sabato 23 ottobre 2010

S. Maurizio al Monastero Maggiore


Un invito a scoprire gli affreschi di Bernardino Luini e di altri grandi artisti del XVI secolo restaurati per iniziativa della Banca Popolare di Milano


A conclusione della lunga campagna di restauri sostenuta dalla Banca Popolare di Milano, con questo ciclo di visite guidate il Comune di Milano, la stessa Banca Popolare di Milano e l'AIM invitano i milanesi a riscoprire gli eccezionali affreschi di San Maurizio al Monastero Maggiore per una nuova lettura dell'intero monumento.
Un invito alla riscoperta di una delle chiese più prestigiose e affascinanti di Milano dove la matrice bramantesca dell'architettura, che fin dall'inizio venne concepita per essere rivestita e decorata da pitture, cornici e iscrizioni, si fa scrigno di quasi un secolo di pittura.
A realizzarli un gruppo di maestranze aggiornato sulle novità della cultura più avanzata del tempo su cui primeggiano le grandi personalità di Bernardino Luini, Simone Peterzano e Antonio Campi.
Nelle due sale che dividono la chiesa, una destinata al pubblico e l'altra alla clausura delle monache benedettine, si vive la sensazione di uno spazio grandioso e composto dove il messaggio religioso si fonde all'esibizione mondana: dall'aggiornamento dell'eredità quattrocentesca alla premesse del naturalismo del Seicento, dalla cultura sforzesca all'età borromaica, le pareti, le volte e i soffitti della chiesa di immergono nella storia della pittura, della società, della liturgia, della politica, della fede e della moda del Cinquecento a Milano.


STORIA:
San Maurizio al Monastero Maggiore è una chiesa di Milano, un tempo sede del più importante monastero femminile dell'Ordine Benedettino in città, collocata all'angolo tra via Luini e Corso Magenta.Di fondazione antichissima (le prime attestazioni risalgono all'età longobarda, il monastero venne fondato utilizzando in parte alcuni edifici romani; ancora oggi fanno parte del complesso una torre poligonale, resto delle antiche mura di Massimiano, ed un'altra quadrata, che in origine faceva parte del perduto Ippodromo. I locali del monastero oggi sono occupati dal Museo archeologico di Milano.La costruzione ebbe inizio nel 1503 ed è opera dell'architetto e scultore Gian Giacomo Dolcebuono, coadiuvato dall'Amadeo con cui lavorò anche al Duomo di Milano, alla Certosa di Pavia e alla chiesa di Santa Maria presso San Celso. L'edificio fu completato quindici anni dopo ad opera di Cristoforo Solari e fu diviso in due parti, una pubblica dedicata ai fedeli ed una riservata esclusivamente alle monache del monastero. Le monache non potevano in alcun modo oltrepassare la parete divisoria. Il divieto fu eliminato dall'Arcivescovo nel 1794.L'attrazione maggiore della chiesa è il bellissimo ciclo di affreschi di Bernardino Luini del XVI secolo che tappezza tutte le pareti della chiesa.Usciti dalla chiesa, ed entrati nel Museo Archeologico, si potranno ammirare il chiostro del Monastero e il giardino, con le due torri di epoca romana inserite nelle antiche mura di Massimiano.



Tour virtuale: (visita la chiesa)





Corso Magenta, 15 - Milano

Orario di apertura:
Martedì e giovedì 9/14
Sabato 14:30/17:30

Come arrivare:
MM1 (linea rossa) fermate Cordusio - Cairoli 5 minuti a piedi
MM2 (linea verde) fermata Cadorna + 10 minuti a piedi
Tram: 19 - 20 - 24
Bus ATM 19 - 50 - 59

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