martedì 31 agosto 2010

Problemi di comunicazione? Niente paura c'è Facebook


Con questa vignetta chiudo il periodo vacanziero!
Basta con l'umorismo: da domani si comincia con il lavoro!!! sigh...purtroppo...

venerdì 27 agosto 2010

Notte bianca a San Siro

Luci a San Siro per la notte bianca dello stadio.
Il 3 settembre i cancelli rimarranno aperti per gli appassionati e i tifosi fino a notte fonda. Sarà possibile visitare gli angoli più nascosti e solitamente non accessibili del Meazza come gli spogliatoi di Milan e Inter, ma anche raggiungere posizioni privilegiate per ammirare dall'alto la città illuminata.








3 settembre 2010

Milano - Stadio Giuseppe Meazza
Stadio San Siro
via dei Piccolomini , 5
20151 Milano

ingresso libero

Campionato del mondo di canoa

Le acque dell’Idroscalo ospitano i Campionati del Mondo Senior e Under 21 di Canoa Polo, evento internazionale con la squadra italiana vicecampione del mondo in carica. La competizione conta l’adesione di ben 60 Paesi con oltre 2000 atleti partecipanti in rappresentanza di tutti i continenti.
Cos'è la Canoa Polo? Le squadre sono composte da otto giocatori ciascuna, i polisti giocano a bordo di kayak, la pagaia serve da propulsore del kayak, ma anche per tirare la palla, che comunque viene giocata essenzialmente a mano.


dal 1 settembre al 5 settembre 2010

Idroscalo
via Rivoltana, 64
20090 Segrate (MI)

ingresso libero
telefono: 02 70200902




giovedì 26 agosto 2010

La sequenza di Fausto Melotti


La monumentale scultura "La Sequenza di Fausto Melotti" (1901-1986), artista milanese di fama internazionale, dopo un attento restauro svolto sotto la supervisione dall’archivio Fausto Melotti e con la magistrale consulenza di Arnaldo Pomodoro, verrà resa nuovamente fruibile al pubblico ed esposta nell’area giardino realizzata all’ingresso dell’HangarBicocca.


fino al 26 settembre 2010
Milano - Hangar Bicocca
via Chiese (traversa di Viale Sarca)
20126 Milano

ingresso: libero

orario apertura: 11.00-19.00; giovedì 14.30-22.00
chiuso il: lunedì;
chiuso dal 2 agosto al 6 settembre 2010

domenica 22 agosto 2010

Salvador Dalì "Il sogno si avvicina"










Il genio visionario di Salvador Dalì è protagonista della stagione espositiva 2010 di Palazzo Reale. La mostra indaga il rapporto del grande artista spagnolo con il paesaggio, il sogno e il desiderio.
Per la sua realizzazione, fondamentali la collaborazione con la Fondazione Gala-Salvador Dalí di Figueras e i prestiti dal Reina Sofia di Madrid e altre istituzioni museali.


dal 22/09/2010 al 30/01/2011
Palazzo Reale - Museo
Piazza Duomo, 12
20121 Milano

Orario:
Lunedì dalle ore 14.30 alle 19.30;
da martedì a domenica dalle ore 9.30 alle 19.30;
giovedì aperto sino alle ore 22.30.
La biglietteria chiude un'ora prima

mercoledì 18 agosto 2010

chattare...



Giardini Pubblici Indro Montanelli ex Giardini Pubblici di Porta Venezia - Zona 1 di Milano




Superficie: 172.000 m2
Anno di realizzazione: 1784 – 1862 – 1881
Progettisti: Giuseppe Piermarini (1784); Giuseppe Balzaretto (1862); Emilio Alemagna (1881)
Restauro: 1958 e 2002 Ufficio Tecnico Comune di Milano

Realizzati alla fine del ‘700 con impianto “alla francese”, sono il primo parco cittadino progettato per un uso pubblico; nella disposizione attuale i Giardini Pubblici si estendono tra Corso Venezia, i Bastioni di Porta Venezia, via Manin e via Palestro.

Storia e Architettura:
Tra il 1782 e il 1786 furono realizzati i giardini su progetto dell’Arch. Piermarini su un’area che apparteneva ai Monasteri di San Dionigi e delle Carcanine, soppressi sotto il dominio asburgico della città. Il progetto è ispirato dai principi illuministi di razionalizzazione dello spazio e realizza
un impianto tipicamente “alla francese”, rilevabile nel gusto geometrico delle aiuole e nell’inquadramento prospettico dei viali alberati. Nel 1787-88 viene disegnato il progetto dei “Boschetti”, l’attuale via Marina, con due serie di allineamenti di cinque file di alberi (tigli, olmi e ippocastani). Al progetto del Piermarini risalgono la gradinata che collega i giardini ai Bastioni, le cancellate intercalate da vasi neoclassici, l’area gioco del pallone dove oggi sorge il Planetario e il Monte Merlo. Nel 1862 vennero inaugurati i Nuovi Giardini pubblici frutto dell’intervento progettuale dell’Arch. Balzaretto che integrò lo spazio con il Palazzo Dugnani, realizzando sul lato sud un giardino di stile paesaggistico e sul lato nord un giardino pittoresco con un sistema di rocce artificiali per sfruttare il dislivello esistente arricchito da giochi d’acqua e progettando sul Monte Merlo il Padiglione del caffè, trasformato in scuola materna dopo la ristrutturazione del 1920. L’ultimo intervento progettuale è quello dell’Arch. Alemagna che risale alla fine dell’Ottocento e che fu necessario per restaurare il parco a seguito delle grandi esposizioni che vi si tennero nel decennio 1871-1881. Tra gli interventi più significativi si segnalano il grande ampliamento del
laghetto, la sostituzione della scalinata del Piermarini con una doppia rampa di scale che sale fino ai Bastioni racchiudendo una cascata d’acqua al suo interno e la modifica del fosso – tipico “ha-ha” del giardino “all’inglese” – disegnato dal Balzaretto come barriera tra la Villa Reale, via Palestro e il giardino. Tra il 1890 e il 1915 vengono posizionate delle statue, viene modificato il limite occidentale e orientale con l’inclusione del Museo Civico di Storia Naturale, dello zoo (smantellato poi negli anni ‘80) e del Planetario. Nel 2002 i Giardini pubblici vengono rinominati in onore dello scomparso giornalista Indro Montanelli (1909-2001).

Musei e beni architettonici:
Il parco include alcuni edifici significativi: Palazzo Dugnani, realizzato nel 1600 e modificato e restaurato nel 1700, di proprietà del Comune dalla fine del 1800; il Museo Civico di Storia Naturale, progettato nel 1892 da Giovanni Ceruti; il Planetario Ulrico Hoepli, progettato dall’architetto Pietro Portaluppi nel 1929. Tra le statue si segnala la scultura che ritrae Indro Montanelli, realizzata nel 2002 dallo scultore Vito Tongiani.

Flora:
Tra le specie arboree: abete (Abies spp), aceri (Acer campestre, A. negundo, A. platanoides, A. pseudoplatanus), bagolaro (Celtis australis), cedro (Cedrus spp), falsi gelsi (Broussonetia papyrifera ‘Vent’), faggio (Fagus sylvatica), ginkgo (Ginkgo biloba), koleuteria (Koelreuteria paniculata), liquidambar (Liquidambar styraciflua), ippocastani (Aesculus hippocastanum), olmo (Ulmus spp), abeti (Picea pungens e pungens ‘Glauca’), quercia rossa (Quercus rubra), sofora (Sophora japonica), tiglio (Tilia americana e platyphyllos),zelcova (Zelkova carpinifolia); molte macchie arbustive, tra cui calicanto (Chimonanthus praecox), ortensia (Hydrangea spp), spirea (Spiraea spp), forsizia (Forsythia spp).

Fauna:
diverse famiglie di palmipedi nel laghetto.

Acqua e dintorni:
laghetto, progettato da Balzaretto e ampliato da Alemagna; davanti a Palazzo Dugnani una vasca d’acqua con fontana.


Fonte: Guida 50+ parchi giardini

domenica 15 agosto 2010

venerdì 13 agosto 2010

Indossare il nero smagrisce...


Parco Sempione - zona 1 di Milano




Superficie: 386.000 m2
Anno di realizzazione: 1893
Progettista: Emilio Alemagna
Restauro: 2003, Ufficio Tecnico Comune di Milano

È un parco di stile romantico “all’inglese”, tutto recintato, che contiene una ricca collezione arborea e arbustiva, numerosi spazi ricreativi e di svago per bambini e adulti. Lungo i suoi margini si trovano importanti edifici storici e istituzioni milanesi, come il Castello Sforzesco e i suoi musei, l’Arena Civica, l’Arco della Pace, la Triennale di Milano e l’Acquario Civico.

Storia e Architettura:
Rappresenta il secondo parco costruito a Milano e deve il proprio nome al fatto di essere posto lungo la direttrice che dal Duomo porta, attraverso l’Arco della Pace, al Passo del Sempione. Posto sul luogo dell’antica Piazza d’armi, fu realizzato a partire dal 1890 dall’Arch. Alemagna con un impianto irregolare studiato per contrapporsi alla struttura regolare del contesto urbano. Già all’epoca della sua realizzazione diventa sede di iniziative pubbliche, come l’Esposizione Internazionale del 1906 di cui resta, come testimonianza, il padiglione dell’Acquario civico in stile Liberty, opera dell’Arch. Locati, restaurato nel 2006. L’idea progettuale di Alemagna fu quella di un grande parco all’inglese, composto da corsi d’acqua, sentieri, brevi alture, come la collina del Monte Tordo, con un magnifico gioco prospettico tra il Castello e l’Arco della Pace. Nel 1973 furono collocate nel parco le opere “Storia della Terra” di A. Paradiso, “Accumulazione musicale” di Arman e i “Bagni misteriosi” di Giorgio De Chirico. Nel 1957 fu ideato un progetto di risistemazione dell’area a cura dell’Arch.Vittoriano Viganò e del paesaggista Pietro Porcinai. Nel 2003 si è concluso l’importante restauro iniziato nel 1996 grazie al quale si è completata la recinzione e si è aumentata la superficie protetta da 167.000 a 386.000 m2. Sul piano botanico sono state messe a dimora molte specie arbustive e tappezzanti in uso al momento della costruzione del parco.

Musei e beni architettonici:
Oltre al Palazzo dell’Arte, si trovano il padiglione dell’Acquario Civico, dell’Arch. Sebastiano Locati, la Torre del Parco o Torre Littoria, realizzata da Giò Ponti nel 1932. Degno di nota è anche il padiglione per la X Triennale del 1954, oggi Biblioteca del Parco, opera degli architetti Silvio Longhi e Ico Parisi e dall’Ing. Luigi Antonietti. Tra le sculture si segnalano il monumento equestre di Napoleone III dello scultore Francesco Barzaghi e le opere “Storia della Terra” di Antonio Paradiso, “Accumulazione musicale” di Arman (Armand Pierre Fernandez), i “Bagni misteriosi” di Giorgio De Chirico e il Ponte delle Sirenette di Francesco Tettamanzi.

Flora:
Tra le specie arboree, agrifoglio (Ilex aquifolium), catalpa (Catalpa bignonioides), cedro dell’Atlante (Cedrus atlantica), cedro dell’Himalaya (C. deodara) e della California (Calocedrus decurrens), faggi (Fagus sylvatica ‘Aspelinifolia’,F. ‘Pendula’, F. ‘Purpurea’), liquidambar (Liquidambar styraciflua), pini (Pinus wallichiana e P. strobus), ginkgo (Ginkgo biloba), ippocastano (Aesculus hippocastanum), noce nero (Juglans nigra), noce del Caucaso (Pterocarya fraxinifolia), pioppo cipressino (Populus nigra ‘Italica’), pioppo canadese (Populus x canadensis), leccio (Quercus ilex), magnolia (Magnolia grandiflora), ontano nero (Alnus glutinosa), paulonia
(Paulownia tomentosa), sofora (Sophora japonica). Bei gruppi di querce rosse (Quercus rubra), tassi (Taxus baccata), tigli (Tilia americana e platyphyllos) e di cipressi calvi (Taxodium distichum). Un’interessante scelta di aceri (Acer negundo,A. campestre, A. pseudoplatanus, A. platanoides e A. saccharinum).Tra le specie arbustive, collezioni di cornus (Cornus alba, C. controversa, C. florida, C. kousa, C. nuttalii e sanguinea), osmanti (Osmanthus spp), viburni (Viburnum x bodnantense,V. carlesi,V. davidii,V. opulus,V. plicatum,V. x pragense,V. x rhytidophylloides,V. tinus), ortensie (Hydrangea arborescens, H. macrophylla, H. paniculata e villosa), camelie, rododendri, azalee e rose antiche; esemplari di arancio trifogliato (Poncirus trifoliata) e di arbusti a fioritura invernale sarcococca (Sarcococca confusa), amamelide (Hamamelis mollis e virginiana), loropetalum
(Loropetalum chinense), maonia (Mahonia japonica), camelia (Camellia sasanqua), calicanto (Chimonanthus praecox). Tra le erbacee perenni, canapa acquatica (Eupatorium cannabinum),
hosta (Hosta plantaginea), lysimachia (Lysimachia punctata), potentilla (Potentilla fruticosa), iris (Iris spp).

Fauna:
anatre nel laghetto.

Acqua e dintorni:
laghetto recintato, con il ponte in ghisa delle “Sirenette” e fontana “dell’acqua marcia”.


Fonte: Guida 50+ parchi giardini

giovedì 12 agosto 2010

Solo un bicchiere di vino a pasto...


CASA SAVOIA e l’unità d’ITALIA











In occasione delle celebrazioni per i 150 anni della Provincia, una mostra che vede esposti, per la prima volta, pezzi di assoluta rarità come un breviario in oro della Regina Margherita, l’orologio da tasca di Re Umberto I.
Verranno inoltre esposti i famosi monogrammi di diamanti della Regina Margherita e della Regina Elena,
tra i pezzi più pregiati spiccano il Manto di Corte e un abito in seta e ricami della Regina Margherita.
Molti inoltre sono i documenti storici legati ai passi salienti del Risorgimento di Milano.



"Mostra promossa dalla Provincia di Milano/Assessorato alla Cultura, Associazione Principe di Venezia e Comitato per il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia con il contributo della Regione Lombardia e il patrocinio di Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Real Casa di Savoia".


Spazio Oberdan, Viale Vittorio Veneto 2, Milano
fino a domenica 12 settembre 2010

Orario: 10-19,30
Martedì e giovedì fino alle 22,00
Chiuso il lunedì

Ingresso:
intero 4 €
ridotto 2,50 €
libero il primo martedì di ogni mese

info:
tel. 02 77406300 - 02 77406302
www.provincia.milano.it/cultura

catalogo Electa

mercoledì 11 agosto 2010

GIACOMO FAVRETTO (1849 - 1887) Venezia, fascino e seduzione


Il veneziano Giacomo Favretto (1849-1887) è uno dei più importanti maestri dell’Ottocento italiano, per la qualità della pittura, l’originalità del percorso, le contiguità con l’opera di altri artisti a lui vicini o contemporanei.
Vero “innovatore“ della scuola veneziana della seconda metà del secolo, recupera, aggiornandoli, gli aspetti peculiari della grande tradizione veneta - da Longhi a Tiepolo - abbandonati nella prima metà dell’Ottocento a favore della pittura di storia e di quella di paesaggio.
Favretto sarà un pittore di enorme successo nella sua breve, intensa carriera. Scomparirà prematuramente nel 1887 lasciando sul cavalletto, incompiuto, quel Liston moderno che avrebbe forse potuto rappresentare una possibile declinazione veneziana delle più moderne tendenze internazionali: ma la Biennale nascerà a Venezia solo nel 1895.

È, questa, la prima mostra a lui dedicata ai nostri tempi. Coprodotta con il Chiostro del Bramante di Roma, approda doverosamente a Venezia, in una versione ricca e aggiornata con straordinari inediti.
Circa ottanta le opere esposte. Di Favretto si copre l’intero arco della produzione artistica, presentando, tra l’altro, capolavori già appartenuti alle raccolte del Re d’Italia e notevoli opere sconosciute al grande pubblico, provenienti da Musei o collezioni private; ma, con particolare attenzione, la mostra si sofferma anche su relazioni e confronti tra Favretto e altri protagonisti della pittura veneta coeva, tra cui Ettore Tito, Alessandro Milesi, Guglielmo Ciardi, Luigi Nono….

Mostra e catalogo (Silvana Editoriale) a cura di Paolo Serafini, con introduzione di Giandomenico Romanelli e saggi di Giorgio Busetto, Eszter Csillag, Carlos González López, Paul Nicholls, Elisabetta Palminteri Matteucci, Paolo Serafini. Completano il comitato scientifico Silvia Bordini e Orietta Rossi Pinelli.

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La mostra ripercorre tutte le tappe della vicenda artistica di Favretto: dagli esordi all’Accademia di Belle Arti di Venezia (in mostra l’originalità della sua visione emerge anche dal confronto con i suoi maestri dell’epoca, da Pompeo Marino Molmenti a Michelangelo Grigoletti), ai successi a Brera, fino alla partecipazione all’Esposizione Universale di Parigi (1878) da cui torna con nuove ispirazioni e suggestioni tecniche. L’esposizione prosegue poi con le composizioni degli anni Ottanta, che riscuotono un vastissimo consenso di critica e di pubblico. Da un lato l’acuta osservazione del vero, di una quotidianità della vita veneziana rappresentata a livelli altissimi, non senza tocchi di ironia (da cui il rimando agli esiti dei grandi interpreti del passato, da Longhi a Tiepolo), dall’altro l’adesione alla moda e al gusto dei suoi tempi, con la ripresa del filone in costume settecentesco. I dipinti degli anni ‘80 segnano la maturità della carriera artistica di Favretto e la mostra li documenta con dovizia; tra questi, opere provenienti da grandi musei italiani e stranieri, tra cui Susanna e i due vecchi in prestito dalla Galleria Nazionale di Budapest, che per la prima volta arriva in Italia e lo straordinario Lavandaie della collezione Katalinic, mai esposto prima.
Nel 1887 partecipa all’Esposizione Nazionale di Venezia, durante la quale muore. L’ultimo dei suoi capolavori, Liston moderno, opera acquistata dal Re e oggi in collezione privata, “chiude” la mostra.
L’”eredità” di Favretto, documentata dalla persistenza di una fortissima richiesta di dipinti di genere sulla scia delle sue composizioni è esemplificata in mostra dai dipinti di autori diversi che esplicitamente ne richiamano temi e modi e alimentano il gusto collezionistico dell'epoca.


dal 31 luglio 2010 al 21 novembre 2010
Museo Correr
Piazza San Marco, Venezia

call center 848082000 (dall’Italia)
+3904142730892 (dall’estero)

info: info@fmcvenezia.it
http://www.museiciviciveneziani.it/frame.asp?pid=1608&musid=9&sezione=musei

WOMEN IN ART 2010 - Festival del femminile nell'arte


Dal 26 agosto al 26 settembre 2010 la seconda edizione di un festival dove le protagoniste sono le donne nella loro dimensione creativa, ricettiva e spirituale.
Dieci eventi negli scenari più suggestivi di Sesto e Bresso con proiezioni, concerti e mostre, spettacoli ed eventi per rappresentare un viaggio nell'universo femminile.

Quando l'arte è donna
Un occasione per conoscere artiste donne, opere ispirate a figure femminili e un microfono su questioni di attualità in cui le donne sono coinvolte.

Tra gli eventi in programma:

- il cinema di Alejandro Amenabar e il suo Agora, dedicato alla filosofa Ipaza.
- Un incontro con Antonella Garavaglia e il suo ultimo libro Percorsi di Rime
- Femminilia, collettiva d'arte al femminile.
- spettacoli di teatro e danza presentati da Nuova Scena Antica, Teatro Periferico, Favola di Mattoni, Teatro del Contagio
- musica e poesia in omaggio ad Alfonsina Storni
- il seminario Il Cammino della Dea, un imperdibile percorso attraverso gli archetipi del femminile.

dal 26/08/2010 al 26/09/2010
info:
tel. 36574342/45
http://www.sestosg.net/




AGORÀ
Festival del femminile nell'arte: cinema!
il 26/08/2010
Cortile Villa Visconti d’Aragona, via Dante 6, Sesto San Giovanni
Costo: 5 euro


PERCORSI DI RIME
Festival del femminile nell'arte: le donne in letteratura, incontro con Antonella Garavaglia.
il 04/09/2010
cortile Villa Visconti d’Aragona, via Dante 6, Sesto San Giovanni
Costo: Gratuito


MUSICA E POESIA NEL REAME DEI SENSI
Festival del femminile nell'arte: concerto recital!
il 10/09/2010
Civica Scuola di Musica G. Donizetti, piazza Oldrini 120, Sesto San Giovanni
Costo: 5 euro


FEMMINILIA
Festival del femminile nell'arte: mostra di arte visiva.
dal 11/09/2010 al 19/09/2010
Spazio BressoCultura (ex-ghiacciaia), piazzetta di via Cavour, Bresso
Costo: Gratuito


QUATTRO
Festival del femminile nell'arte: spettacolo teatrale di e con Daniela Bestetti!
il 17/09/2010
Centro Civico S. Pertini, via Bologna 38, Bresso
Costo: 5 euro


GIULIETTA
Festival del femminile nell'arte: spettacolo teatrale!
il 18/09/2010
Centro Civico S. Pertini, via Bologna 38, Bresso
Costo: 5 euro


ALCINA
Festival del femminile nell'arte: spettacolo teatrale!
il 19/09/2010
Teatrino del Parco Nord Milano, via Clerici 150, Sesto San Giovanni
Costo: Ingresso 5 euro Prenotazioni 335 6939694 - 333 7573396


ELETTRA
Festival del femminile nell'arte: spettacolo teatrale!
il 19/09/2010
Centro Civico S. Pertini via Bologna 38 Bresso (MI)
Costo: 5 euro


PORTE APERTE
Festival del femminile nell'arte: prova dei trattamenti olistici proposti dall'Associazione Camminando.
il 25/09/2010
Open space Camminando, via Moroni 8, Sesto San Giovanni
Costo: Gratuito


IL CAMMINO DELLA DEA
Festival del femminile nell'arte: seminario sull'universo femminile ispirato al best seller "Le dee dentro la donna"!
il 26/09/2010
Open space Camminando, via Moroni 8, Sesto San Giovanni
Costo: Gratuito

Rainieri omaggia Giuseppe Verdi


Dieci rappresentazioni pittoriche delle più importanti opere Verdiane. L'esposizione avrà luogo a San Secondo Parmense nella Sala delle Scuderie della Rocca dei Rossi dal 22 al 31 agosto 2010.
Il pittore ricuce il passato al presente ispirandosi ad uno dei più grando artisti del nostro tempo. Simbolismi, Giochi di luce, colori, personaggi, scaturiscono dal pennello con tavole a grandezza naturale per trasportarci nella storia e nell'arte di un territorio fortemente condizionato dalle opere e dal personaggio di Giuseppe Verdi.

Con il patrocinio regionale dal 2010 incomincerà il tour che toccherà le citta di: San Marino, Lussemburgo, Montecarlo, Andorra, San Pietroburgo per spostarsi e approdare nel 2011 in America latina, ritornare nella citta di Parma nel 2013 in occasione dell'evento bicentenario Verdiano con la rappresentazione pittorica clou di tutte e ventisette le opere che il grande maestro ci ha lasciato a ricordo di un grande passato tutto Parmigiano. Proc. Artistico - Juan Saravi

da domenica 22 agosto 2010 a martedì 31 agosto 2010
Rocca dei Rossi di San Secondo
Piazza Mazzini, 12 - 43017 San Secondo (Parma)
tel. 0521 873214 - 0521 872147
fax. 0521 872147

Una visita a Palazzo Isimbardi - Milano


Storia del Palazzo Isimbardi

Le prime tracce di questa dimora nobiliare risalgono all'epoca sforzesca: era questa una modesta villa di campagna, essendo posta fuori le mura, nella zona verde per eccellenza di Milano.
La parte più antica del palazzo ancora presenta residui di questa tradizione rinascimentale: si tratta del tratto prospiciente il giardino.
La famiglia che ne prese possesso nel 1552, i facoltosi Taverna, la ampliarono e l'arricchirono in senso di dimora di delizie. Il cortile quadrato ornato da un pozzo, venne cinto da un loggiato; le ali del fabbricato destinate alla nobiltà ed alla servitù vennero erette ai lati del corpo centrale.
Pare che a Palazzo Isimbardi Gian Paolo Osio, colui che nel Seicento aveva avuto una relazione con Virginia di Leyra, la Monaca di Monza, chiese quivi asilo, data la posizione appartata della residenza, ma ne ricevette solo una sorte infelice: fu infatti tramortito a bastonate e murato nelle cantine.
Nel '700 il Palazzo fu ampiamente rimaneggiato, passando di mano più volte alle Famiglie Lambertenghi (dal 1731) e Isimbardi (dal 1775). Quest'ultima Casata, originaria del pavese, ricercava la possibilità di insediarsi nel bel mondo milanese, e questo Palazzo divenne ben presto il loro status symbol. Furono commissionate opere d'arte a maestri dell'epoca, per ornarne le sale, lavori che celebravano la Casata e le sue ascendenze illustri.
Gli Isimbardi si imposero sulla scena milanese anche come mecenati delle scienze, rendendo il palazzo un vero e proprio centro di studi e sede di esposizioni a tema.
Nell'800 il giardino venne adattato secondo gli stilemi all'inglese, dotandosi anche di una grotta e di una collinetta artificiale.
Il cortile d'onore venne altresì modificato sostanzialmente: il pozzo fu eliminato ed attraverso una pavimentazione rialzata venne creato un piano inclinato che collegava in una spianata il Palazzo con la strada antistante ed il giardino.
Nel 1918, nuova cessione, alla Famiglia di industriali di Gian Franco Tosi: la ricca borghesia subentrò al patriziato e lo stile del Palazzo venne ulteriormente revisionato.
Nel 1930 poi, la Provincia si insediò in quest'edificio: la scelta fu quella di riportarlo all'aspetto originario, attraverso un attento resturo, affidato all'architetto Ferdinando Reggiori.
Il genio milanese Giovanni Muzio realizzò un nuovo edificio, giustapposto al vecchio, che venne inaugurato nel 1942: si trattava di una costruzione che presentava tutti le caratteristiche dell'edificio di potere, secondo la tradizione storica, la torre, i colonnati, le sculture, incarnando la funzione che svolgeva in modo esemplare.
Ma i bombardamenti del secondo conflitto mondiale segnarono pesantemente Palazzo Isimbardi: parte delle costruzioni e tutte le vetrate furono distrutte. Reggiori di nuovo si incaricò del recupero dei fabbricati, operazione che si protrasse necessariamente fino al 1953.

Per le visite:

Gruppi organizzati
è possibile prenotare e cooncordare giorno e orario di visita rivolgendosi direttamente a
Provincia di Milano
Settore comunicazione
Via Vivaio, 1 20122 Milano
tel. 02 77402895
visite_palazzo@provincia.milano.it


Singoli visitatori
rivolgersi allo IAT
(Informazioni e Accoglienza Turistica) che organizza le visite il primo venerdì (ore 10,00) e il terzo mercoledì (ore 18,00) di ogni mese
IAT, Piazza Duomo 19/A, 20121 Milano
tel. 02 77404343

lunedì 9 agosto 2010

Napoleone e l'Impero della Moda

Alla Triennale di Milano è in corso la mostra "Napoleone e l’Impero della moda", una visione a 360° gradi dell’eta Napoleonica attraverso i costumi dell’epoca. Per la prima volta, a partire da questo periodo, la moda è riconosciuta come strumento di potere, nascono le prime fashion victim e la stampa specializzata, si pongono le basi dell’industria moderna come oggi noi la conosciamo.

Fino al 12 settembre 2010 sarà messo in scena un viaggio nella quotidianità dell’epoca: dai differenti modi di vestire nell’arco dei giorni e delle stagioni, ai matrimoni, alla maternità, alla nascita e alla morte.

Questa mostra racconta la storia del periodo Napoleonico attraverso i suoi costumi e svela un aspetto inedito del condottiero Napoleone che ha usato la moda come strumento di potere.
Proprio nel periodo Napoleonico nasce infatti la “passione moda” dove si propongono gli stessi meccanismi e si dà il via ai riti che ritroviamo ancora oggi. Dalla potenza dei sarti alla scelta del parrucchiere, in un sentiero di vetrine, quelle dei negozi e quelle su stampa: è la nascita di quella specializzata, un insieme pronto a creare le prime Fashion Victim della storia

Un totale di 51 capi che rappresentano la quotidianità e le trasformazioni sociali generate dallo sviluppo industriale e commerciale, conseguenza del nuovo ordine politico in Europa e nelle colonie. Trasformazioni che hanno lasciato una larga impronta nel mondo, ancora visibile oggi.
Si comincia con il Direttorio, sensuale e stravagante; sobri e rispettabili invece, i costumi della Restaurazione borbonica, a cui si giunge muovendosi tra le sale, fino a sfiorare il puritano pudore vittoriano. La radicale trasformazione della moda maschile, al passo con quella femminile, virile e democratica; la figura del militare, onnipresente in questo periodo. Infine, un’ampia raccolta di stampe, immagini e oggetti del periodo e un archivio storico di Costume Parisien, la prima rivista di moda della storia, completano e contribuiscono a spiegare questo viaggio nella storia, illuminandoci, non senza un pizzico di ironia, sulle radici del fashion system di oggi.

Artefice di questa trasformazione Napoleone Bonaparte, che per primo ha capito come usare la moda come strumento di potere.

Triennale di Milano
Orario: 10.30 - 20.30, chiuso il lunedì - Giovedì e venerdì 10.30 - 23.00
Ingresso: 8 € - 6.5 € - 5.5 € - 5.5 €


Centralino
Franco Romeo
Tel 02 724341

Biglietteria
Tel 02 72434208
biglietteria@triennale.org

Biblioteca del Progetto
Fax 02 72434260

domenica 8 agosto 2010

Robbie Williams ha sposato Ayda Field

La pop star britannica Robbie Williams sembra aver deciso di appendere al chiodo i panni dello scapolo incallito. Stando infatti a quanto riportato da diversi media del Regno Unito, l'ex Take That avrebbe sposatoi, presso la sua villa di Beverly Hills, l'attrice e modella americana Ayda Field. Alla cerimonia sarebbero stati invitati solo 75 tra parenti e amici. Il tentativo di tenere segreto l'avvenimento è però naufragato a causa di un paparazzo, che ha poi fornito le fotografie al domenicale News of the Worlds.
"Le immagini - ha detto il reporter James Desborough - mostrano una bellissima Ayda camminare verso un altare creato nel giardino posteriore della villa".
Secondo il domenicale britannico Robbie ha persino smesso di fumare come regalo di matrimonio - mossa che farebbe pensare all'arrivo di un bebé. Il fatidico sì è arrivato dopo tre anni di relazione. "Prima d'incontrare Ayda - ha raccontato tempo fa Williams - pensavo che sarei rimasto single per sempre. Poi qualcosa è cambiato: é una persona magnifica e sono innamorato".


Fonte: Ansa.it

venerdì 6 agosto 2010

Leonardo, la politica e le allegorie

Leonardo, la politica e le allegorie: è il titolo della quarta esposizione dei fogli del Codice Atlantico, che racconta il pensiero politico di Leonardo.
Si tratta di una panoramica ragionata ed esaustiva da cui emerge un Leonardo cosmopolita e tutt’altro che estraneo alle vicende contemporanee.
Al di là di ogni appartenenza ideologica del Maestro, emergono i tratti di un pensiero che – erede delle riscoperte dell’Umanesimo italiano – mette significativamente al centro del discorso antropologico e politico anche il valore irrinunciabile della libertà, intesa come «dono principal di natura».

Presso la Sacrestia del Bramante:
Martedì–Domenica, ore 8.30 – 19.00

In Ambrosiana:
Martedì–Domenica, ore 9.00 – 19.00
VENERANDA BIBLIOTECA AMBROSIANA
Piazza Pio XI, 2
20123 Milano, Italy
http://www.ambrosiana.eu/jsp/index.jsp



Il Codice Atlantico, la più ampia e stupefacente collezione di scritti e disegni di Leonardo da Vinci (Vinci, 15 aprile 1452 - Amboise, 2 maggio 1519), fu allestito nel tardo Cinquecento dallo scultore Pompeo Leoni (1533-1608).
Egli acquistò queste carte dalla famiglia lombarda dei Melzi, i quali, indifferenti alla preziosità dei materiali di Leonardo, li dispersero tra affaristi e raccoglitori casuali.
Il Codice Atlantico abbraccia dunque l'intera vita intellettuale dell'artista, per un periodo di oltre quarant’anni, dal 1478 al 1519.
In esso si trovano i contributi di questo homo sanza lettere dedicati alla meccanica, alla matematica, all’astronomia, alla botanica, alla geografia, alla anatomia e alla fisica: i primi studi per il rinnovamento urbanistico di Milano, il tardo progetto di un nuovo palazzo Medici a Firenze, schizzi e bozzetti per opere artistiche, come l’Adorazione dei Magi, la Leda, la Battaglia di Anghiari, e persino l’ideazione di automi.
Dopo un storia avventurosa e tormentata, dall’ultimo restauro avvenuto nel 1968 ad opera del laboratorio di Grottaferrata, il Codice Atlantico riposa nella Sala del Tesoro della Biblioteca Ambrosiana. Il progetto in via di esecuzione in questi giorni sta nella sfascicolatura dei 12 volumi in cui era stato raccolto durante quell'ultimo restauro degli anni 1968-1972, così da poterlo più facilmente esporre al pubblico.
Al momento sono consultabili online 400 fogli, tra i più famosi di questo magnifico cimelio. Ogni foglio è corredato da un titolo e da una breve descrizione estratta dalle trascrizioni di Augusto Marinoni (Leonardo, da Vinci, 1452-1519. Il Codice Atlantico della Biblioteca Ambrosiana di Milano, trascrizione diplomatica e critica di Augusto Marinoni, Giunti-Barbera, Firenze 1975, 12 volumi).
Il Codice Atlantico può essere sfogliato sequenzialmente oppure è possibile eseguire una ricerca in base ai seguenti elementi: numero del foglio, titolo, parole chiave o su testo libero. Le immagini sono riprodotte in modo che la scrittura risulti sempre disposta orizzontalmente; il formato è ridotto rispetto all’originale, ma il piccolo schizzo in alto a sinistra mostra le proporzioni tra il foglio originale utilizzato da Leonardo e la montatura dovuta al restauro.

Per sfogliare il codice atlantico clicca sull'immagine del codice stesso.

Calici sotto le stelle

Il vino e le stelle il 10 agosto 2010

Ritorna anche quest’anno l’appuntamento estivo ideato dal Movimento Turismo del Vino che, inneggiando a Bacco, in una delle notti più suggestive dell’anno, offre la possibilità di godersi “la pioggia di lacrime di San Lorenzo” in compagnia di un vino di qualità.
Nella suggestiva atmosfera dei Navigli di Milano gli enoturisti appassionati del buon bere, potranno degustare i migliori vini delle cantine di Lombardia, Canton Ticino e Liguria abbinati ai prodotti tipici di qualità, le note di un eccezionale jazz.
Sarà il dehors anzistante il Bellariva Restaurant, in Alzaia Naviglio Grande 36, il palcoscenico
di questo Calice di Stelle 2010.
Un’occasione unica per conoscere il meglio della produzione enologica lombarda.
In degustazione da nord a sud saranno presenti i vini di’aziende valtellinesi, della Valcalepio, delle aziende franciacortine per proseguire verso il lago di Garga, la Lugana e le Colline Moreniche Mantovane.
Questo viaggio si concluderà passando per l’Oltrepò Pavese e con il vino di casa, cioè quello prodotto nella Collina di Milano cioè di San Colombano.
Abbinamenti enogastronomici proposti dai Consorzi del provolone Valpadana, Taleggio e Quartirolo e dal parco Agricolo Sud Milano renderanno questa notte particolarmente gustosa ed accattivante.

mercoledì 4 agosto 2010

I Mercenari - The Expendables


Trama del film:
Barney Ross (Sylvester Stallone) è un uomo che non ha niente da perdere, non prova emozioni né sente paura, è un leader e uno stratega che vive ai margini della società. Le uniche cose a cui è legato sono un camioncino, un idrovolante e la squadra di mercenari moderni composta da Lee Christmas (Jason Statham), Yin Yang (Jet Li), Hale Caesar (Terry Crews), Toll Road (Randy Couture) e Gunnar Jensen (Dolph Lundgren). Quando a Barney viene offerto un lavoro, nessun'altro oltre a lui e ai suoi soldati potrebbe portarlo a termine: porre fine alla dittatura del sanguinario generale Gaza sull'isoletta di Vilena.

USCITA nei CINEMA: 01/09/2010

REGIA: Sylvester Stallone

SCENEGGIATURA: Sylvester Stallone, David Callaham

ATTORI: Sylvester Stallone, Mickey Rourke, Jason Statham, Dolph Lundgren, Jet Li, Randy Couture, David Zayas, Terry Crews, Steve Austin, Charisma Carpenter, Eric Roberts, Brittany Murphy, Arnold Schwarzenegger, Bruce Willis.

FOTOGRAFIA: Jeffrey L. Kimball

MONTAGGIO: Ken Blackwell, Paul Harb

MUSICHE: Brian Tyler

PRODUZIONE: Millennium Films, Nu Image Films, O2B Films, Rogue Marble

DISTRIBUZIONE: 01 Distribution

PAESE: USA 2010

GENERE: Azione, Thriller, Avventura

martedì 3 agosto 2010

Il Chiarismo Lombardo e De rocchi a Palazzo Reale




Fino al 5 settembre 2010 è aperta a Palazzo Reale la mostra “Il Chiarismo. Omaggio a De Rocchi – Luce e colore a Milano negli anni Trenta”, promossa dal Comune in collaborazione con la Camera di Commercio di Milano.

La mostra, curata da Elena Pontiggia, ospita centodieci opere e si divide in due parti: la prima esamina il chiarismo; la seconda un protagonista del movimento, Francesco De Rocchi (Saronno 1902 - Milano 1978) e rappresenta la più grande antologica mai dedicata all’artista.

Il termine chiarismo, coniato nel 1935 da Leonardo Borgese, si riferisce ad alcuni giovani - Angelo Del Bon, Francesco De Rocchi, Cristoforo De Amicis, Umberto Lilloni, Adriano Spilimbergo, Renato Vernizzi, Goliardo Padova, Oreste Marini e altri - che nei primi anni Trenta, a contatto con il critico Edoardo Persico, lavoravano a una pittura dai colori chiari e dal segno leggero e intriso di luce, che oltrepassa il chiaroscuro del Novecento in nome di un colore carico di sentimento e di inquietudine. La loro è un’arte neo-romantica che subentra a quella neo-classica del decennio precedente.

De Rocchi, in particolare, nei primi anni Trenta dipinge opere tra le più poetiche del periodo, impostate su tonalità rosa, ocra dorato e avorio che guardano a Modigliani, ma anche a Simone Martini, Luini, Gaudenzio Ferrari. Con i suoi colori dell’aurora, come vennero chiamati, crea un mondo di figure umili e stupefatte: angeli adolescenti, castellane, bambini, contadini, ispirati a quanto vede nel piccolo borgo di Cislago dove vive.

La mostra muove dai precursori del chiarismo - Renato Birolli, Aligi Sassu, Luigi Broggini, Pio Semeghini - presentando fra l’altro il Taxi rosso (1932) di Birolli, i Dioscuri (1931) di Sassu e il Nudo verde (1934) di Broggini.

Sono poi esposte tutte le opere più significative del chiarismo, dallo Schermidore di Del Bon, che nel 1934 vinse il Premio Principe Umberto, a Lania (1936) di Spilimbergo; da Periferia di Milano (1930) di Lilloni alla monumentale Composizione in azzurro (1936) di De Amicis.

Conclude la rassegna l’antologica di De Rocchi che comprende tutti i dipinti più importanti dell’artista, come la suggestiva Figura del concerto (1931), in cui ritrae la giovane moglie nelle vesti di un angelo; Venere che si specchia (1932); La fanciulla dei colombi (1931), amata da Carrà; L’angelo musicante (1933), apprezzato dal poeta Sergio Solmi; Mia figlia, inviato alla Biennale di Venezia del 1934; il gigantesco Foro Romano (1936), eseguito per decorare una libreria.

Molti gli inediti esposti, tra cui il Taxi rosso sulla neve (1931), capolavoro del primo Birolli, e il suo Arlecchino musicante (1931), ritrovati durante i lavori di preparazione della mostra; una Testa di ragazzo (1931) di Sassu, appartenuta a De Rocchi; un Nudino (1941) di Del Bon; Cislago (1930), Ragazza con la mandola (1936) e Figura sdraiata (1939) di De Rocchi, oltre a vari dipinti mai più visti dopo gli anni Trenta.

Accompagna la rassegna un catalogo Skira, con saggi della curatrice Elena Pontiggia e di Viviana Birolli, Stefano Crespi, Lorella Giudici, Marta Mirra, Manlio Paganella e una testimonianza di Pier Rosa De Rocchi.

Fino al 05/09/2010
Palazzo Reale - Museo
Piazza Duomo, 12
20121 Milano

Orario
Lunedì dalle ore 14.30 alle ore 19.30;
da martedì a domenica dalle ore 9.30 alle 19.30;
giovedì aperto sino alle ore 22.30.
La biglietteria chiude un'ora prima.

Ingresso
da euro 6,50 a euro 8,00