domenica 31 gennaio 2010

Franco Battiato: LA CURA


La Cura di Franco Battiato

Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,
dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.
Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d'umore,
dalle ossessioni delle tue manie.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce
per non farti invecchiare.
E guarirai da tutte le malattie,
perché sei un essere speciale,
ed io, avrò cura di te.
Vagavo per i campi del Tennessee
(come vi ero arrivato, chissà).
Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile i miei sogni
attraversano il mare.

Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all'essenza.
I profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi,
la bonaccia d'agosto non calmerà i nostri sensi.
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
TI salverò da ogni malinconia,
perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te...
io sì, che avrò cura di te

venerdì 29 gennaio 2010

ROY LICHTENSTEIN


26 Gennaio 2010 - 30 Maggio 2010

Triennale di Milano
Viale Alemagna, 6
20121 - Milano

Mezzi di trasporto pubblico :
Metrò, linee 1 e 2,
fermata Cadorna-Triennale
Autobus, linea 61, fermata Triennale

Orari di apertura degli spazi espositivi :
Martedì - Domenica
10.30-20.30
Giovedì 10:30 – 23:00
Lunedì chiuso

Orari d'ufficio :
Lunedì - Venerdì
9:30-18

Telefono :
02 724341

email :
info@triennale.it

Ingresso: 9 € - 6.5 € - 5.5 € - 5.5 €

Roy Lichtenstein torna ad esporre in Europa con una grande mostra antologica che si preannuncia come uno degli eventi artistici più importanti del nuovo anno.
La mostra, a cura di Gianni Mercurio, è stata inaugurata alla Triennale di Milano il 25 gennaio e, nel mese di luglio, sarà trasferita al Ludwig Museum di Colonia, dove rimarrà aperta al pubblico fino al 3 ottobre 2010.

L’esposizione include oltre cento opere, tele per lo più di grande formato, oltre a numerosi disegni, collages e sculture provenienti da prestigiose collezioni pubbliche e private internazionali, tra le quali il Ludwig Museum di Colonia, il Ludwig Forum di Aachen, il Louisiana Museum di Copenaghen, il Whitney Museum e il Gugghenheim Museum di New York, il Moderner Kunst Museum di Vienna, the Broad Art Foundation di Los Angeles.

La mostra, suddivisa in sezioni tematiche, parte dai lavori degli anni ’50, poco conosciuti e molti di essi esposti per la prima volta, nei quali l’artista rivisitava iconografie medievali e reinterpretava dipinti di artisti americani come William Ranney ed opere come Washington Crossing The Delaware del pittore Emanuel Gottlieb Leutze, (c. 1851), ricalcando gli stilemi espressivi dell’astrattismo europeo e, in particolare, gli universi di Paul Klee e di Picasso.

In questa fase della sua produzione l’artista mescolava il modernismo proveniente dall’Europa con i vernacoli della storia e della cultura americana: gli indiani e il Far West, le scene di vita dei pionieri alla conquista delle terre, gli eroi e i cow-boy.

Nel periodo eroico della Pop Art, i primissimi anni sessanta, Lichtenstein definisce il proprio stile e linguaggio pittorico, e inizia una rivisitazione di opere celebri di artisti del passato più o meno recente.
La rielaborazione di opere di Picasso, Matisse, Monet, Cézanne, Léger, Marc, Mondrian, Dalì, Carrà, è concepita a partire dalle pubblicazioni a scopo divulgativo: un modo per riportare (ridurre) la dimensione ineffabile della pittura a quella di “oggetto stampato” e commercializzato.

Le sezioni della mostra comprendono opere realizzate dagli anni Cinquanta agli anni Novanta e ispirate al Cubismo, all’Espressionismo, al Futurismo, al Modernismo degli anni ’30, all’astrazione minimalista, all’Action Painting, e ai generi del paesaggio e della natura morta.


giovedì 28 gennaio 2010

Futurismo e Dada. Da Marinetti a Tzara.


Una mostra che, a cent'anni dalla pubblicazione del celebre Manifesto e a 76 dalla storica Esposizione Futurista di Palazzo Ducale, indaga i due movimenti evidenziandone analogie e divergenze.

La mostra della Casa del Mantegna rievoca questa intensa pagina di storia e d'arte e lo fa riunendo importanti opere di pittura e grafica del primo e secondo Futurismo (da Marinetti fino a Balla, Boccioni, Bragaglia, Cangiullo, Carrà, Conti, Depero e Munari), i cui temi vennero fatti propri dagli artisti mantovani. Affiancano queste opere, libri, periodici, lettere, fotografie, filmati, le riviste edite da Somenzi, quelle pubblicate da Fiozzi e Cantarelli: "Procellaria" e, come già indicato, l'unica testata dadaista italiana, "Bleu". Inoltre, opere dei protagonisti del Dada internazionale quali Marcel Duchamp (con il famoso Apolinère Enameled), Francis Picabia, Man Ray, Kurt Schwitters e di Tristan Tzara, instancabile organizzatore del movimento.

Futurismo e Dada. Da Marinetti a Tzara.
Mantova e l'Europa, nel segno dell'Avanguardia",
Mantova, Casa del Mantegna (via Acerbi 47),

fino al 28 febbraio 2010;
da martedì alla domenica dalle 9:30 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 17:30.
Ingresso: interi euro 5, ridotti euro 3.
Mostra promossa dalla Provincia di Mantova in collaborazione con Fondazione Banca Agricola Mantovana, a cura di Melania Gazzotti e Anna Villari, con la collaborazione di Gianfranco Ferlisi. Catalogo edito da Silvana Editoriale.

mercoledì 27 gennaio 2010

Renato Zero: Ti vivrò accanto


TI VIVRO' ACCANTO
La favola infinita di Renato Zero

di Massimo Del Papa (Ed. Meridiano Zero)

"Ti vivrò accanto" il libro dedicato a Renato Zero, firmato da Massimo Del Papa - editorialista de “Il Mucchio” e critico musicale dallo stile abrasivo e corsaro – risponde in pieno a queste caratteristiche, tanto che davvero può essere a buon titolo definito IL LIBRO DEFINITIVO sull’artista romano.


martedì 26 gennaio 2010

Gatto BOMBAY




Paese d'origine: Stati Uniti.

Questa razza è stata selezionata da un’allevatrice del Kentucky (Stati Uniti), a partire dal 1960, sottoponendo a successivi incroci esemplari dal mantello completamente nero, ottenuti da Burmesi e Americani a pelo corto In questo modo è stato possibile ottenere questi gatti dal pelo nero e molto lucido. Oggi i Bombay sono incrociati tra loro e con i Burmesi. Poco allevato, è riconosciuto da molte associazioni feline sia negli Stati Uniti che in Europa. In Italia è molto raro.

La caratteristica principale dei Bombay (chiamato anche panera del salotto) è il colore e la lucentezza del matello. L'aspetto è simile a quello dei Burmesi ma presenta una testa dalle linee più tondeggianti.

Nel complesso è simile a quello del Burmese. Adatto alla vita in casa, ama giocare e si dimostra molto affettuoso. Molto socievole sia con le persone che con gli altri animali. Tranquillo, equilibrato e amichevole, ha bisogno delle attenzioni e dell'amore di chi lo circonda. Non devono essere lasciati a lungo privi di compagnia perché soffrono la solitudine. Amante della tranquillità, detesta i rumori troppo forti. Non è frequente ascoltare il suo dolce e sommesso miagolio.

Il pelo lucente non necessita di particolari cure. E' sufficiente passare molto delicatamente su tutto il corpo con un panno morbido di camoscio o una leggera spazzola di crine.

Categoria: Pelo Corto.
Corporatura: media (maschi fino a 5 kg); l'aspetto è simile al Burmese, ma con corpo più robusto e testa più arrotondata.
Testa: tonda e grande; muso piuttosto corto con evidente stop tra naso e fronte.
Occhi: rotondi e distanziati.
Orecchie: relativamente piccole, un po' protese in avanti, larghe alla base e con punte arrotondate.
Arti: lunghi, agili, con cuscinetti neri.
Coda: elegante, abbastanza lunga e priva di irregolarità.
Pelo: corto, molto lucido e appiattito sul corpo; privo di sottopelo.

"SATIROMANTICO" di Giorgio Forattini


Autore: Forattini Giorgio
Editore: Mondadori
Genere: disegno, arti decorative e minori
Collana: I libri di Giorgio Forattini

Giorgio Forattini torna in libreria armato del suo proverbiale coraggio, del suo irrinunciabile amore per la verità e della sua inconfodibile tendenza allo sberleffo. E se l'unico modo per capire davvero il Belpaese fosse quello di riderci sopra?


Altri libri di Forattini:
Vaffancolor. Un anno di politica a colori
Revoluscon. La campagna d'Italia
Oltre la FIFA
Coalizione da Tiffany
Foratt Pride
Oscar alla regia. Storia di un settennato
Giovanni Paolo Secondo... Forattini
I due orfanelli

lunedì 25 gennaio 2010

Milano e i luoghi manzoniani


In piazza San Fedele sorge la chiesa di San Fedele dei Padri Gesuiti, iniziata nel 1569 dal Pellegrini e completata da Martino Bassi.
L'edificio fu eretto per volere di Carlo Borromeo nel 1559, ed è dedicata a San Fedele, martire della diocesi di Como; é conosciuta per essere il luogo in cui perse la vita Alessandro Manzoni, cadendo dalle scale.
L'interno è ad un'unica navata, circondata da monumentali colonne in granito. Splendida la sagrestia ad opera di Francesco Maria Richino, e l'elegante presbiterio settecentesco.
Alla sinistra dell'Altare Maggiore vi è una lapide in bronzo che ricorda il punto dove si recava a pregare Alessandro Manzoni. All'esterno possiamo ammirare la grandiosa cupola del Ricchino, e, al centro della piazza, il monumento ad Alessandro Manzoni, opera di Francesco Barzaghi del 1883.


Lungo Via Manzoni, incontriamo il Museo Manzoniano poco prima di Piazza Belgioioso. Il Museo sorge nell'edificio in Via Morone 1, in cui lo scrittore visse dal 1814 al 1873, oggi completamente visitabile. Il Museo raccoglie i documenti più importanti dell'attività manzoniana, fra cui libri, dipinti biografici, manoscritti, oltre ad alcuni dei luoghi domestici più cari al letterato: lo studio e la stanza da letto, oggi ancora completamente integri. Dal 1937 la Casa del Manzoni e la sua attività culturale sono dirette dal Centro Studi Manzoniani, che negli anni Sessanta ha curato i restauri dell'appartamento, riportandolo alla planimetria originale.
La casa del Manzoni fu acquistata dallo stesso dopo un lungo soggiorno a Parigi.
Nel 1875 la casa venne messa in vendita dagli eredi e passò a vari proprietari fino al 1937, data in cui venne acquistata dalla Cariplo, che la donò al Comune di Milano perché la destinasse al Centro Nazionale Studi Manzoniani, costituito per coordinare gli studi su Manzoni, sulle sue opere e sulla cultura sua e delle sua epoca.
La struttura della casa è di due stanze, con lo studio al piano terra e la camera da letto al primo piano; si conservano ancora gli arredi originali e le suppellettili. Al primo piano troviamo la sala da pranzo, arricchita di preziosi dipinti che ritraggono lo scrittore dalla primissima età alla vecchiaia; il salone di conversazione, dove possiamo ammirare ritratti di alcuni amici e conoscenti che frequentarono Casa Manzoni; la camera matrimoniale, ricca di ritratti e cimeli della seconda moglie, Teresa Borri Stampa, e del figliastro Stefano Stampa, oltre a ritratti di parenti e conoscenti; la galleria, una grande stanza dove sono esposte le prime edizioni delle opere manzoniane, oltre alle illustrazioni dei Promessi Sposi.
Al piano terra, proprio di fronte allo studio, sorge la Sala Grossi, dove sono esposti dipinti di Tommaso Grossi e della sua famiglia, che a lungo soggiornarono in casa Manzoni, oltre alla presenza di numerosi autografi e prime edizioni delle sue opere.
Accanto al Museo, il Centro Nazionale Studi Manzoniani apre al pubblico e agli studiosi una ricca biblioteca specialistica relativa alle opere di e su Manzoni, di circa ventiquattromila volumi.

domenica 24 gennaio 2010

Il cipresso di San Francesco


Il Cipresso di San Francesco si trova nel chiostro del Convento Francescano di Villa Verucchio.

Secondo la tradizione sarebbe stato piantato da San Francesco nel 1213 ed ancora oggi è punto di riferimento e oggetto di venerazione nel costante ricordo del soggiorno del Santo d'Assisi.

Una fantasiosa leggenda, raccolta nella "Istoria Serafica" nel secolo XVII, racconta:
"....un giorno a Frate Francesco, che transitava stanco lungo i gioghi d'Appennino, s'impigliò nella tonaca un ramicello vizzo; lo raccolse, comodandogli di farsene bordone pel suo peregrinare, e giunto quì, non più bisognoso, lo diede al fuoco: esso si contorse sfrigolando, ma rimase intatto. Disse allora messer Santo Francesco: "se non vuoi ardere, cresci!"e da Lui piantato immantinente sbocciarono gran germogli. laonde, in segno di maggior miracolo, pel bene degli umani. Cosi sorse Frate Cipresso a gloria di Nostro Signore....".

Una recente perizia da parte di esperti botanici ha stabilito che il cipresso è stato inequivocabilmente piantato agli inizi del XIII secolo: un'ulteriore conferma della tradizione. Durante i secoli è stato più volte miracolosamente salvato dalla distruzione.
Memorabile rimane la caduta della sua cima la mattina del 6 Dicembre 1980. Quella mattina, quando le campane del vicino campanile, avevano appena suonato l'"Ave Maria" cade fragorosamente a terra.
Ciò nonostante si presenta ancora nella sua suggestiva grandiosità. Si eleva per circa 25 metri da terra; La circonferenza del tronco in prossimità del terreno è di metri 5,15; mentre appena sotto le divaricazioni dei primi rami raggiunge la circonferenza di ben 7,37 metri. Alla base del cipresso, una recente inferriata protegge il vecchio ma vegeto albero.

Ancora fantasmi...a Milano

Un classico sulle storie di fantasmi che si tramandano restano le apparizioni scaligere della contralto spagnola Maria Malibran (1808-1836) riportate con incredula bonarietà da qualche quotidiano a partire dagli anni Sessanta. Con le sue silenziose passeggiate nei sotterranei del teatro fino al soppalco e da qui verso la ribalta, lo spettro avrebbe terrorizzato operai e musicisti in più di una occasione.
Alla Malibran poi si sarebbe aggiunto anche il fantasma di Maria Callas.

Maria Malibran

Maria Callas

sabato 23 gennaio 2010

Il fantasma del Parco Sempione


L’ultimo fantasma che godette di larga notorietà a Milano e che è riportato in tutti i libri, è il Fantasma del Parco.

Alla fine dell’Ottocento comparve più volte nei pressi del Parco Sempione, all’angolo con via Paleocapa, una dama velata che invitava con un cenno i giovani a seguirla per i viali del Parco finché, dopo lunghi giri, li faceva entrare in una villa elegantemente arredata, ma deserta e completamente ricoperta di parati di velluto nero.

Qui dopo aver danzato al suono di una musica misteriosa, i malcapitati giovani avevano la sorpresa di scoprire che il volto della silenziosa signora, sotto il velo, aveva le fattezze di un macabro teschio.

Pittura d’Italia. Paesaggi veri e dell’anima.


dal 09 gennaio 2010 al 14 marzo 2010
Castel Sismondo
piazza Malatesta - 47900 Rimini

Si è aperto con un intenso omaggio a Piero Ruggeri, il secondo “tempo” della mostra “Pittura d’Italia. Paesaggi veri e dell’anima”.
Il percorso continua con Guido Strazza, Claudio Olivieri, Mario Raciti, Mino Ceretti, Sergio Sermidi, Claudio Verna, Mariangela De Maria, Ennio Finzi, Paolo Patelli, Paolo Iacchetti, Roberto Casiraghi, Francesco Stefanini, Luiso Sturla, Raimondo Sirotti, Franco Pedrina, Vincenzo Politino, Loris Liberatori, Loreto Martina, Maurizio Pierfranceschi, Raffaele Rossi, Silvio Lacasella, Vincenzo Scolamiero, Piero Zuccaro, Maria Savino.

Orario: dal lunedì al giovedì e domenica ore 9-19, venerdì e sabato ore 9-20.
Catalogo Linea d’ombra Libri a cura di Marco Goldin
Informazioni: Tel. 0422 429999
http://www.lineadombra.it/

Ingresso compreso nel biglietto per la Mostra “Da Rembrandt a Gauguin a Picasso. L’incanto della pittura

Da Rembrandt a Gauguin a Picasso. L’incanto della pittura

Paul Gauguin, Paesaggio con due donne bretoni, 1889 olio su tela,
cm 72,4 x 91,4 Boston, Museum of Fine Arts

Claude Monet, Lo stagno delle ninfee e il ponte giapponese,
1900 olio su tela,
cm 90,2 x 92,7 Boston, Museum of Fine Arts


Diego Rodríguez de Silva y Velázquez,
Luis de Góngora y Argote, 1622 olio su tela,
cm 50,2 x 40,6 Boston, Museum of Fine Arts

Edgar Degas, Edmondo e Thérèse Morbilli, 1865 circa olio su tela,
cm 116,5 x 88,3 Boston, Museum of Fine Arts


Edouard Manet, Lezione di musica, 1870 olio su tela,
cm 141 x 173,1 Boston, Museum of Fine Arts


El Greco, pseudonimo di Domenikos Theotokopulos,
San Domenico in preghiera, 1605 circa olio su tela,
cm 104,7 x 82,9 Boston, Museum of Fine Arts


Pablo Picasso, Ritratto di donna, 1910 olio su tela,
cm 100,6 x 81,3 Boston, Museum of Fine Arts

Paolo Caliari, detto il Veronese,
Cristo morto sorretto dagli angeli, 1580-1588, circa olio su tela,
cm 98,1 x 71,4 Boston, Museum of Fine Arts

Harmensz van Rijn Rembrandt,
Il reverendo Johannes Elison, 1634 olio su tela,
cm 174 x 124,5 Boston, Museum of Fine Arts


Vincent van Gogh, Case ad Auvers, 1890 olio su tela,
cm 75,6 x 61,9 Boston, Museum of Fine Arts

Rimini Castel Sismondo
fino al 21 marzo 2010


Capolavori dal Museum of Fine Arts di Boston. Il centro d’arte di Boston, in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini, porta in Italia innumerevoli capolavori che ripercorrono quattro secoli di pittura, da Tintoretto a Veronese, da Rembrandt a Van Dyck, da Velasquez a El Greco, da Canaletto a Tiepolo, da Manet a Degas, da Monet a Cézanne, da Gauguin a Van Gogh, da Matisse a Picasso. I capolavori sono organizzati secondo un progetto di Marco Goldin affiancato da George Shackelford, storico dell’arte e capo del Dipartimento di pittura europea al Museum of Fine Arts di Boston.

orario: dal lunedì al giovedì e domenica ore 9.00-19.00
orario feriale: venerdì e sabato ore 9.00-20.00
Prezzo: € 10,00
Con lo stesso biglietto è compresa la visita per la mostra “Pittura d’Italia. Paesaggi veri e dell’anima. Un situazione in due tempi. (Secondo Tempo)”

venerdì 22 gennaio 2010

"Le Ceramiche di Picasso" a Milano











fino al 31 gennaio 2010
Triennale Design Museum a Milano

Viale Alemagna, 6
L’esposizione raccoglie un gruppo di lavori in ceramica creati da Pablo Picasso negli anni Cinquanta.
Siamo nel 1946 quando Picasso - al suo primo anno di permanenza a Vallauris, località nei pressi di Cannes nota per la produzione ceramica fin dall’antichità - scopre le enormi potenzialità espressive legate a un materiale duttile come la ceramica, mettendo a punto qualcosa come 2000 opere. Inizialmente si limita a dipingere con vernici colorate piatti, piastre di terracotta, vasi, ciotole, poi inizia a plasmare lui stesso gli oggetti, sperimentando nuove tecniche e rinnovando quelle antiche.

A Vallauris Picasso incontra i coniugi Ramié, entrambi ceramisti, proprietari del laboratorio “Madoura”, e propone loro la sperimentazione dell’impronta a stampo per la produzione in serie degli originali, operazione che riscosse grande successo e fortuna.

FIORI, Natura e Simbolo dal Seicento a Van Gogh

Anonimo seicentesco "Fiasca coi fiori"

Alma Tadema "Offerta di Primavera"

Sorolla y Bastita "Clotilde nello studio"

Bimbi "Girasoli"

Boldini "Braccio con vaso di fiori"

Fantin Latour "Rose bianche"

Michetti "Ragazza abruzzese"

Moore

Van Dick "Le quattro età dell'uomo"

Van Gogh "Fiori"

Winterhalter "Primavera"



dal 24 gennaio al 20 giugno 2010
Musei San Domenico
Piazza Guido da Montefeltro
Forlì

Considerata una delle più belle nature morte di tutti i tempi, la “Fiasca fiorita” di Forlì è un dipinto di cui non è stato ancora risolto il mistero. Non è stato infatti identificato il suo autore. Sono stati fatti molti nomi, tutti più o meno plausibili, tra cui quelli che appaiono più vicini alla realtà restano Caravaggio e Cagnacci.

Anche se il quesito è, probabilmente, destinato a rimanere insoluto, una cosa è certa: si tratta di un quadro eseguito non da uno specialista – cioè da un pittore che riproduceva solo fiori, appartenente al gruppo dei cosiddetti “Fioranti” – ma da un grande maestro appartenente alla categoria, allora considerata la più prestigiosa, dedita alla rappresentazione della figura umana, quindi alla pittura sacra, a quella di storia e al ritratto.
Attorno e a partire da questo capolavoro, alcuni tra i più importanti studiosi – Antonio Paolucci, Daniele Benati, Fernando Mazzocca, Alessandro Morandotti – hanno elaborato il progetto di una mostra che intende riproporre, da un punto di vista e con approccio metodologico del tutto nuovi, la storia della pittura di fiori, tra il naturalismo caravaggesco (cioè dalla fine del Cinquecento) e l’affermazione della modernità con Van Gogh e il simbolismo, giungendo così alle soglie del Novecento, prima della comparsa delle avanguardie storiche.

I capolavori di Van Dyck, Brueghel, Cagnacci, Dolci, Cignani, Maestro di Hartford, Bimbi e di altri grandi pittori di storia che hanno eccezionalmente dipinto quadri di fiori, aiuteranno se non a risolvere, ad avvicinarsi al mistero, che è poi racchiuso nel segreto della sua straordinaria bellezza, della “Fiasca fiorita” di Forlì.

Le opere esposte saranno la dimostrazione di come i quadri di fiori o i quadri di figura, dove l’elemento floreale assume un rilievo simbolico e formale eguale se non superiore alla figura, abbiano raggiunto un’intensità e un’ originalità estetiche assai superiori alla convenzionalità che caratterizza la pittura dei “Fioranti”.

Appiani, Hayez, Delacroix e Courbet, Fantin-Latour, Leighton, Moore, Lawrence Alma Tadema, Monet, Gauguin, De Nittis, Boldini e Zandomeneghi, Böcklin, Van Gogh e Previati saranno rappresentati con quadri di fiori o di figure caratterizzati spesso proprio dalla ripresa di motivi seicenteschi, ma ispirati soprattutto dalla volontà, tutta moderna, di scardinare la gerarchia dei generi, sostituendo ai valori del contenuto quelli della forma, unendo a nuove valenze simboliche (come accade anche in letteratura, se solo pensiamo ai Fleurs du Mal di Baudelaire) la magia della pura visione dell’occhio dell’artista che registra le impressioni della natura e crea una nuova realtà superiore, quella dell’arte.

Il percorso espositivo si articolerà all’interno delle grandi sale che costituirono la biblioteca del Convento di San Domenico e nelle stanze del piano terra, dove si sono tenute le grandi precedenti esposizioni.

Info:
www.mostrafiori.com
Per prenotazioni:
tel.199199111
Riservato gruppi e scuole:
Tel. 0243353525
servizi@civita.it

giovedì 21 gennaio 2010

Esposizione Internazionale Canina



23/01/10 e 24/01/10
Fiera Milano


Torna a Milano, nella sede fieristica di Rho, l’ormai tradizionale Esposizione Internazionale Canina, evento concentrato in due bellissime giornate di gare e spettacoli per un pubblico di cinofili e curiosi.
Splendide razze in gara a disputarsi la corona di vincitore. Terrier, bassotti, spitz e primitivi, segugi e cani per pista di sangue, cani da ferma, cani da riporto, cerca acqua, levrieri, pastori e bovari, pinscher, schnauzer, monossidi, bovari svizzeri, cani da compagnia, queste le categorie presenti all’Esposizione Internazionale Canina di Milano, dove una giuria qualificata di esperti provenienti da tutto il mondo deciderà quale sarà il migliore, tra la moltitudine di amici a quattro zampe che daranno vita ad uno spettacolo memorabile. Ad affiancare le gare, una vasta vetrina di prodotti, accessori e servizi dedicati agli amici a quattro zampe.

Settori Merceologici
Prodotti alimentari per cani; Accessori per la cura, l'igene e la bellezza dei cani; Servizi proposti da allevatori, agenti e venditori.

Orari di Apertura
10.30 - 17.00
Sede: fieramilano
Ingresso: a pagamento
Frequenza: Annuale
Tel: +39 02 76008814
Fax: +39 02 76015892
Mail: info@gruppocinofilomilanese.it

A tu per tu con Antonello da Messina

Dal 14 gennaio 2010 al 14 febbraio 2010
Rassegna: Art Box


San Benedetto, 1470
Uno splendido olio su tavola di pioppo, originariamente parte di un trittico smembrato, che comprendeva anche le tavole con San Giovanni Evangelista e La Madonna in trono col Bambino e due angeli reggicorona conservate oggi alla Galleria degli Uffizi. Il complesso, realizzato da Antonello intorno al 1470, è l'apice di un'arte giovanile consumata tra la nativa Sicilia e Napoli, città del maestro Colantonio e stimolante crocevia di artisti e di opere.

Grattacielo Pirelli
piazza Duca d'Aosta 1
20124 Milano

orario apertura 15.00 - 19.00
sabato e domenica 10.00 - 19.00
chiuso il lunedì

ingresso libero