondo fino a quel momento sconosciuto. C’è chi conta e riconta le stelle sostenendo di possederle come un capitale; chi si crede di regnare sull’universo intero quando non c’è nessuno a sapere della sua esistenza; chi è ligio al suo dovere al limite del paradosso; chi è vanitoso e vive nell’attesa di qualcuno che lo ammiri. Ogni personaggio rispecchia un aspetto diverso della vita degli adulti. Giunge infine sulla Terra che è il più grande tra i pianeti visitati e di gran lunga il più interessante. Incontra una volpe che, nonostante sia diffidente con gli uomini, di fronte all’ingenuità del protagonista, vorrebbe farsi “addomesticare” per essere l’unica al mondo e non uguale a centomila.. Addomesticare è una cosa dimenticata da molto tempo ormai e vuol dire “creare legami”. Queste alcune delle parole della volpe:

“Non si conoscono che le cose che si addomesticano. Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici”
Incontra un giardino fiorito di rose che inizialmente lo rende infelice e lo fa piangere.
Il suo fiore gli aveva raccontato che era il solo della sua specie in tutto l’universo. Ed ecco che ce n’erano cinquemila, tutte simili, in un solo giardino.
Ma poi ne comprende l’unicità grazie agli insegnamenti della volpe stessa:

“Voi siete belle, ma siete vuote. Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei che ho annaffiata. Perché è lei che ho messo sotto la campana di vetro. Perché è lei che ho riparata col paravento. Perché su di lei ho ucciso i bruchi (salvo i due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa.”

A volte dobbiamo allontanarci da chi amiamo per capirne l’importanza e il valore; e a volte abbiamo bisogno di un amico che ci insegni e che ci guidi in situazione difficili da comprendere.
Infine incontra chi narra questa storia, l’aviatore dispersosi nel Sahara, che, impegnato nella riparazione del suo aereo, non si accorge immediatamente di quanto prezioso sia quel bimbo strano.
Ma presto tra di loro nasce una stretta amicizia che li arricchirà solo come le vere amicizie sanno fare e che li terrà sempre vicini nonostante le distanze geografiche.
Ma la frase che è l’emblema di questo racconto è senza dubbio questa:

“Non si vede bene che con il cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”

Un libro senza tempo e senza età per tutti coloro che amano creare legami, credono nell’amicizia e nei rapporti semplici e veri. Un libro per i ragazzi. Un libro per gli adulti affinché non dimentichino mai di essere stati bambini.

4 commenti:

  1. Sono rimasta basita da questa descrizione esaustiva... alcune cose non le conoscevo... grazie
    Ciao scusa l'intrusione passavo di qui e mi son fermata a curiosare... spero non ti dispiaccia... buona giornata!!!

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  2. Certo che no. Mi fa sempre piacere se qualcuno si ferma a trovarmi.
    Grazie mille!
    Buona giornata anche a te e tanti baciotti

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  3. Ciao Pesciolina... grazie a te della visita... dei complimenti e di esserti aggiunta ai miei sostenitori... cosa che ho contraccambiato con molto piacere!!!
    Ti auguro una buona giornata... a presto!!!
    Un abbraccio

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  4. Grazie per avere ricordato l'anniversario di St. Exupéry. In effetti la sua morte è rimasta molto misteriosa, anche se qualche tempo fa si diceva che era stato ritrovato nel mediterraneo i resti dell'aereo.
    Bacioni

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