sabato 7 maggio 2011

Invito alla lettura

L'Atlante di Smeraldo di John Stephens
È la notte di Natale e Kate avrebbe voluto rimanere sveglia, ma i suoi occhi di bambina alla fine si sono arresi al sonno. Sono le mani di sua mamma a scuoterla e svegliarla di colpo: sta succedendo qualcosa. Qualcosa di brutto.
Kate ha solo quattro anni, suo fratello Michael due, Emma è appena nata. Questa è l’ultima volta in cui vedranno i loro genitori. Dieci anni e moltissimi orfanotrofi dopo, i tre fratelli si imbarcano per quello che pare sia l’ultimo istituto disposto ad accoglierli: Cambridge Falls.
Ma quando arrivano nella enorme casa tutta sbilenca, piena di torri, sotterranei e sale colme di bizzarrie, molte sono le domande che si affacciano alla loro mente.
Come mai non ci sono altri bambini? Chi è l’enigmatico dottor Pym, il direttore di quello strano orfanotrofio? E soprattutto, cos’è quell’inquietante libro dalle pagine bianche e dalla copertina verde che sembra brillare di luce propria nel buio della camera segreta?
Questa è la storia di Kate, che da sempre si prende cura dei fratelli, aggrappandosi alla disperata certezza che un giorno i suoi genitori torneranno a prenderli.
Questa è la storia di Michael e della sua passione per le storie fantastiche.
Questa è la storia della piccola Emma, che sembra non temere niente e nessuno al mondo, ma ha nel cuore la paura più grossa di tutte: quella di perdere i suoi fratelli.
Questa è la storia di tre bambini inseguiti da un potere oscuro e minaccioso.
Questa è la storia di tre ragazzi e del libro che cambierà per sempre il loro destino.


Ultimo quarto di luna di Chi Zijian
“A me non piace l’idea di dormire in una stanza dalla quale non si vedono le stelle.” Così inizia Ultimo quarto di luna. A raccontare è una donna di novant’anni, una evenchi, appartenente al popolo delle renne che si muoveva lungo il fiume Argun, agli estremi confini settentrionali della Cina. Per secoli la sua gente era vissuta a contatto con la natura, con la sua bellezza e la sua crudeltà. La vita era semplice: gli uomini cacciavano, le donne accudivano i figli e le renne, e conciavano pelli che commerciavano con i rari russi che capitavano dalle loro parti. Ma con l’invasione giapponese della Manciuria, gli evenchi vengono stanati dalle loro foreste, sono costretti a combattere, a scegliere da che parte stare. E dopo la guerra entrano a far parte della nuova repubblica popolare cinese che li incoraggia a trasferirsi nelle città. Alcuni si integrano, altri si trovano emarginati in una società che non capiscono. Intanto le loro foreste vengono abbattute. Chi sceglie di tornare alla foresta ormai si sente senza radici, senza identità, tranne la narratrice che sa di dover tornare, adesso che è alla fina, là dove la sua storia ha avuto inizio.


La dodicesima illuminazione di James Redfield
La via per raggiungere la felicità era svelata, mancava solo il dodicesimo precetto, un insieme di frammenti da ricostruire per comporre il puzzle dell’illuminazione. Protagonista di un successo planetario con la Profezia di Celestino, James Redfield torna ad interpretare misteri e rivelazioni per liberare dal sonno della coscienza l’umanità e lo fa con questo strepitoso volume, La dodicesima illuminazione. Rivelatore è già il titolo infatti nella prima pubblicazione, quella di Celestino per l’appunto, nove intuizioni erano state elencate e Redfield aveva provveduto a dare un seguito a questo percorso evolutivo con La decima illuminazione e Il segreto di Shambhala. Ora giunge a noi l’ultimo tassello, il frutto di peregrinazioni filosofiche e religiose, un insieme di spiritualità e auto interpretazione. Questo dono non è però facile da raggiungere infatti in La dodicesima illuminazione i pericoli non si fanno attendere. E i nemici neppure. Inseguimenti, colpi di scena e suspense caratterizzano questa storia adrenalinica in cui la rivelazione finale e il ritrovamento del manoscritto in cui è contenuta la dodicesima illuminazione sono un risultato che va guadagnato con la fatica fisica e mentale. Redfield riesce così, come sempre, a mescolare racconto e saggio filosofico, avventura e profonda speculazione mentale in un mix irresistibile. Gli esseri umani – ci dice l’autore - sconnessi per lo più alla fonte cosmica dell’energia, tendono a manipolare gli altri per ricevere attenzione e quindi calore universale. Da questo concetto nasce la lotta per il potere e il suo inesauribile confine. Molti sono i concetti che James Redfield riprende dai precedenti successi letterari e li amplifica, li spiega e li interpreta per aiutare l’uomo a capire meglio il suo comportamento. Chiarire il passato, lasciarci guidare da sogni, visioni, intuizioni e soprattutto fare attenzione a non perdere il collegamento interiore impegnandoci in relazioni sentimentali esteriorizzanti sono solo alcuni dei punti presenti nel libro. Milioni di persone si sono fatte guidare da Redfield e sono pronte ora con La dodicesima illuminazione a guardare meglio dentro di sé per inserirsi in un mondo che dovrebbe aver raggiunto il culmine della propria consapevolezza spirituale. Solo se seguirà i dodici insegnamenti per svegliarsi da un sonno ormai rivelatore.


L'anello di Salomone di Jonathan Stroud

"Balkis smise di sorridere. Si alzò dalla poltrona. «E la più impudente delle richieste! Salomone non ha alcun diritto di attingere dalle ricchezze di Saba esattamente come non ha nessun diritto su di me!»
«Avrai sentito» disse il giovane, «che Salomone possiede un anello magico con cui può radunare un esercito di spiriti in un batter d’occhio. È per questo motivo che i re di Fenicia, Libano, Aram, Edom e Tiro, e molti altri, gli hanno già giurato fedeltà e amicizia. Pagano ingenti tributi annuali in oro, legname, pellami e sale, e si ritengono fortunati perché così è risparmiata loro la rovina».
«Saba è un regno antico e sovrano» disse Balkis con freddezza. «E la sua regina non piegherà le ginocchia davanti a qualsivoglia infedele straniero. Puoi tornare a riferirlo al tuo padrone»."


L'anello dei ghiacci di Michael Ridpath

Islanda. Dintorni di Reykjavík. Il cielo non è mai stato così scuro e minaccioso. Le nuvole basse quasi toccano le nere acque del lago. Il detective Magnus Jonson vede a malapena il corpo, immerso nella foschia. È il cadavere di Agnar Haraldsson, uno dei più importanti studiosi dell’opera di Tolkien. La sua è una morte apparentemente assurda. Ma forse una spiegazione c’è, o quantomeno un indizio. Perché il professore, poco prima di morire, era entrato in possesso di un’antica saga nordica. Un prezioso manoscritto vecchio di ottocento anni, forse la saga da cui Tolkien ha preso ispirazione per scrivere Il Signore degli Anelli. Ma del manoscritto e dei due uomini misteriosi che stavano trattando con lo studioso per impadronirsene si sono perse le tracce. Magnus non ha dubbi: deve ritrovarli e capire cosa faccia parte del mito e cosa della realtà. C’è una sola strada, scavare nel passato del professore. Un passato pieno di attività poco pulite e di personaggi inquietanti. Come l’enigmatica Ingileif. Dura e ribelle, ha vissuto un’infanzia segnata dalla tragedia e dalla menzogna. E non si fida di nessuno. Come Magnus, del resto. Anche lui è cresciuto in mezzo alla morte. E forse è l’unico in grado di conquistare la sua fiducia della ragazza. Perché è di lei che ha bisogno. È nei misteri della sua famiglia che si annida la verità. Una verità spaventosa. Un thriller mozzafiato. Balzato in testa alle classifiche inglesi a pochi giorni dall’uscita, ha consacrato Michael Ridpath nell’olimpo dei grandi autori del thriller. Un autore che ha conquistato un milione di lettori solo in Inghilterra, ora in via di pubblicazione in tutto il mondo. Sullo sfondo di una terra di grande fascino, dominata dal freddo e dal buio, L’anello dei ghiacci ci fa penetrare nei meandri più sconosciuti e pericolosi dell’animo umano. Dove a regnare è solo l’oscurità.

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