venerdì 30 aprile 2010

DIASPRO ROSSO

Oggi mi hanno regalato un portafortuna (una pietra di nome "Diaspro") e così ho fatto un po’ di ricerche per approfondire:

il Diaspro è una varietà opaca di quarzo molto apprezzata per le singolari colorazioni che ne contraddistinguono diverse varietà: le principali sono il diaspro bianco (magnifico color avorio con venature rosse) e il diaspro verde-grigio (confuso spesso con l'eliotropio). Altri tipi, a seconda delle inclusioni e dei colori, sono il diaspro bruno d'Egitto, il diaspro agata, il diaspro fiori di ghiaccio, il sanguigno. Ha un grado di durezza molto elevato, grado 7 della scala Mohs.
I migliori esemplari vengono da India, Stati Uniti, Australia, Brasile. In Italia, dalla Sicilia. Si forma in rocce argillose o sabbiose che diventando quarzo 'catturano' particelle ferrose che ne caratterizzano la colorazione.
Il termine - di origine orientale - era usato nell'antichità per indicare il quarzo, per questa ragione il diaspro citato nella Bibbia era in realtà il cristallo di rocca. Oggi si chiamano 'diaspro' anche diversi minerali multicolori. Poco usato come gemma (in collane o gioielli), è impiegato prevalentemente per la realizzazione di oggetti decorativi.

Nell'antico Egitto era usato come amuleto a forma di scarabeo sacro mentre nel Medioevo era considerato la “pietra dei guerrieri” (un talismano con inciso un armato che schiaccia un serpente).
Aiuta ad essere forti e combattivi, a perseguire fino in fondo i propri scopi ed a neutralizzare i malefici.
Favorisce l'ossigenazione e la circolazione del sangue e l'assimilazione del ferro, infonde energia e forza fisica e mentale ai terapeuti.

Il Diaspro, per le sue caratteristiche fisiche, ben si presta a combattere le posizioni strutturalmente negative in cui gli astri verranno a trovarsi nei vari periodi del 2010.

E’ la Pietra porta fortuna del 2010.
Per tutto il 2010 è opportuno indossare un monile in Diaspro oppure tenere un oggetto o un pezzo di questa bellissima pietra in casa. Diffonderà i suoi effetti neutralizzanti e positivi per tutto l'anno.

Orticola 2010 - 15° Mostra Mercato di Fiori e Piante



Anche quest’anno torna a Milano “Orticola”, la grande mostra mercato di fiori e piante di ogni genere, organizzata da Orticola di Lombardia e patrocinata dal Comune di Milano. Giunta alla sua quindicesima edizione, si terrà presso i Giardini Pubblici Indro Mondanelli dal 7 al 9 maggio 2010.

Si tratta di un evento tradizionale del periodo primaverile che ogni anno è capace di richiamare l’attenzione di moltissimi visitatori ed appassionati di botanica che giungono a Milano da tutta Italia per scoprire le novità del settore e piante provenienti da diverse parti del mondo.

Tra le novità di Orticola 2010 c’è la Caccia al Tesoro Botanico, divertente e coinvolgente gioco con indovinelli e quiz legati al mondo delle piante e dei fiori, che, una volta risolti, porteranno i visitatori di vivaista in vivaista, alla conquista del tesoro da giardino.

Per i vivaisti poi, la Vetrina delle Piante Insolite, anche in questo caso una sorta di caccia al tesoro per scoprire, trovare e presentare le piante più rare e in via di estinzione, mai viste in Italia.


Giardini Pubblici Indro Montanelli
via Palestro, Milano
Ingressi da via Palestro, piazza Cavour, via Manin

tutti i giorni dalle 10:00 alle 19:00

Costo del biglietto:
Intero € 7,00; gratis i bambini fino a 15 anni e i portatori di handicap

http://www.orticola.org/


“Aladdin” Il Musical


Debutta con “Aladdin - Il Gran musical” la compagnia Profit Musical della Events & Events Management.
Un cast di 22 giovani performer di musical che tramite effetti speciali e giochi visivi mette in scena la storia più famosa de “Le mille e una notte”.
La storia famosissima è diretta dal regista esordiente Marco Bragalini con il marchio di garanzia di Alex Procacci, vocal coach, e Franca Stilo coreografa.

Il musical nasce dalla idea di creare qualcosa di creativo e nuovo a livello professionale per i giovani che vogliono intraprendere una strada nel mondo dello spettacolo. L’idea di partenza è di realizzare, utilizzando una storia già nota, un musical completamente inedito e innovativo in tutto il suo complesso con l’ausilio e la collaborazione di tanti giovani appassionati del mondo dello spettacolo.

Allianz Teatro
Via G.di Vittorio, 6
20090 Assago (MI)
Telefono: 02/488577516

22 MAGGIO ORE 21.00
23 MAGGIO ORE 15.30 e 21.00
25 MAGGIO ORE 21.00

http://www.allianzteatro.it/

De Chirico, Max Ernst, Magritte, Balthus. Uno sguardo nell'invisibile


Pochi artisti italiani hanno avuto sull’arte del XX secolo un impatto pari a quello di Giorgio de Chirico. Le sue opere metafisiche furono come un sasso lanciato in uno stagno, il cui moto si propagò nel mondo dell’arte in cerchi concentrici, che diventarono più deboli nel tempo, ma si avvertivano ancora molti decenni dopo.
Il ventunenne De Chirico per primo percepì un nuovo modo di vedere il mondo nel corso di un soggiorno a Firenze: «Durante un chiaro pomeriggio d’autunno ero seduto su una panca in mezzo a piazza Santa Croce [...].
Ebbi allora la strana impressione di vedere tutte quelle cose per la prima volta. E la composizione del quadro apparve al mio spirito […]. Momento che tuttavia è un enigma per me, perché è inesplicabile».
Quella “illuminazione” o “rivelazione”, come la chiamava De Chirico, permea i quadri dell’artista degli anni Dieci e Venti del Novecento. Mentre il secolo correva a precipizio verso la Prima guerra mondiale, l’esperienza dell’alienazione suggerì a De Chirico – molto prima di altri – di dipingere quello che definì “il grande silenzio”. Le sue opere che mostrano piazze spazzate dal vento, con figure solitarie e statue che fissano ciecamente lo spazio, continuarono a perseguitare a lungo gli artisti molto dopo che De Chirico dipinse L’enigma di un pomeriggio d’autunno nel 1909.

fino al 18 luglio 2010
Palazzo Strozzi - Firenze
Info e Prenotazioni
ORARIO MOSTRA
Tutti i giorni 9.00 – 20.00
Giovedì 9.00 – 23.00

INFO
tel.+39 055 2645155

PRENOTAZIONI
Sigma CSC
Dal lunedì al venerdì 9.00-13.00/14.00-18.00
tel. +39 055 2469600 fax +39 055 244145
prenotazioni@cscsigma.it

http://www.palazzostrozzi.org/

SERVIZI IN MOSTRA
Bookshop, Caffè Metafisico (chiuso lunedì), Agora/z Mandragora design e bookshop
Nessuna barriera architettonica.

AUDIOGUIDE
€ 5,00

giovedì 29 aprile 2010

JANE EYRE


Ieri sera ho rivisto per l'ennesima volta "Jane Eyre" e come al solito il film è stato bellissimo. L'eroina non è bella ma ha un temperamento forte e indipendente, è emancipata e molto romantica.
La regia è di Franco Zeffirelli e gli interpreti sono: William Hurt, Charlotte Gainsbourg, Joan Plowright, Anna Paquin, Geraldine Chaplin, Billie Whitelaw, Maria Schneider, Charlotte Attenborough, Miranda Forbes
Tratto dal romanzo "Jane Eyre" di Charlotte Bronte


Trama:
Rimasta orfana, Jane Eyre viene allevata a Gateshead Hall dalla dispotica zia Reed, che finisce per affidarla all'arcigno Sig. Brocklehurst, rettore della Lowood School. Nel tetro collegio unica consolazione è l'amicizia con Helen Burns, ma la ragazza muore di tubercolosi. Divenuta adulta e diplomatasi, Jane trova impiego come istitutrice a Thornfield Hall, in un'imponente casa di campagna, dove la cordiale signora Fairfax e la simpatica piccola allieva Adele la rasserenano anche se risate lugubri turbano a volte le notti nella casa. Frattanto conosce l'eccentrico e vagabondo padrone, Edward Rochester, che le rivela di avere avuto la piccola Adele da una ballerina francese. Egli va spesso in visita da Lord Ingram, alla cui figlia Blanche sembra interessato, tanto da invitarla nella magione, suscitando la gelosia di Jane. Giunge, nel frattempo, Richard Mason, e Rochester chiama Jane ad aiutarlo: ferito, l'uomo viene portato via dal medico chiamato d'urgenza. Frattanto la zia Reed, morente, la fa chiamare e le confida di averle nascosto una lettera in cui lo zio paterno John manifestava la volontà di incontrare Jane e farla sua erede. Seppellita la zia e tornata a Thornfield, Jane viene chiesta in sposa da Rochester, che le rivela di essere innamorato di lei da sempre. Ma all'atto delle nozze un avvocato e Richard Mason si presentano impugnando il matrimonio. Rochester svela allora il mistero del palazzo: le risate lugubri sono opera di Bertha la moglie pazza, sorella di Richard, da lui sposata quindicenne senza sapere della sua malattia ereditaria. Jane è sconvolta e lascia la casa, cui Bertha appicca il fuoco. Giunta a Gateshead cade malata e viene ospitata e curata dai fratelli Mary e John Rivers. Lasciata erede dallo zio, viene chiesta in moglie da Rivers, ma cortesemente rifiuta. Un impulso irresistibile la riconduce a Thornfield: la magione ormai è un rudere annerito, ma Rochester, assistito dalla signora Fairfax, è vivo, anche se ha perso la vista per salvare la moglie, suicidatasi nel rogo. Jane può ora sposarlo e ricostruire la loro vita.

Ah, queste donne!!!

Un giorno tre amici partirono per un’escursione e, all'improvviso, si trovarono davanti a un grande torrente impetuoso. Dovevano assolutamente passare dall'altra parte ma non avevano nessuna idea di come attraversarlo.
Uno dei tre si mise allora a pregare: - Ti prego, mio Dio, dammi la forza di attraversare il torrente!
PUF! Dio gli donò due braccia robuste e due gambe potenti così che fu capace di attraversare il torrente a nuoto in due ore, ma per due volte fu sul punto di annegare.
Vedendo ciò, il secondo amico anche pregò a sua volta Dio chiedendo: - Ti Prego, Signore, dammi la forza... e i mezzi per attraversare il torrente!
PUF! Dio gli diede una scialuppa e dei remi con cui poté attraversare il torrente in un'ora, ma per due volte fu sul punto di capovolgersi.
Anche il terzo compagno, forte delle esperienze degli altri due, decise di rivolgersi a Dio: - Ti prego, o Dio, dammi la forza, i mezzi... e l'intelligenza per attraversare il torrente!
PUF! Dio lo tramutò in donna.
Lei verificò la cartina, camminò per circa 200 metri a monte e attraversò il ponte.

mercoledì 28 aprile 2010

Film “Oceani 3D”: Aldo Giovanni e Giacomo doppiatori per la versione italiana




Un ambasciatore del pianeta subacqueo come Jean-Michel Cousteau, figlio di Jacques, cresciuto più sull'acqua che sulla terraferma, e due fratelli. Jean-Jacques e Francois Mantello, registi-imprenditori del divertimento. Al loro incontro si deve Oceani 3D, primo film girato nelle profondità oceaniche interamente in Digital 3D, e mosso dall'urgenza di far conoscere le meraviglie della fauna acquatica ad alto rischio di estinzione.
La Eagle Pictures, per la versione italiana del prodotto, chiama al racconto il trio comico di Aldo, Giovanni e Giacomo e trasforma il testo originale francese in uno sketch di 80 minuti.

Come avete lavorato al doppiaggio del commento sonoro?
Giovanni: Guidati da Pino Insegno, che è un esperto direttore del doppiaggio e dal testo redatto da Francesca Draghetti.
Giacomo: Comunque ci ha aiutato il fatto che non dovevamo seguire il labiale.
Giovanni: Avrebbero voluto farcelo doppiare sott'acqua, ma Aldo non sa trattenere il fiato.

Non si perde un po' di poesia con un commento che non prevede mai pause per la contemplazione muta delle immagini?
Giovanni: Noi volevamo far perdere un po' di poesia
Aldo: Sì, credo che ci siamo riusciti. Di chi era la voce nella versione originale?
Mattia Guerra (Eagle Pictures): In Francia, il commento sonoro è stato affidato alla voce unica del premio Oscar Marion Cotillard. Qui abbiamo scelto dei personaggi che potessero trasmettere i valori positivi dell'ecologia alle famiglie. Il testo, che nell'originale francese ma anche nella versione inglese era più scientifico, grazie alla collaborazione di Aldo, Giovanni e Giacomo, è stato reso più leggero e brillante.
Giovanni: Dicevano che in Francia e in Inghilterra i bambini si addormentavano. Con noi non si addormenteranno più. I genitori ci faranno causa per questo.

Guardavate da bambini i documentari marini di Cousteau padre?
Giovanni: Assolutamente sì, ma quelli raccontavano l'avvicinamento dell'essere umano al mare, qui siamo su un altro piano, è il viaggio di una tartaruga in mezzo alle altre creature marine.
Giacomo: siamo appassionati di documentari sulla natura, anche per questo abbiamo detto di sì.

Avete esperienze personali di immersione?
Giacomo: Io e Giovanni siamo stati in un paradiso dei coralli alle Seychelles, Coco Island. Sembrava l'isola di Mordillo. Ci andavano a partorire gli squali Martello ma noi avevamo paura e non li abbiamo avvicinati.
Aldo: Io invece mi sono immerso a Genova e ho visto i motorini, le biciclette e le lavatrici. Come spettatori, non avreste lasciato parlare di più le immagini?
Aldo: Credo che quest'operazione sia stata fatta soprattutto per i bambini, non è un filmato scientifico per l'università, per intenderci.
Giacomo: Non è nemmeno un documentario vero e proprio: è un racconto del mare fatto con una tecnologia d'avanguardia e che dura un'ora e mezza. Credo che il significato del nostro intervento, quindi, sia quello di tenere alto lo spettacolo, specie nei momenti di noia dell'immagine.

Il testo si prende una grande libertà creativa rispetto all'originale ma curiosamente voi non siete stati coinvolti in fase di scrittura. Perché?
Giacomo: Perché i testi proposti da Insegno e dalla Draghetti erano già pronti e soddisfacenti. Avremmo avuto la possibilità di modificarli, ma non ne abbiamo sentito la necessità.

Film in 3D come questi ma più brevi sono il cavallo di battaglia delle sale con il sistema Imax. Il pubblico potrebbe non trovare in questo film nulla di nuovo?
Giacomo: Il 97% dei bambini non ha girato tutti gli Imax del mondo per cui non rimarrà deluso da questa visione 3D.

Quali informazioni scientifiche sono andate perdute nella riscrittura fatta per Aldo, Giovanni e Giacomo?
Mattia Guerra: Nessuna. Il commento di Marion Cotillard era elementare, molto semplice, pensato per un pubblico di spettatori anche molto piccoli. È stato solo movimentato, reso più divertente.


Fonte: IlCorriereDellaSera

30 anni dalla morte di Hitchcock






Domani, 29 aprile 2010 sarà il trentennale della morte del regista, nato a Londra il 13 agosto 1899, che ha lasciato un enorme vuoto nel mondo della settima arte.
Regolarmente, ogni decennio, un giovane regista viene considerato il "nuovo Hitchcock", ma la responsabilità di tale affermazione diventa presto troppo pesante per chiunque.
Negli anni '80 (ma anche nel decennio precedente) aveva provato a colmare quel vuoto Brian De Palma, il regista più devoto a Hitchcock, che ha spesso costruito i suoi lavori come veri e propri omaggi (ricchi di riferimenti e citazioni) al cinema del suo maestro.

Nel decennio successivo sarà David Fincher a raccogliere il testimone grazie alla costruzione narrativa di "Seven" e del seguente "Fight Club"; mentre nel nuovo millennio il nome di Hitchcock viene accostato ai film del regista indiano M.Night Shyamalan ("Il sesto senso", "Unbreakable", "The Village"), diventato celebre per i colpi di scena nei finali dei suoi primi lavori.
Tutti nomi certamente importanti (e altri seguiranno), ma nessuno che possieda quell'unione di humour nero e di suspense, tipica dei film di Hitchcock.

La suspense, l'elemento cui il regista teneva di più, era incentrata su una differenza di conoscenza e sapere fra i personaggi del film e gli spettatori. Come ha dichiarato lo stesso Hitchcock, per produrre suspense è indispensabile che il pubblico sia perfettamente informato di tutti gli elementi in gioco e che sappia qualcosa in più rispetto ai protagonisti della storia.

Questa tematica era già presente nei suoi primi film, girati in Inghilterra negli anni '20 e '30, e continuò a caratterizzare i suoi lavori americani a partire dal 1940. A Hollywood ottiene da subito grandi successi con "Rebecca, la prima moglie" (Oscar per il miglior film) e con "L'ombra del dubbio" (che definisce il film preferito della sua carriera) del 1943.

Gli ottimi incassi delle sue pellicole non gli portano però grande prestigio fra i critici americani che lo considerano semplicemente un "regista di genere" e un mestierante.

Saranno negli anni '50 i critici francesi dei Cahiers du Cinéma (futuri registi della Nouvelle Vague) a iniziare a considerarlo uno dei grandi maestri del cinema del Novecento; in particolare François Truffaut che raccoglierà una lunga serie d'interviste fatte al regista nella raccolta intitolata "Il cinema secondo Hitchcock".

A cavallo fra la fine dei '50 e l'inizio dei '60, ottenuta finalmente la meritata stima da parte della critica, realizzerà le sue opere più importanti: "La donna che visse due volte" nel 1958, "Intrigo internazionale" nel 1959, "Psycho" nel 1960 e "Gli uccelli" nel 1963.

Negli anni successivi la sua produzione sarà meno continua, ma anche nei suoi ultimi film non mancherà quella dose d'ironia simboleggiata dai suoi celebri cameo, volti a coinvolgere maggiormente gli spettatori, attenti a non lasciarsi sfuggire l'entrata in scena della "sagoma" di Hitchcock.

Fonte: IlSole24Ore

Gatto KORAT






Paese d'origine: Thailandia.

Il nome di questa razza deriva dalla regione tailandese di origine: Cao Nguyen Khorat. In Thailandia questi gatti vengono chiamati "Si-Sawat", cioè portafortuna. E' una razza molto antica, descritta già molti secoli fa (i primi ocumenti sisalgono al XIV secolo). I primi gatti Korat vennero importati negli Stati Uniti verso la fine del XIX secolo. Il loro aspetto attuale è praticamente lo stesso di quello descritto negli antichi documenti, ed è forse l'unica razza a non essere stata mai accoppiata con altre. Nel Paese di origine i gatti Korat vengono tuttora portati in processione nei villaggi per propiziare le piogge.

Gatto snello, a pelo corto, con la tipica conformazione elegante dei gatti orientali. La taglia è medio-piccola, il corpo muscoloso, potente ed elastico.
E' un gatto molto affettuoso, che ha bisogno di amore e attenzioni e che si lega molto alla famiglia. In genere si adatta alla convivenza con altri gatti, anche se alcuni sono piuttosto possessivi e soffrono di gelosia nei confronti di altri animali di casa. Intelligenti e docili, si lasciano portare facilmente al guinzaglio. Attivi e amanti del gioco, si divertono ad arrampicarsi nei posti più impensabili. Hanno una voce melodiosa e miagolano frequentemente.

Non necessitano di particolari cure ed è sufficiente spazzolarli una volta alla settimana. Durante il periodo della muta è consigliabile accarezzare il pelo con un guanto a denti di gomma per rimuovere il pelo morto. Le orecchie devono essere pulite solo se necessario con prodotto specifico. Le unghie possono essere spuntate con apposite forbicine.

Il colore tipico è il blu, dove i peli sono leggermente più chiari alla radice. La punta di ogni pelo ha un riflesso argentato che crea un effetto molto particolare. Il colore degli occhi è verde. Recentemente sono stati selezionati gatti Korat con mantello lilla. Il gene responsabile di questa colorazione e tipico di molti gatti tailandesi.

Categoria: Pelo Corto.
Corporatura: da piccola a media; elegante e flessuoso, ma non snello come il Siamese; atletico e muscoloso.
Testa: cuoriforme, con orecchie poste alte sul cranio; naso proporzionato e con leggero stop.
Orecchie: grandi, erette e larghe alla base.
Occhi: grandi, a mandorla.
Arti: leggermente più lunghi quelli anteriori, il dorso si presenta pertanto leggermente curvo.
Coda: di lunghezza media, con base larga e punta arrotondata.
Mantello: pelo corto, lucido, fine come il raso; aderente perché privo di sottopelo; i peli sono più chiari alla base e scuri all'estremità.

I COLORI DI GIOTTO, la Basilica di Assisi tra restauro e restituzione virtuale


Un grande evento dedicato a Giotto nell'VIII Centenario dell'Approvazione della regola di San Francesco
Nell'VIII Centenario della fondazione dell'Ordine Francescano, la città di Assisi promuove uno straordinario evento dedicato a Giotto e agli affreschi della Basilica di San Francesco. Aspetti finora ignoti della sua pittura, sono messi in evidenza, anche grazie alle più moderne tecnologie, che ci consentono di recuperare con il restauro le opere originali e, dove non è possibile, di restituirle in forma virtuale. Curatore dell'iniziativa è Giuseppe Basile, a cui si deve uno straordinario lavoro di restauro e di ricerca, grazie al quale è oggi possibile realizzare questo grande evento.

Il restauro della Cappella di San Nicola nella Basilica Inferiore
Il progetto comprende innanzitutto il restauro dei dipinti murali di Giotto nella Cappella di San Nicola nella Basilica Inferiore, che è l'ultimo atto di una delle più importanti attività di restauro e di studio mai svolte in Italia.

Dal tragico evento del terremoto del 1997, tutta la Basilica di San Francesco è stata infatti interessata da interventi strutturali e conservativi che hanno permesso di "vedere da vicino" uno dei più avvincenti capitoli della storia dell'arte dell'Occidente, dove hanno lavorato i maggiori pittori del Medioevo: il Maestro Oltremontano e il Maestro di San Francesco e poi Cimabue, Jacopo Torriti, Giotto e successivamente Pietro Lorenzetti e Simone Martini.

In realtà la presenza di Giotto, documentata nel 1309, lascia ancora aperti alcuni interrogativi, ad esempio sui suoi aiuti o sul tempo in cui è rimasto ad Assisi, che gli esiti del restauro potrebbero contribuire a sciogliere, dato che siamo in presenza di una pittura di qualità altissima e di un committente particolarmente importante.

Il cantiere di restauro è aperto ai visitatori, che potranno salire sui ponteggi, seppure in gruppi contingentati, per ammirare da vicino "i colori di Giotto" e la sapiente attività dei restauratori coordinata da Sergio Fusetti, con l'ausilio di una audioguida in più lingue inclusa nel biglietto.

Al Palazzo del Monte Frumentario, una mostra "virtuale", per conoscere l'aspetto originario delle Storie Francescane
Dalla Cappella di San Nicola i visitatori possono salire nella Basilica Superiore per ammirare le Storie Francescane, lungo tutte le pareti della navata e da qui raggiungere, a pochi passi, il trecentesco Palazzo del Monte Frumentario, da poco restaurato, per approfondire la conoscenza di quelle 28 scene che compongono uno dei cicli pittorici più importanti di tutta la storia dell'arte. Nelle sue suggestive sale è allestita una mostra virtuale su "Giotto com'era", che offre la possibilità di conoscere l'aspetto originale delle Storie di San Francesco della BasilicaSuperiore, ricostruite grazie agli studi di un'équipe dell'Istituto Centrale del Restauro diretta da Giuseppe Basile ed alla maestria di Fabio Fernetti. In un unico spazio che ricorda, seppure in dimensioni ridotte, la navata unica della Basilica, gli affreschi sono presentati nel loro aspetto originario prima delle alterazioni che il tempo e le vicende storiche hanno fatalmente favorito.

Se l'intervento sui dipinti della Cappella di San Nicola (pensato come un "cantiere aperto") è un esempio di recupero materiale di un'opera d'arte, gli allestimenti al Monte Frumentario costituiscono il primo esempio in assoluto di un recupero virtuale di un ciclo pittorico condotto alla luce di ricognizioni specialistiche dell'opera. Per rendere ancora più interessante la restituzione delle Storie francescane, grazie alle tecnologie digitali di HAL9000 gli affreschi virtuali sono messi a confronto con il loro aspetto attuale, disponibile in una serie di schermi con touch screen disposti in corrispondenza di ogni gruppo di scene.

In una specifica sezione dell'allestimento, a cura del Consiglio Nazionale delle Ricerche, è stata realizzata un'applicazione di realtà virtuale che consente una immersione sensoriale nell'affresco con Innocenzo III che benedice Francesco e la sua Regola, scelto in quanto simbolicamente rappresentativo di tutto l'evento. Il visitatore può entrare virtualmente all'interno della scena, percorribile ed esplorabile in modo semplice e naturale, con il solo movimento del corpo. La mostra è infine completata da una sezione dedicata alla tecnica dell'affresco a cura di Fabio Fernetti e dalla proiezione di un filmato dedicato ai restauri della Basilica, realizzato da Artmediastudio.

E poi a Palazzo Vallemani
Oltre che nel cantiere di restauro della Cappella di San Nicola e negli spazi espositivi del Monte Frumentario, il biglietto unico della mostra consente l'ingresso al vicino Palazzo Vallemani, sede della Pinacoteca Civica, che conserva alcuni straordinari affreschi staccati di Giotto e degli artisti assisiati che hanno lavorato nel cantiere della Basilica e dove è allestito per l'occasione un nuovo percorso didattico dedicato al cantiere medioevale e alla tecnica dell'affresco.

VIII Centenario dell'approvazione della regola francescana
Nell'VIII centenario dell'Approvazione della Regola Francescana, il Comune di Assisi ha promosso un programma triennale di manifestazioni (2009 - 2011) per celebrare la nascita e la diffusione dell'arte pittorica intorno al cantiere della Basilica di San Francesco e alla figura di Giotto e per promuovere la candidatura di Assisi come Capitale Europea della Cultura nel 2019.


dall'11/04/10 al 05/09/10
ASSISI


Modalità di visita:
Il biglietto della mostra dà diritto alla visita del cantiere di restauro nella Cappella di San Nicola all'interno della Basilica Inferiore e al percorso espositivo allestito nel Palazzo del Monte Frumentario.
Il biglietto è valido due giorni e consente inoltre di visitare la Pinacoteca Civica a Palazzo Vallemani. La visita al cantiere di restauro è contingentata per un numero massimo di 25 persone ogni 15 minuti con l'ausilio di una audioguida compresa nel prezzo del biglietto (i disabili motori non possono accedere al ponteggio). La visita è consentita fino ad esaurimento dei posti disponibili e pertanto è vivamente consigliata la prenotazione.
In considerazione della grande valenza religiosa del luogo eventi straordinari o esigenze indifferibili potrebbero causare la sospensione momentanea delle visite.

Orari
Palazzo del Monte Frumentario: tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.30. Ultimo ingresso ore 19.00.
Cappella di San Nicola: dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 18.30, sabato dalle 9.30 alle 16.30, domenica dalle 13.30 alle 16.30

BIGLIETTI (inclusa audioguida nella Cappella di San Nicola)
Intero Euro 10,00
Ridotto Euro 8,00 per minori di 18 e maggiori di 65 anni, gruppi di almeno 15 persone, titolari di apposite convenzioni e coupons
Ridotto speciale Euro 4,00 scuole e residenti nel Comune di Assisi
Gratuito minori di 6 anni, disabili, due insegnanti per classe, un accompagnatore per gruppo, giornalisti con tesserino

Prenotazione (obbligatoria per gruppi e scuole)
Tariffa ordinaria Euro 1,50 Tariffa scuole Euro 0,50

Visite guidate a Palazzo del Monte Frumentario (max 25 persone)
Gruppi Euro 90,00
Scuole Euro 60,00
Lingua Euro 120,00

Visita guidata e laboratorio didattico "Dipingo come Giotto" (max 25 persone)
Scuole Euro 150,00
Dopo la visita in mostra e una breve introduzione sui colori e sui supporti utilizzati da Giotto, nel laboratorio allestito a Palazzo Vallemani i ragazzi sperimentano l'antica tecnica dell'affresco con la produzione di un piccolo manufatto, che rimane al partecipante. L'attività si rivolge ad una fascia di età dagli 8 ai 18 anni e ha una durata di circa 3 ore.
Su richiesta anche per un pubblico adulto.


Info e prenotazioni: 199757516
Prenotazioni visite guidate e laboratori (a cura di Sistema Museo) 19915112
http://www.icoloridigiotto.it/index.html

martedì 27 aprile 2010

Battere le mani

Undici persone si trovavano appese alla corda di un elicottero: erano dieci uomini e una donna.

Dal momento che la corda non era sufficientemente resistente per sostenere tutte e undici le persone, decisero che uno doveva lasciarsi cadere nel vuoto altrimenti sarebbero dovuti morire tutti.

Non riuscivano a mettersi d'accordo su chi dovesse compiere il gesto fino a quando la donna non tenne un commovente discorso dicendo che sarebbe stata lei a lasciare volontariamente la corda dal momento che le donne sono abituate a rinunciare a tutto per i loro figli e i loro uomini, regalare tutto agli uomini senza ricevere nulla in cambio...

Appena finì di parlare, tutti gli uomini iniziarono a battere le mani...

NON SOTTOVALUTATE MAI IL POTERE DI UNA DONNA...


lunedì 26 aprile 2010

Cima da Conegliano: “Poeta del paesaggio”







A Palazzo Sarcinelli fino al 2 giugno 2010 la più importante mostra mai organizzata su Cima da Conegliano

Le opere in mostra:

Madonna con il Bambino
olio su tavola, 60,5x47,2 cm
Bologna, Pinacoteca Nazionale

Madonna con il Bambino
olio su tavola, 47,5x60,3 cm
Cardiff, National Museum of Wales

Madonna con il Bambino
olio su tavola, 65,5x48,5 cm
Detroit, The Detroit Institute of Arts, Gift of James E. Scripps

Madonna con il Bambino tra il Battista, San Francesco e sei Cherubini
olio su tavola, 64x91,4 cm
Düsseldorf, Stiftung museum kunst palast, Sammlung Kunstakademie (NRW)

Madonna in trono con il Bambino tra i Santi Andrea e Pietro
olio su tavola, 55,6x47,2 cm
Edimburgo, The National Gallery of Scotland

Madonna con il Bambino
olio su tavola, 86x71,4 cm
Este, Museo Nazionale Atestino

Madonna con il Bambino
olio su tavola, 66x57 cm
Firenze, Galleria degli Uffizi

San Girolamo nel deserto
olio su tavola, 33x27,5 cm
Firenze, Galleria degli Uffizi, Donazione Contini Bonacossi

San Girolamo nel deserto
olio su tavola, 63,5x100,5 cm
Harewood, Harewood House Trust

Riposo durante la fuga in Egitto con i Santi Giovanni Battista e Lucia
tempera e olio su tavola, 53,9x71,6 cm
Lisbona, Calouste Gulbenkian Museum

Madonna con il Bambino
olio su tavola, 69,2 x 57,2 cm
Londra, The National Gallery. Bought, 1858

Madonna con il Bambino
olio su tavola, 53,3 x 43,8 cm
Londra, The National Gallery. Bought, 1860

San Girolamo nel deserto
olio su tavola, 32,1 x 25,4 cm
Londra, The National Gallery. Bought, 1882

Testa di Cristo coronato di spine
olio su tavola, 36,8 x 29,2 cm
Londra, The National Gallery. Bought, 1890

Daniele e i leoni
olio su tavola, 47x33 cm
Milano, Veneranda Biblioteca Ambrosiana, Pinacoteca

Le nozze di Bacco e Arianna
olio su tavola, 28x69 cm
Milano, Museo Poldi Pezzoli

San Girolamo nel deserto
olio su tavola, 37x30 cm
Milano, Pinacoteca di Brera

Teseo uccide il Minotauro
olio su tavola, 38,2x30,8 cm
Milano, Pinacoteca di Brera

Polittico in nove scomparti
Prestito di 3 pannelli del polittico:
- Madonna con il Bambino, cimasa, tavola, 86x68,5 cm;
- San Sebastiano, pannello inferiore laterale a sinistra, tavola, 136x46,5 cm;
- San Rocco, pannello inferiore laterale a destra, tavola, 136x46,5 cm.
Olera, Chiesa parrocchiale di San Bartolomeo

Madonna con il Bambino
olio su tavola, 71,5x55 cm
Parigi, Petit Palais, Musée des Beaux-Arts de la Ville de Paris

Madonna con il Bambino
olio su tavola, 43x33 cm
Parigi, Musée Jacquemart-André - Institut de France

Endimione dormiente
olio su tavola, 24,8x25,4 cm
Parma, Galleria Nazionale

Giudizio di Mida
olio su tavola, 24,6x25,5 cm
Parma, Galleria Nazionale

Madonna con il Bambino e i Santi Michele Arcangelo e Andrea
olio su tavola, 194x134 cm
Parma, Galleria Nazionale

Satiro
olio su tavola, 24x19,5 cm
Philadelphia, Philadelphia Museum of Art; John G.Johnson Collection, 1917

Sileno
olio su tavola, 31x41,3 cm
Philadelphia, Philadelphia Museum of Art; John G.Johnson Collection, 1917

Incredulità di San Tommaso
olio su tavola, 210x141 cm
Venezia, Gallerie dell'Accademia

L'arcangelo Raffaele e Tobiolo tra i Santi Giacomo e Nicolò
olio su tavola trasportata su tela,162x178 cm
Venezia, Gallerie dell'Accademia

Gabriele
olio su tela, 172x78 cm
Venezia, Gallerie dell'Accademia
(in deposito c/o Museo Civico di Conegliano)

Madonna annunciata
olio su tela, 172x79 cm
Venezia, Gallerie dell'Accademia (in deposito c/o Museo Civico di Conegliano)

Madonna in trono con il Bambino tra i Santi Dioniso e Vittore con, nella cimasa, Il Redentore tra i Santi Pietro e Paolo
olio su tavola trasportata su tela, 147x138 (lunetta 75x138) cm
Venezia, Gallerie dell'Accademia
(in deposito c/o Museo Civico di Feltre)

Costantino e Sant'Elena con, nella predella, Storie della vera croce
olio su tavola, campo centrale 140x73 cm; ogni scomparto di predella 25x20 cm
Venezia, Parrocchia San Giovanni Battista in Bragora

Madonna in trono con il Bambino tra i Santi Giacomo e Girolamo
olio su tela, 214x179 cm
Vicenza, Musei Civici - Pinacoteca di Palazzo Chiericati

Trittico di Navolè di Gorgo al Monticano: San Martino e il povero, pannello centrale; San Giovanni Battista e San Pietro
pannelli laterali 180x90 cm pannello centrale; 105x38 cm pannelli laterali
Vittorio Veneto, Museo Diocesano di Arte Sacra "Albino Luciani"

San Girolamo nel deserto
olio su tavola, 48,3x40 cm
Washington, National Gallery of Art, Samuel H. Kress Collection, 1939.1.168

Sant'Elena
olio su tavola, 40,6x32,4 cm
Washington, National Gallery of Art, Samuel H. Kress Collection, 1961.9.12

Teseo alla corte di Minosse
olio su tavola, 37,5x88,6 cm
Collezione Privata

Ecce Homo
olio su tavola, 35,5 x 28 cm
Collezione Privata



PER INDIVIDUALI
Numero Verde 800 775083
info@cimaconegliano.it

PER GRUPPI E SCOLARESCHE
Numero Verde 800 775083

INFO E PRENOTAZIONI
Numero Verde 800 775083
Da lunedì a venerdì in orario
9.00 - 13.00 / 14.30 - 18.00

Il Libro dei Segreti

28/04/2010
ore 10-13

Università degli Studi di Milano - Polo di Mediazione Aula Magna, piazza Indro Montanelli 1, Sesto San Giovanni
ingresso: gratuito

Università degli Studi Mediazione linguistica lingua araba
Telefono: 02-50321645
http://www.leonardo3.net/



Il Libro dei Segreti è un manoscritto dell’anno 1000 del valore inestimabile perché presenta descrizioni e disegni di più di trenta dispositivi ingegnosi, compresi apparati meccanici, orologi ad acqua, calendari automatici e macchine da guerra. Ha un’importanza straordinaria nel campo della storia della scienza, perché rappresenta una delle prime testimonianze scritte e disegnate di meccanismi complessi dell’antichità e non è mai stato studiato e divulgato.
Il libro è stato copiato nel 1266 da un originale del XI secolo di Ibn Khalaf al-Murâdî. L’unico esemplare al mondo del manoscritto è conservato alla Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze.
Dall'impegno di Massimiliano Lisa, Mario Taddei ed Edoardo Zanon, fondatori di Leonardo3, per la prima volta il manoscritto è stato tradotto e tutte le macchine sono state interpretate per essere svelate al mondo.
Ne è nato un libro interattivo che permette di scoprire e approfondire il Manoscritto con modalità rivoluzionarie: fotografie dell’originale con un dettaglio mai visto, più di 30 modelli 3D, animazioni e testi consentono di esplorare e comprendere l’opera di questo Leonardo di quasi 5 secoli prima!

Tutti sono invitati mercoledì 28/04/10 alla presentazione di quest’opera unica in tutto il mondo!

Interverranno:
Monica Chittò, Assessore alla Cultura del Comune di Sesto San Giovanni
Giovanni Urro, Assessore alla Cooperazione Internazionale del Comune di Sesto San Giovanni
Alessandra Lavagnino, Presidente del CDEL in Mediazione Linguistica e Culturale dell'Università degli studi di Milano
Jolanda Guardi, Università degli studi di Milano
Alba Fedeli, Università degli studi di Milano
Nadia Ambrosetti, Università degli studi di Milano
Massimiliano Lisa, Leonardo3 - curatore dell'opera
Mario Taddei, Leonardo3 - curatore dell'opera
Edoardo Zanon, Leonardo3 - curatore dell'opera.

sabato 24 aprile 2010

Cane DALMATA





Questa è indubbiamente una razza antica, ma è tutt’oggi difficile stabilire quali siano i suoi progenitori e quanti secoli fa si sia originata. Esistono raffigurazioni di cani bianchi a macchie nere in molte parti d’Europa, dell’Africa e anche in Asia. Alcuni autori sostengono la teoria che il suo ascendente sia stato il “Bracco del Bengala”, ormai estinto, che fu incrociato con il “Bull terrier” e poi con il “Pointer”. Molti affermano che il progenitore del Dalmata sia lo stesso dell’Alano arlecchino”. L’unico ascendente dichiarato dalla Federazione Internazionale è il “Pointer d’Istria”. Durante le guerre balcaniche del 1912, la razza ha svolto servizi militari come cane messaggero staffetta, in particolare in Dalmazia. La razza si è diffusa via via in tutta Europa.
Ha avuto un grandissimo impulso dopo il lungometraggio animato di Walt Disney “la carica dei 101”, che ha reso popolare la razza in tutto il mondo.

Cane di media taglia, ben proporzionato, forte, abbastanza muscoloso, reattivo e di buona prestanza. Razza dalle linee armoniose e non dai tratti grossolani né pesanti; razza piuttosto elegante e raffinata. Il suo aspetto è simpatico. La caratteristica che la rande unica è il particolare mantello bianco a macchie nere o fegato, ormai nota anche ai più inesperti.

Nonostante l’apparenza possa ingannare, il Dalmata è una razza di notevole resistenza fisica. È un cane molto festoso e gioviale in ogni momento. Piuttosto giocherellone e allegro. Ama molto essere preso in considerazione dal padrone. Cane molto affezionato e fedele. Talvolta dispettoso, ma mai cattivo. Non deve mai presentarsi né pauroso né timido verso coloro che non conosce e neanche verso la famiglia che lo accudisce. Può vivere senza problemi sia in casa che in appartamento, poiché è una razza pulita e abbastanza precisa e attenta. Discretamente intelligente e abbastanza ben addestrabile. È indubbiamente un eccellente compagno di giochi per i bambini e anche per adulti.

Il torace non deve essere troppo largo, ma deve comunque essere alto e avere una buona capacità per il cuore ed i polmoni. Le costole sono ben arcuate. Il garrese è ben marcato. Il dorso è potente e dritto. Le reni sono forti, ben fatte, muscolose e leggermente spioventi.
Il cranio è piatto, ragionevolmente largo fra le orecchie, ma sfilato, ben disegnato ma con moderazione a livello delle tempie. Presenta uno stop moderatamente marcato. La testa non è in linea retta dal tartufo all’occipite. Il muso è lungo e potente, mai a fischietto. Le labbra hanno una linea precisa, sono aderenti alle mascelle senza essere troppo strette.
Tartufo: nella varietà a macchie nere, il tartufo deve sempre essere nero; nei soggetti a macchie fegato, il tartufo è sempre marrone.
Denti: completi nel numero. Chiusura a forbice, con gli incisivi superiori sovrapposti strettamente sulla parte alta di quelli inferiori.
Collo: di buona lunghezza, tornito in modo aggraziato; è leggero e va assottigliandosi verso la testa. Non deve avere giogaia.
Orecchie: l’attaccatura è abbastanza alta, la loro grandezza è media. Sono abbastanza larghe alla base e vanno stringendosi verso l’estremità arrotondata. Sono fini al tatto e portate ben aderenti alla testa. Devono avere macchie ben distribuite, preferibilmente di forma arrotondata.
Occhi: distanziati ma senza eccesso. Di grandezza media. Sono rotondi, vivaci e lucidi. Hanno espressione intelligente. Sono scuri nei soggetti a macchie nere, ambrate in quelli a macchie fegato. Tutto il contorno degli occhi deve essere nero nei soggetti a macchie nere, fegato nei cani a macchie fegato.
Arti: i gomiti sono aderenti al corpo. Gli anteriori sono perfettamente diritti. Hanno ossatura rotonda e forte fino al piede, con una leggera curvatura a livello dell’articolazione del carpo. Piedi rotondi, compatti. Dita ben arcuate. Cuscinetti plantari rotondi, duri ed elastici. Posteriore arrotondato con muscolatura ben definita. Gamba ben sviluppata. La grassella ha una buona curvatura. Garretto ben disegnato.
Spalla: moderatamente obliqua, ben disegnata e muscolosa.
Andatura: deve essere sciolto nelle sue andature. Il movimento deve essere coordinato, potente, ritmico, dalle lunghe falcate. Visti da dietro, gli arti si spostano su piani paralleli e quelli posteriori formano una traccia semplice con quelli anteriori. Il passo corto e gli arti che “falciano l’erba” sono da considerarsi difetti.
Muscolatura: tonica, sviluppata ed evidente.
Coda: raggiunge approssimativamente il garretto. L’attaccatura non deve essere né troppo alta né troppo bassa. Non deve essere grossolana. Viene portata con una leggera curvatura verso l’alto ma non è mai arrotolata. Porta preferibilmente delle macchie arrotondate.
Pelo: corto, duro e folto. Dall’aspetto liscio e lucente.

venerdì 23 aprile 2010

"Jacopo Bassano e lo stupendo inganno dell’occhio"












Jacopo Da Ponte, detto Jacopo Bassano, sarà al centro di due intensi anni di celebrazioni – dal marzo 2010 fino alla fine del 2012 - promosse dalla città alla quale egli fu sempre legato, che immortalò in moltissime opere e dove avviò la sua fiorente bottega, capostipite di una dinastia di pittori che per oltre un secolo dominarono la scena artistica.
Così la Regione del Veneto, nell’ambito delle attività del Comitato regionale per le celebrazioni di Jacopo Bassano, presieduto dal Sindaco della città di Bassano del Grappa, dà il via ad un articolato programma di iniziative con la mostra “Jacopo Bassano e lo stupendo inganno dell’occhio”, curata da Alessandro Ballarin e Giuliana Ericani esposta al Museo Civico dal 6 marzo al 15 giugno 2010.
Rimanendo a Bassano del Grappa, una specie di "terra di mezzo", Dal Ponte è riuscito a coniugare gli influssi della scena artistica lagunare anche con nuove tendenze legate al manierismo provenienti dalla Toscana, differenziandosi in tal modo da grandi artisti quali Tiziano, Tintoretto e Veronese. Il percorso intrapreso lo conduce in seguito a uno sperimentalismo con un uso aggressivo della luce da dove prendono il via anche le celebri composizioni naturalistiche di soggetto biblico-pastorale che avranno tanto successo sul mercato. Nei decenni successivi si fa strada una pittura spezzata e vibrante che vede in Bassano un precursore della pittura di tocco del Seicento non solo veneto, ma europeo.
I suoi dipinti emanano una fisicità inaudita, una puntualità estrema nel raffigurare la realtà al punto tale che un tappeto, un trombettiere o un cane sembrano uscire dalla tela e prendere vita.
Al Museo Civico di Bassano si potranno quindi ammirare, oltre alle ventidue opere dell'artista custodite nello stesso Museo, quindici dipinti selezionati e un disegno provenienti da Londra, Parigi, Budapest, Berlino, Houston e dall'Avana.
Tra i pezzi da non perdere, il Riposo durante la fuga in Egitto (1547 ca.), proveniente dalla Pinacoteca Ambrosiana e mai dato a una mostra, e La cacciata dei marcanti dal Tempio (1535 ca.), che arriva da una collezione privata londinese e che mostra un naturalismo sempre più legato alla resa realistica della natura. Sconcertante dal punto di vista stilistico sono i Due bracchi legati al tronco di un albero (1549 ca., dal Louvre).
Le celebrazioni si concluderanno nell’autunno del 2012 con un grande evento espositivo che farà, per la prima volta, il punto sull’ultimo Jacopo, i figli, la scuola e la sua eredità.

dal 6 marzo al 15 giugno 2010
Museo Civico di Bassano
Piazza Garibaldi 12
36061 Bassano del Grappa (VI)

Orari di apertura della mostra
Tutti i giorni: 9.00-19.00 (la biglietteria chiude alle 18.00)
In occasione della XII settimana della Cultura, sabato 24 aprile è prevista l'apertura straordinaria fino alle 23.30 (chiusura biglietteria ore 22.30).

http://www.bassano500.it/
Call center 800 189802

LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DANZA


29 aprile 2010 ore 21.00

La Giornata Internazionale della Danza si festeggia agli Arcimboldi con due divertentissimi atti unici: Symphony in D, coreografia di Jiri Kylian, curiosa parodia dei passi di danza del balletto classico presentata dagli Allievi della Scuola di Ballo Accademia del Teatro alla Scala, e Quest...Punti di vista con la musica e la coreografia di Ariella Vidach, presentato dalla Compagnia Fattoria Vittadini, ex allievi della Scuola d' Arte Drammatica Paolo Grassi .

A disposizione della Community Arcimboldi biglietti di platea al prezzo speciale di 6,00 Euro

Visita subito i nostri canali su myspace e youtube, per usufruire di questa straordinaria offerta!
I posti sono limitati!

giovedì 22 aprile 2010

Il giorno della Terra

Il Giorno della Terra (Earth Day) è celebrato in 175 nazioni del mondo e da circa mezzo miliardo di persone e oggi, 22 aprile 2010, è la quarantesima volta che si celebra.
La nazioni unite celebrano il Giorno della Terra ogni anno nell’equinozio di primavera, ma ufficialmente viene ricordato appunto il 22 Aprile, per sottolineare la necessità della conservazione delle risorse naturali della Terra e gli ecologisti lo utilizzano come occasione per valutare le problematiche del pianeta.

Anche Google ha pensato di ricordarcelo inserendo un nuovo logo nella sua homepage.

martedì 20 aprile 2010

I Basaldella, Dino Mirko, Afro





Il primogenito era Dino (1909-1977); a un anno di distanza nasceva Mirko (1910-1969). Afro Libio, il fratello minore (1912-1976), prendeva il nome dall'entusiasmo del padre –pittore e decoratore- per i successi italiani nella campagna di Libia. Insieme esordirono giovanissimi nella "Scuola friulana d'avanguardia", legando a una terra d'origine marginale esordi già improntati a quella modernità che li avrebbe condotti per vie differenti sulla scena internazionale. Erano e sono ancor oggi chiamati "I Basaldella" e ai Basaldella è dedicato il grande evento.
L'esposizione conta 170 brani tra disegni di studio, bozzetti, dipinti, sculture in rilievo e tuttotondo, in creta, bronzo e legno. Che dal piccolo formato affrontano la dimensione monumentale, come nel salone a doppia altezza, ove alle pareti i dipinti di Afro avvolgono lo svettare di totem, sacerdoti e grandi sculture sacrali dei fratelli Dino e Mirko.

Il nucleo espositivo portante è rappresentato dalle cento opere di Afro, tra cui spiccano per il carattere esclusivo e la novità di ricerca, due autoritratti inediti (del 1931 e del 1934), che costituiscono il valore aggiunto della sala "di famiglia" in cui vi sono le opere dei fratelli riferite ai membri della famiglia stessa. Tra gli inediti di Afro anche "Borgo San Lazzaro" (1938), veduta udinese che esce dal collezionismo locale con la freschezza di un impianto giovanile ancora figurativo. Per Mirko, presente in esposizione con trentacinque opere, l'attenzione è puntata sul Ritratto di Capogrossi modellato nel 1939, che per la prima volta lascia la Fondazione e Archivio Capogrossi di Roma.

La provenienza dei brani vanta prestigiose collezioni pubbliche e private: di Afro si possono ammirare, oltre a brani giovanili ancora d'impianto figurativo come Autunno (1935), le tele postcubiste dell'immediato dopoguerra, come Concertino (1948), i brani "Astratto-concreti" propri del sodalizio con Il gruppo degli 8, come Ricordi d'infanzia (1953) sino alle più cronologicamente avanzate opere informali. Tra i brani scultorei di Dino figurano tanto opere come il Pescatore d'anguille (1934), quanto i Ferri cui nel 1964 la Biennale veneziana dedicò una sala. Di Mirko, il più poliedrico, saranno presenti L'Assetato (1935-36), Superficie aperta (1953) sino al Gran Sacerdote rosso in legno d'abete presentato nel 1964 negli Stati Uniti alla Bundy Art Gallery di Westfield, all'Institute of Contemporary Art di Boston e donato dal fratello Dino nel 1976 al Museo Revoltella di Trieste.

Villa Manin
Passariano di Codroipo (Udine)
fino al 29 agosto 2010

prenotazioni:
Call center 0422 429999
www.lineadombra.it
catalogo edito da Linea d'ombra Libri

Dalla scena al dipinto. La magia del teatro nella pittura dell'Ottocento. Da David a Delacroix, da Füssli a Degas





É questa la novità della mostra “Dalla scena al dipinto. La magia del teatro nella pittura dell’Ottocento. Da David a Delacroix, da Füssli a Degas”, un progetto espositivo nato grazie al sostegno speciale del Musée d’Orsay di Parigi, frutto ancora una volta della collaborazione tra il Mart e due importanti istituzioni internazionali, il Musée Cantini di Marsiglia e l’Art Gallery of Ontario di Toronto.

La mostra, un continuo dialogo tra teatro e pittura, conduce il visitatore dalla fine del Settecento alle soglie del Ventesimo secolo. Con questo progetto il Mart completa e approfondisce i temi che furono al centro dell’esposizione La Danza delle Avanguardie (dicembre 2005- maggio 2006), una mostra che percorreva tutto il ‘900 in ambiti contigui, il teatro di danza e la pittura, e che ha avuto un notevolissimo riscontro di critica e di pubblico.

Questa nuova esposizione è un’occasione davvero unica per poter ammirare, per la prima volta in Italia, alcuni dei capolavori dipinti dai migliori pittori europei dell’Ottocento, da Jacques-Louis David a Eugène Delacroix, da Jean-Auguste-Dominique Ingres a Edgar Degas, per ricordane solo alcuni, tutti artisti affascinati dalla magia del teatro, che hanno riportato nelle loro tele molte suggestioni ispirate sia ai temi letterari delle più rappresentate tragedie o dei più magnificati melodrammi del tempo, sia derivate dalla gestualità, dalle ambientazioni scenografiche e soprattutto dalla prospettiva illusionistica di quel mondo.

Queste opere, messe tra loro a confronto, sono la chiara evidenza di come lo stretto rapporto tra pittura e teatro abbia avuto tra i suoi esiti più significativi quella “smaterializzazione della visione”, che diventerà l’elemento predominante e radicale dell’arte scenica ma anche e soprattutto pittorica del XX secolo.
In mostra circa duecento opere tra dipinti, disegni, modelli di scenografie, provenienti da collezioni pubbliche e private di tutto il mondo, tra cui ricordiamo il Musée du Louvre, il Musée d’Orsay, la Kunsthaus di Zurigo, il British Museum e il Victoria and Albert di Londra, il Metropolitan Museum di New York.

Sono circa duecento le opere in mostra, tra dipinti, disegni, scenografie, provenienti da importanti collezioni pubbliche e private di tutto il mondo, quali il Musée du Louvre, il Musée d’Orsay, la Kunsthaus di Zurigo, il British Museum e il Victoria and Albert di Londra, il Metropolitan Museum di New York.

fino al 23 maggio 2010
Mart: Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto
Corso Bettini 43, 38068 Rovereto (TN) -
Numero verde 800 397760

Orari: mar-dom 10-18
ven 10-21
lun chiuso.

Prezzi: Intero €10, ridotto €7, famiglie €20.