sabato 15 gennaio 2011

Arcimboldo: Artista milanese tra Leonardo e Caravaggio


PALAZZO REALE
Piazza Duomo, 12 - 20122 Milano

dal 10 febbraio - 22 maggio 11


La personalità di Giuseppe Arcimboldo nel passato come oggi è stata coronata da fama e successo. Le sue opere straordinarie - capricci e bizzarrie - celebri in tutto il mondo sono presenti nella pubblicità e sul web. La sua è una figura dunque del presente come del passato.
Arcimboldo stesso, di ritorno a Milano da Praga nel 1587, si premura di consolidare la propria fama dettando agli amici artisti, umanisti e storici (tra cui Paolo Morigia, Giovan Paolo Lomazzo e Gregorio Comanini) le proprie imprese d'artista alla corte degli Asburgo. Il suo nome viene però presto dimenticato e nei secoli successivi la sua opera etichettata come "scuola di Leonardo". Non c'è dubbio che il maestro di Vinci sia alla base della cultura di Arcimboldo: ma da questa inesauribile fonte d'ispirazione l'artista milanese trae le mosse per sviluppare uno stile personalissimo.

La mostra, divisa in nove sezioni, introduce il visitatore nella Milano cinquecentesca, in un percorso affascinante tra disegni, pittura e preziosi oggetti usciti dalle officine artigianali milanesi. Le prime due sezioni si dedicano all’analisi dei poli principali attorno ai quali ruota la cultura artistica milanese del Cinquecento: da un lato il genio leonardesco, dall’altro le grandi officine artistiche milanesi per presentare allo spettatore il contesto artistico in cui si trovò a crescere e maturare il Nostro.
Successivamente si attraversa la sezione in cui sono esposti disegni giovanili di Arcimboldo e quella dedicata all’ illustrazione naturalistica in Italia e in Lombardia. Il ruolo dell’artista come illustratore di animali, uccelli e probabilmente anche di piante e fiori viene infatti correttamente collocato nell’ampio contesto delle scienze naturali: molti suoi disegni furono infatti utilizzati per i volumi pubblicati dal bolognese Ulisse Aldrovandi, il più famoso umanista delle scienze naturali.
Si entra poi nel cuore dell’esposizione con le più spettacolari “Teste Composte “, dipinte in più varianti a partire dal 1563, provenienti dal Kunsthistorisches Museum di Vienna, che custodisce la raccolta qualitativamente più importante di opere di Arcimboldo, e dal Museo del Louvre.
Chiude la mostra la sezione sulle teste reversibili e la natura morta, con alcuni capolavori assoluti di Arcimboldo come “L’ortolano” e “Testa reversibile con canestra di frutta”, da cui Caravaggio avrebbe preso ispirazione per la natura morta più celebre della storia dell’arte: “La canestra di frutta” della Pinacoteca Ambrosiana.

1 commento:

  1. l'latro giorno quando sono andata a vedere Dalì penso la stessero allestendo perchè stavano portando su queste grosse casse e l'uni mostra che comincerà a febbraio a palazzo reale è questa.. sicuramente interessante, spero di riuscire di nuovo a fare un salto a milano per vederla!

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