mercoledì 11 agosto 2010

Una visita a Palazzo Isimbardi - Milano


Storia del Palazzo Isimbardi

Le prime tracce di questa dimora nobiliare risalgono all'epoca sforzesca: era questa una modesta villa di campagna, essendo posta fuori le mura, nella zona verde per eccellenza di Milano.
La parte più antica del palazzo ancora presenta residui di questa tradizione rinascimentale: si tratta del tratto prospiciente il giardino.
La famiglia che ne prese possesso nel 1552, i facoltosi Taverna, la ampliarono e l'arricchirono in senso di dimora di delizie. Il cortile quadrato ornato da un pozzo, venne cinto da un loggiato; le ali del fabbricato destinate alla nobiltà ed alla servitù vennero erette ai lati del corpo centrale.
Pare che a Palazzo Isimbardi Gian Paolo Osio, colui che nel Seicento aveva avuto una relazione con Virginia di Leyra, la Monaca di Monza, chiese quivi asilo, data la posizione appartata della residenza, ma ne ricevette solo una sorte infelice: fu infatti tramortito a bastonate e murato nelle cantine.
Nel '700 il Palazzo fu ampiamente rimaneggiato, passando di mano più volte alle Famiglie Lambertenghi (dal 1731) e Isimbardi (dal 1775). Quest'ultima Casata, originaria del pavese, ricercava la possibilità di insediarsi nel bel mondo milanese, e questo Palazzo divenne ben presto il loro status symbol. Furono commissionate opere d'arte a maestri dell'epoca, per ornarne le sale, lavori che celebravano la Casata e le sue ascendenze illustri.
Gli Isimbardi si imposero sulla scena milanese anche come mecenati delle scienze, rendendo il palazzo un vero e proprio centro di studi e sede di esposizioni a tema.
Nell'800 il giardino venne adattato secondo gli stilemi all'inglese, dotandosi anche di una grotta e di una collinetta artificiale.
Il cortile d'onore venne altresì modificato sostanzialmente: il pozzo fu eliminato ed attraverso una pavimentazione rialzata venne creato un piano inclinato che collegava in una spianata il Palazzo con la strada antistante ed il giardino.
Nel 1918, nuova cessione, alla Famiglia di industriali di Gian Franco Tosi: la ricca borghesia subentrò al patriziato e lo stile del Palazzo venne ulteriormente revisionato.
Nel 1930 poi, la Provincia si insediò in quest'edificio: la scelta fu quella di riportarlo all'aspetto originario, attraverso un attento resturo, affidato all'architetto Ferdinando Reggiori.
Il genio milanese Giovanni Muzio realizzò un nuovo edificio, giustapposto al vecchio, che venne inaugurato nel 1942: si trattava di una costruzione che presentava tutti le caratteristiche dell'edificio di potere, secondo la tradizione storica, la torre, i colonnati, le sculture, incarnando la funzione che svolgeva in modo esemplare.
Ma i bombardamenti del secondo conflitto mondiale segnarono pesantemente Palazzo Isimbardi: parte delle costruzioni e tutte le vetrate furono distrutte. Reggiori di nuovo si incaricò del recupero dei fabbricati, operazione che si protrasse necessariamente fino al 1953.

Per le visite:

Gruppi organizzati
è possibile prenotare e cooncordare giorno e orario di visita rivolgendosi direttamente a
Provincia di Milano
Settore comunicazione
Via Vivaio, 1 20122 Milano
tel. 02 77402895
visite_palazzo@provincia.milano.it


Singoli visitatori
rivolgersi allo IAT
(Informazioni e Accoglienza Turistica) che organizza le visite il primo venerdì (ore 10,00) e il terzo mercoledì (ore 18,00) di ogni mese
IAT, Piazza Duomo 19/A, 20121 Milano
tel. 02 77404343

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