giovedì 31 marzo 2011

"Un Bacio per l'Italia. Hayez. La genesi di un capolavoro"





Nell'ambito delle celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia, la Provincia di Milano presenta, nella prestigiosa sede di Palazzo Isimbardi, "Un Bacio per l'Italia. Hayez. La genesi di un capolavoro", un progetto espositivo Alef – cultural project management: quattro opere del grande artista veneziano Francesco Hayez, tra cui il famoso Bacio nella redazione più privata e intima delle quattro realizzate dal Maestro, il piccolo olio donato dall'artista alla sorella della modella e amica Carolina Zucchi.

Accompagnano l'esposizione del dipinto tre acquerelli, che introducono il visitatore allo spirito della mostra: "L’addio" o "L’ultimo bacio di Romeo e Giulietta" (1830 circa), "Un pensiero malinconico" (1842) e "Il Bacio" (1859), e rappresentano l'antefatto del più celebre dipinto. In una dimensione allegorica, "Il Bacio" diviene strumento visivo utile a ripercorrere la marcia verso la creazione dello Stato Unitario.

Considerato uno dei più significativi interpreti del Romanticismo italiano, attraverso il celeberrimo Bacio Hayez non solo celebra infatti il sentimento d'amore romantico, ma anche quello patriottico. In un crescendo di complessità stilistica e di pregnanza simbolica, Hayez - in quattro successive redazioni dell'opera - esalta l'epopea risorgimentale attraverso il simbolico ultimo e appassionato saluto d'amore che precede la partenza del soldato per la battaglia, atto eroico che riconsegnerà l'Italia unita.


Palazzo Isimbardi, Sala Ante Giunta Corso Monforte 35, Milano


Fino al 25 aprile 2011


lunedì - venerdì 10.00-19.30 sabato e domenica 10.00-18.00


Ingresso libero

Provincia di Milano tel. 02 7740.6302

Rêve d’automne (Sogno d’autunno)


Perché vederlo? Un grande regista di cinema e di teatro incontra un autore - vivente - singolare e insolito come Jon Fosse. I temi sono quelli che Chéreau predilige: l'eterno conflitto fra eros e thanatos, l'inganno d'amore, il bisogno di parlarne. E per ammirare in scena un cast straordinario di volti spesso "incontrati" sul grande schermo.


Spettacolo in francese con sovratitoli in italiano


autore: Jon Fosse regista: Patrice Chéreau

attori: Marie Bunel, Valeria Bruni Tedeschi, Pascal Greggory, Michelle Marquais, Bulle Ogier, Alexandre Styker, Bernard Verley

Teatro Strehler largo A. Greppi , 1 20121 Milano


Ingresso: prezzo € 40,00; € 32,00

dal 1 aprile 2011 al 10 aprile 2011


Informazioni e prenotazioni: Servizio telefonico 848.800.304

Per chi chiama dall'estero tel. +39 02.42.41.18.89 da lunedì a sabato 9.45-18.45;

domenica 10-17.

festività (solo nei giorni di spettacolo) 10-17

Teatro Strehler da lunedì sabato 9.45-18.45 continuato domenica 13-18.30

festività chiusa




domenica 27 marzo 2011

Oggi parte l'ora legale


Alle due di stanotte è scattata l'ora legale. L'ora solare tornerà il prossimo 31 ottobre. Termina così il periodo di ora solare che accompagna i cinque mesi invernali, con l'obiettivo di recuperare un'ora di luce a fine giornata e ridurre i consumi di energia elettrica. Durante il periodo di ora legale si prevede, nei prossimi 7 mesi, un risparmio complessivo dei consumi di energia elettrica pari a 644 milioni di kilowattora. In termini di costi, la stima del risparmio economico relativo all'ora legale per il 2010 è pari a 90 milioni di euro.

giovedì 24 marzo 2011

80 anni ATM - Una Storia al futuro


Dal 23 marzo al 30 aprile nella stazione Garibaldi va in scena “Dalla tradizione al futuro: Comunicare in Movimento”.
Una mostra che ripercorre la storia della nostra città attraverso la pubblicità dagli anni Cinquanta ad oggi sui mezzi pubblici. Una galleria d’immagini e simboli consacrati nell’immaginario collettivo che fanno da cornice ai supporti che negli anni hanno accompagnato lo sviluppo della pubblicità nella città di Milano.

ATM ancora una volta è parte integrante della storia, della cultura, delle trasformazioni, delle forme e del design della città. La stazione Garibaldi diventa il simbolo del percorso di evoluzione che ha intrapreso l’azienda in questi ultimi anni verso una nuova rappresentazione dei luoghi di ATM, non solo specchio di una lunga tradizione, ma motore di cambiamento della città, più moderna, centro della cultura, del business e del design.

Tutti segnali che ritroviamo nel percorso della mostra per nuovo viaggio nella metropolitana milanese. Nuove espressioni del tessuto urbano cittadino, un insieme di strutture differenti – dall’utilizzo delle nuove tecnologie ai flashback sul passato della storia dei trasporti e della comunicazione – che si intrecciano costantemente: il passato che ritorna lasciando spazio alla tecnologia, l’innovazione che ci viene presentata proprio dalla tradizione.

Nell’anno dedicato alle celebrazioni degli 80 anni di ATM, festeggiamo la felice e storica collaborazione con IGPDecaux. Due aziende che da anni con interesse, coinvolgimento ed esperienza, hanno operato e operano nel contesto milanese, tracciando i percorsi urbani.

http://www.atm-mi.it/it/

mercoledì 23 marzo 2011

Aggiungi un posto a tavola


Sul palco degli Arcimboldi ritornano Don Silvestro (Gianluca Guidi), il sindaco Crispino (Enzo Garinei), Consolazione (Marisa Laurito), Clementina (Valentina Cenni), alle prese con il secondo diluvio universale. Una storia e dei personaggi amati dal pubblico fin dalla loro prima apparizione, nel 1974, hanno fatto divenire Aggiungi un posto a tavola un classico del teatro italiano e uno tra gli spettacoli più amati tra quelli realizzati dalla premiata ditta Garinei e Giovannini. Regia originale di Garinei e Giovannini, ripresa teatrale di Johnny Dorelli, musiche di Armando Trovajoli, coreografie di Gino Landi.


01.04.2011 Ore 21:00
02.04.2011 Ore 21:00
03.04.2011 Ore 16:00
05.04.2011 Ore 21:00
06.04.2011 Ore 21:00
07.04.2011 Ore 21:00
08.04.2011 Ore 21:00
09.04.2011 Ore 21:00
10.04.2011 Ore 16:00
12.04.2011 Ore 21:00
13.04.2011 Ore 21:00
14.04.2011 Ore 21:00
15.04.2011 Ore 21:00
16.04.2011 Ore 21:00
17.04.2011 Ore 16:00


Presentato da IL SISTINA
Commedia musicale scritta da GARINEI e GIOVANNINI con JAJA FIASTRI
Con GIANLUCA GUIDI, ENZO GARINEI e con la partecipazione straordinaria di MARISA LAURITO
Musiche di ARMANDO TROVAJOLI
Scene e costumi di GIULIO COLTELLACCI
Coreografie GINO LANDI
Regia originale di PIETRO GARINEI e SANDRO GIOVANNINI
Ripresa teatrale di JHONNY DORELLI

Biglietti: da 20,00 Euro a 45,00 Euro esclusi i diritti di prevendita
Sono previste riduzioni per giovani, gruppi e anziani.

Teatro Arcimboldi
Viale dell'Innovazione 20
20126 Milano

Centralino:
Dal lunedì al venerdi 10 - 18
Tel. + (39) 02.64.11.42.200

Biglietteria:
Dal lunedì al venerdi 10 - 18
Tel: + (39) 02.64.11.42.212/214

Gli occhi di CARAVAGGIO


11 marzo - 3 luglio 2011

Gli anni della formazione tra Venezia e Milano

L’esposizione, a cura di Vittorio Sgarbi, ripercorre gli anni della formazione di Caravaggio tra Veneto e Lombardia attraverso la raccolta e l’esposizione di circa cinquanta opere che l’artista ha potuto ammirare nelle chiese e negli studi dei pittori tra i 14 e i 20 anni, prima della partenza per Roma.

In mostra circa sessanta opere degli artisiti che hanno influenzato maggiormente il giovane Caravaggio tra i quali Giorgione, Moretto da Brescia, G.B. Moroni, Tiziano, Vincenzo e Antonio Campi, Simone Peterzano, Tintoretto, Lorenzo Lotto, Giovanni Ambrogio Figino e molti altri.

La mostra, divisa in sei sezioni, illustra il contesto artistico in cui Caravaggio si trova ad operare nei primi anni della sua ricerca artistica. Documentato, come è noto, nella bottega milanese di Simone Peterzano, dal 1584 e per almeno quattro anni, Michelangelo Merisi ha modo di lasciarsi suggestionare dalle opere di straordinari artisti, attivi tra Venezia e Milano.
Il percorso è corredato inoltre dalla descrizione delle città “caravaggesche”, con relative piante storiche.

Catalogo Silvana Editoriale
http://www.occhidicaravaggio.it/

Milano, Museo Diocesano

Visita mostre
Tel 02.89.42.00.19
info.biglietteria@museodiocesano.it









domenica 20 marzo 2011

BOLDINI E LA BELLE ÉPOQUE











Il mito della Belle Époque si intreccia con il genio di Giovanni Boldini, l’energia creativa e la fiducia ottimistica che rivoluzionano la storia tra Ottocento e Novecento vengono esaltate dalla velocità guizzante di una pennellata inconfondibile, che esprime la bellezza e la gioia di vivere.

Villa Olmo, via Cantoni 1, 22100 Como
26 marzo 2011 – 24 luglio 2011

ORARI
da martedì a giovedì: 9 -20
da venerdì a domenica: 9 -22
lunedì chiuso
Intero: 10 €
Ridotto: 8 €
(visitatori oltre 65 anni e tra 6 e 18 anni, universitari fino a 26 anni, gruppi di almeno
25 persone con ingresso gratuito per l’accompagnatore, categorie convenzionate)
Ridotto scuole: 5 €
(gruppi scolastici fino a 25 persone con ingresso gratuito per due accompagnatori)
Gratuito: bambini fino a 6 anni,
disabili con accompagnatore

COME RAGGIUNGERE VILLA OLMO
Autostrada A9 uscita Como Nord
(Monte Olimpino) o Como Sud (Grandate)
Autobus linee 1-6-11
(frequenza feriale ca. 5’- festivo ca. 10’).
Dal centro cittadino a piedi lungo la passeggiata a lago in circa 12 minuti

APERTURE SPECIALI FESTIVITA’
24 e 25 aprile, 1 maggio,
2 giugno: orario 9 - 22

giovedì 17 marzo 2011

17 marzo 2011 festa nazionale



Vittorio Emanuele II e la moglie Adelaide



Era il 17 marzo 1861 quando a Palazzo Carignano, allora nuova sede del parlamento italiano a Torino, venne proclamato il Regno d'Italia. Con la prima convocazione del Parlamento italiano del 18 febbraio 1861 e la successiva proclamazione del 17 marzo, Vittorio Emanuele II è il primo re d'Italia nel periodo 1861-1878.

mercoledì 16 marzo 2011

L'altro Casanova


Nuova produzione del Teatro alla Scala
Prima rappresentazione assoluta



27, 29, 31 marzo - 2, 5, 9, 14 aprile 2011
Durata spettacolo: 1 ora e 30 minuti

Il balletto:
Capriccio e sensualità, il rituale della seduzione che non ha tempo, che si nutre di ricerca e di appagamento, di incostanza e di camuffamenti, di schermaglie e di passione. Gianluca Schiavoni, ballerino scaligero e coreografo, declina il gioco amoroso in una nuova creazione a serata intera, viaggiando attraverso il ‘700 musicale e letterario e, alla ricerca di una figura italiana su cui concentrare la sua attenzione, si imbatte in Casanova.


Direzione, Coreografia: Gianluca Schiavoni
Assistente alla drammaturgia: Andrea Forte
Musica: Antonio Vivaldi, Gian Francesco Malipiero, Tomaso Albinoni, Petr Eben, Carl Philipp Emanuel Bach, Luigi Boccherini, Alfred Schnittke
Consulente musicale: Franco Pulcini
Direttore: Fabio Bonizzoni
Scene: Aurelio Colombo
Costumi: Erika Carretta
Luci: Marco Filibeck

Artista ospite: Polina Semionova
27, 29, 31 marzo; 2 aprile

Le musiche:
1 Antonio Vivaldi, dal Concerto in Sib magg. per violino, archi e cembalo in due cori, RV 153 (Andante)
2 Gian Francesco Malipiero, Vivaldiana (Adagio – Allegro)
3 Gian Francesco Malipiero, Vivaldiana (Andante quasi adagio)
4 Antonio Vivaldi, dal Concerto in re min. per due violini, violoncello, archi e cembalo, RV 565 (Allegro, Adagio e spiccato, Allegro)
5 Antonio Vivaldi, dal Concerto in la min. per due violini, archi e cembalo, RV 522 (Allegro)
6 Tomaso Albinoni, dal Concerto a 5 in re min. per oboe e archi op. 9/2 (Adagio)
7 Petr Eben, da Musica Dominicalis (Fantasia II – organo solo)
8 Antonio Vivaldi, dal Concerto in Sib magg. per archi e cembalo in due cori, RV 167 ( Andante)
9 Carl Philipp Emanuel Bach, dalla Sinfonia in si min. Wq 182/5 per archi (Allegretto)
10 Antonio Vivaldi, dal Concerto in sol min. per archi e cembalo, RV 157 (Allegro)
11 Antonio Vivaldi, da Cessate, omai cessate, RV 684 (Larghetto)
12 Tomaso Albinoni, dal Concerto a 5 in Do magg. op.7 n 12 per oboe, archi e continuo (Adagio)
13 Luigi Boccherini, dal Quartetto per archi in Mi magg. op. 13 n. 5 (Minuetto)
14 Antonio Vivaldi, dal Concerto in Do magg. per archi e cembalo, RV 114 (Ciaccona)
15 Antonio Vivaldi, dal Concerto in sol min. per archi, RV152 (Allegro molto)
16 Antonio Vivaldi, dal Concerto in do min. per archi e cembalo, RV 119 (III movimento, Allegro)
17 Antonio Vivaldi, dal Concerto in do min. per archi e cembalo, RV 119 (I movimento, Allegro)
18 Alfred Schnittke, (K)Ein Sommernachtstraum for grosses Orchester
19 Antonio Vivaldi dal Concerto in Sib magg. per violino, archi e cembalo in due cori, RV 153 (Andante)

http://www.teatroallascala.org/


Polina Semionova

LO STUPORE NELLO SGUARDO La fortuna di Rousseau in Italia da Soffici a Breveglieri


L’esposizione, curata da Elena Pontiggia, presenterà sessanta opere in grado di analizzare, per la prima volta, l’influsso che il Doganiere Rousseau ha esercitato negli anni Dieci del Novecento su artisti come Soffici, Carrà, Rosai, Garbari, Morandi e, negli anni Venti e Trenta, su Donghi, Usellini, Birolli, Tomea, Breveglieri e altri.

Scoperto già nel 1910 da Soffici che lo fa conoscere in Italia, Henri Rousseau (1844-1910) detto il Doganiere, diventa in tempo di guerra, per tanti nostri artisti d’avanguardia, l’esempio di una pittura carica di stupore, tra il sogno e la fiaba. Il suo sguardo da bambino ispira loro un’arte apparentemente “ingenua”, ma in realtà raffinatissima, che sostituisce al dinamismo futurista immagini incantate e senza tempo, in anticipo sul realismo magico europeo. L’esempio del pittore francese, erroneamente definito “naïf”, suggerisce infatti alle avanguardie italiane una nuova via alla modernità: la via dello stupore.

Il percorso espositivo si apre con opere emblematiche del Doganiere, come Paesaggio di Passy, 1898, definito dalla critica francese “di eleganza eccezionale”, o come Pavillon, 1901, appartenuto a Soffici, e l’inedito disegno Il cane, 1901, appartenuto a Carrà.

Seguono le opere di Soffici, tra cui le monumentali decorazioni di Bulciano (1914), eseguite per la casa di Papini, e i famosi Trofeini (1914-1915), le poetiche nature morte ispirate alle insegne dei venditori di cocomero. A lui si affianca Carrà con alcuni dei suoi massimi capolavori “rousseauiani”, come La stella del Cafè Chantant, Ricordi d’infanzia e La carrozzella del MART di Rovereto, tutti del 1916; quindi Garbari, Zanini e Rosai con i suoi omini, le osterie e le vie d’Oltrarno dei primi anni Venti.
La mostra indaga poi l’influsso di Rousseau a Roma, su Donghi e Francalancia, e a Milano, dove negli anni Trenta si sviluppa un vasto movimento “primitivista”, con Birolli (qui con i suggestivi Arlecchino musicante e Taxi rosso nella neve, 1931), Lilloni (Arenzano, mai esposto dopo il 1933), Tomea, Usellini e altri.

Un omaggio particolare è riservato a Cesare Breveglieri (1902-1948), a trent’anni dalla sua ultima antologica. Dell’artista milanese sono esposte tutte le opere più importanti, nelle quali dipinge una Milano “ingenua”, trasognata e magica .
In accordo con i Servizi Educativi della Pinacoteca di Brera, infine, sarà realizzato un “focus”, con approfondimenti e conferenze, sull’opera di Morandi più ispirata a Rousseau: Fiori, 1916, della collezione Jesi.

Accompagna la mostra un catalogo con testi di Elena Pontiggia, Luigi Cavallo, Claudio Garbari, e documenti inediti e approfonditi apparati critici.


Milano, Fondazione Stelline (corso Magenta 61)
Gallery I e Gallery II

24 marzo – 1 giugno 2011
Inaugurazione mercoledì 23 marzo ore 18,30

Orari: martedì – domenica, 10 – 20 (chiuso lunedì)
Biglietti: intero € 8; ridotto € 6; scuole € 3
Website: http://www.stelline.it/

Infoline: +39.0245462.411

martedì 15 marzo 2011

1900-1961 Arte Italiana nelle collezioni Guggenheim


26 febbraio –5 giugno 2011
Arca, Chiesa di San Marco, Vercelli

Fino al 5 giugno 2011 l’Arca di Vercelli ospita la mostra 1900-1961. Arte Italiana nelle Collezioni Guggenheim, a cura di Luca Massimo Barbero.

Dopo la trilogia dedicata alla figura di Peggy Guggenheim - che in tre anni ha portato circa 120.000 visitatori a Vercelli, riconoscendole a pieno titolo il ruolo di città d'arte - la rinnovata collaborazione tra Regione Piemonte, Comune di Vercelli e Collezione Peggy Guggenheim di Venezia consentirà di ammirare oltre 40 opere di artisti italiani amati e collezionati dai mecenati americani.

La mostra è un omaggio all'arte italiana del XX secolo, con una selezione di capolavori che descrivono la genesi, la maturazionee gli sviluppi della ricerca artistica d'avanguardia in Italia dal 1900 al 1961. L'allestimento permetterà di osservare come l’arte italiana sia stata recepita, nel corso di questi sessant’anni, dalla criticae dal gusto del collezionismo americano e arricchita da importanti collezioni private, prima fra tutte la Collezione Gianni Mattioli, significativo prestito a lungo termine alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia.

Simbolicamente, nell'anno delle celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia, il percorso espositivo parte dal 1961, anno del primo centenario, con una tela di Giuseppe Capogrossi. Attraverso le opere di artisti italiani riconosciuti a livello internazionale, la mostra ripercorre a ritroso la storia dell'arte italiana del XX secolo.

Tra gli autori in mostra Alberto Burri, Lucio Fontana, Giorgio Morandi, Filippo De Pisis, Arturo Tosi, Amedeo Modigliani, Arnaldo Pomodoro. Particolare attenzione viene prestata all’opera di Mario Sironi, uno degli artisti italiani più rappresentati nella collezione newyorkese, presente in Arca con otto lavori. L’ultima parte del percorso espositivo è dedicata al Futurismo, movimento che da subito catturò l’attenzione del collezionismo pubblico e privato americano: opere di Medardo Rosso, Gaetano Previati e Adolfo Wildt, fino ai grandi nomi di Giacomo Balla e Umberto Boccioni.

La mostra è realizzata con la collaborazione produttiva di Giunti Arte mostre e musei, che ne pubblica anche il catalogo. È previsto inoltre un intenso programma di iniziative di promozione e di supporto informativo e didattico. Tra le novità di quest'anno, il visitatore di Arca avrà a disposizione gratuitamente il servizio di audioguidache fornirà informazioni sia sul percorso espositivo sia sul ciclo di affreschi recentemente restaurati nelle navate lateralidella ex chiesa di San Marco. La mostra rientra nel calendario di Esperienza Italia, programma di mostre ed eventi promossi a Torino e in Piemonte per le celebrazioni del 150°anniversario dell'Unità d'Italia.
Orari:
dal lunedì al venerdì; 9-19
sabato e domenica: 10-20
Infoline e prenotazioni:
call center 199757516
tel. 0243353522
www.guggenheimvercelli.it
Biglietteria:
intero: € 9,00
ridotto singoli € 7,00 (inclusa audioguida gratuita)
ridotto gruppi festivi (sab. e dom.) € 8,00
ridotto gruppi feriali (dal lun. al ven.) € 6,00
gruppi scolastici € 4,00 (ingresso gratuito per 2 accompagnatori)

AMARCORD - Foto di Mario Spalla


Ricordi malinconici di un mondo che non c’è più, quello dei nonni

"Amarcord è stato il mio primo progetto realizzato con la tecnica del Light Painting, sia reale che digitale.
Letteralmente, il termine significa "dipingere con la luce" e sul campo ciò si realizza utilizzando una comune torcia a batteria. Con una lunga esposizione al buio (20-30 secondi in media) si "pennella" la luce con la torcia sulle zone che si vuole fare apparire preferendo quelle più opache: infine il trattamento estetico con Adobe Photoshop."

dal 19 marzo 2011 all’8 aprile 2011
inaugurazione sabato 19 marzo 2011 ore 18,00

Sesto San Giovanni - Villa Visconti d'Aragona
via Dante , 6
20099 Sesto San Giovanni (MI)

orario apertura: 10.30>18.00;
sab 09.30>12.00
chiuso: dom lun

ingresso:libero











lunedì 14 marzo 2011

GIUSEPPE PELLIZZA DA VOLPEDO e i luoghi pellizziani

LA BIOGRAFIA
Giuseppe Pellizza nasce a Volpedo nel 1868 da una famiglia di piccoli proprietari terrieri. Agli inizi degli anni novanta, completata la formazione attraverso esperienze molto alte in alcune fra le più importanti accademie del tempo (Brera a Milano, l'Accademia di San Luca e l’Accademia di Francia a Roma, quella di Fattori a Firenze, la Carrara a Bergamo, la Ligustica a Genova), decide di vivere e lavorare stabilmente a Volpedo e di allestire il proprio atelier in un rustico adiacente l'abitazione.
Sulla base di una matrice di impianto verista, la sua ricerca pittorica si infittisce nella prima metà degli anni novanta dal punto di vista formale: il confronto con gli esiti contemporanei di Segantini, Previati e Morbelli, cui sarà legato da profonda amicizia, e soprattutto il dibattito con Nomellini lo indurranno a sperimentare e poi a sposare la tecnica divisionista. Il cerchio degli affetti familiari si salda nel matrimonio con Teresa Bidone nel 1892 e nella nascita delle due figlie Maria e Nerina.
Tutta la prima metà degli anni novanta è impegnata nella definizione della tecnica, che viene sperimentata già nel 1893 in Sul fienile e raggiunge esiti di alto valore scientifico in Panni al sole del 1895, nonché nel raccordo ad essa di scelte tematiche che lo portano ad attraversare esperienze legate al verismo (Speranze deluse, 1895) e al simbolismo (Lo specchio della vita, 1898).
Parallelamente, già dal 1892 con Ambasciatori della fame, comincia a prendere consistenza il progetto di una pittura di matrice sociale: gli studi approfonditi di ordine filosofico e storico, l'analisi dell'attualità, la riflessione sulle possibilità della resa di un'idea forte sono tradotti nella rappresentazione simbolica di Fiumana (1895), per essere quasi immediatamente ripresi nell'esaltante impresa de Il Quarto Stato, tela cui il pittore lavora ininterrottamente dal 1898 al 1901.
La consapevolezza del proprio ruolo e della propria cultura si esprimono pienamente nell'Autoritratto.
La maturità consolidata lo porta a concepire opere di grande respiro simbolico come Il sole (1904) e il pentittico dell'amore nelle età della vita.
A questo progetto sta ancora lavorando quando muore, a Volpedo, nel 1907.


IL LEGAME CON IL PAESE NATALE
”Io vivo per la massima parte dell’anno qui a Volpedo”
“Ho vissuto intensamente in questi mesi durante i quali il silenzio si è frapposto a noi, ho vissuto una intensa vita intellettuale qui, in questa mia valle e nel mio studio ove passo la maggior parte delle giornate, brevi pei miei sogni. Ho avuto febbre di lavoro e rilassamenti terribili, ho amato ed ho pianto, mi son sentito sull’altare e nella polvere” (Lettera a Neera,
16 ottobre 1896).
“Io vivo sempre per la massima parte dell’anno qui a Volpedo; ho fatto allargare lo studio in modo da poter lavorare comodamente anche a quadri grandi” (Ibid.)
“Io lavoro, lavoro, lavoro e sempre qui in questo mio eremo ove sto assai più comodamente di prima poiché ho fatto allargare lo studio tanto da potervi fare quadri di considerevole dimensione. Apparentemente mi trovo isolato, ma in realtà non lo sono per le relazioni amichevoli che mantengo con molti artisti e letterati”
(Lettera all’amico Alberto Callatrone, 12 dicembre 1896).

VOLPEDO
LO STUDIO
Lo Studio, collocato nella periferia occidentale del paese, è tornato all’aspetto originario a seguito di attenti restauri eseguiti tra il 1990 e il 1994. Consiste in un unico ampio locale (m 7 x 8,30 x 5,60) che Pellizza fece costruire di fianco alla propria abitazione a incominciare dal 1888. Nel 1896 l’ambiente venne ingrandito e dotato di un grande lucernario per il quale il pittore stesso aveva preparato i disegni. Nel 1966 le figlie Maria e Nerina lo donarono al Comune di Volpedo affinché venisse aperto agli studiosi e al pubblico “a scopo di istruzione”. Fu allora che venne costruita l’attuale rampa di accesso dall’esterno, mentre originariamente l’ingresso al locale avveniva direttamente dall'abitazione.
Nello Studio sono conservati gli strumenti di lavoro, gli oggetti di uso quotidiano, i libri, il cospicuo epistolario e alcune opere significative del pittore di Volpedo, tra le quali emergono il Ritratto del padre e della Madre, un autoritratto a olio giovanile e un altro della maturità a carboncino conté su tela, in stretta relazione con l’Autoritratto degli Uffizi, nonché due veline di preparazione a Il Quarto Stato.
Lo Studio, raro esempio di atelier ottocentesco aperto alla fruizione pubblica, si presenta oggi non soltanto come un contenitore prezioso delle memorie di Pellizza, ma come un ambiente vivo in grado di aiutare il visitatore a comprendere nel profondo la sensibilità, i toni e la cultura del pittore di Volpedo.

VOLPEDO
I LUOGHI DI PELLIZZA
Tra il 2000 e il 2001 è stato realizzato in Volpedo un itinerario dedicato ai “luoghi pellizziani”: riproduzioni in grande formato di dieci opere del pittore sono state collocate nelle vie del paese, in punti opportunamente selezionati, a diretto confronto con gli scorci di paesaggio che le hanno ispirate. Il supporto che regge i pannelli è un calco del cavalletto che Pellizza utilizzava per la pittura all’aperto, da lui praticata con costanza per tutta la vita. Il cavalletto è tuttora conservato allo Studio.
Il percorso, realizzato in collaborazione tra il Comune di Volpedo, la Provincia di Alessandria e
la Regione Piemonte, nell'ambito del progetto "Valorizzazione dei luoghi degli artisti della provincia di Alessandria", costituisce un autentico museo en plein air, attraverso il quale il visitatore viene accompagnato in un viaggio iniziatico nella Volpedo pellizziana.

VOLPEDO
LA PIAZZA QUARTO STATO
“Siamo in un paese di campagna, sono circa le dieci e mezzo del mattino d’una giornata d’estate, due contadini s’avanzano verso lo spettatore, sono due designati dall’ordinata massa di contadini che van dietro per perorare presso il Signore la causa comune…”. Con queste parole Pellizza descriveva nel 1892 il progetto per un quadro di tema sociale destinato a incarnare l’ideale “non di un’arte per l’arte ma quello di un’arte per l’umanità”. Un progetto che si sarebbe pienamente configurato ne Il Quarto Stato (1898-1901), passando attraverso le precedenti tele di Ambasciatori della fame (1891-1892) e Fiumana (1895).
La piazzetta in cui Pellizza ambientò la grande tela (cm 293 x 545) presenta ancora oggi le dimensioni e le prospettive di fine Ottocento, grazie a una serie di recuperi importanti condotti in quest’ultimo decennio.
Lo spettatore, collocandosi nella stessa postazione in cui Pellizza dipingeva (il sito è indicato con un lampione), avendo dietro di sé la facciata di palazzo Malaspina, può immaginare senza fatica la scena del quadro, aiutato dal contesto ambientale sostanzialmente integro e dai riquadri di pietra opportunamente disposti nell’acciottolato della piazza, a segnalare la posizione dei tre personaggi in primo piano e della massa di persone alle loro spalle.
La meridiana, presente ai tempi di Pellizza sulla facciata della casa contrapposta al palazzo signorile, da poco ridisegnata su progetto di Luciano Agnes, è tornata a segnare i ritmi di un luogo in cui i silenzi e i colori sono gli stessi di cent’anni fa.

VOLPEDO
IL MUSEO DIDATTICO
Per presentare il mondo e l’arte di Pellizza anche agli studenti e a un pubblico non specialistico è stato allestito nel Palazzo del Torraglio, in piazza Quarto Stato, un museo didattico, a cura di Aurora Scotti, direttore scientifico dei Musei di Pellizza.
Il percorso si snoda in sei locali. Pannelli esplicativi, immagini fotografiche, documenti e oggetti vari presentano in sezioni diverse Volpedo e Pellizza, la sua famiglia e la sua biografia, esaminando il percorso pittorico dell’artista nel passaggio dal realismo al simbolismo, con attenzione ai cicli ispirati ai temi dell’amore e della natura. Particolare cura è stata riservata alla “costruzione” dell’opera d’arte, soprattutto attraverso gli esempi di Processione (composizione cruciale nel momento di passaggio alla tecnica divisionista) e de Il Quarto Stato, alla cui elaborazione decennale è dedicato ampio spazio.
Seguono poi sezioni specifiche sulla tecnica che permettono di avvicinare l’officina pellizziana nel modo più approfondito, scandagliando tutti gli aspetti materiali del fare arte: il colore innanzitutto - i pigmenti usati da Pellizza, i supporti, le tele, le cornici -, ma anche la composizione nel complesso articolarsi di ritmi, forme e luci.
Altissima e unanimemente apprezzata è la valenza didattica del Museo. La filosofia che ad esso è sottesa e l’intero impianto ben si prestano a introdurre nel mondo dell’arte gli allievi più giovani, così come offrono spunti di approfondimento e di ricerca anche a livello universitario.


Orari di apertura dello Studio del pittore Giuseppe Pellizza da Volpedo e del Museo didattico
Indirizzi:
Studio del pittore
Via Rosano 1/A
Museo didattico
Palazzo del Torraglio - Piazza Quarto Stato 1

Maggio - Settembre: Sabato e Festivi ore 16:00-19:00;
Ottobre - Aprile: Sabato e Festivi ore 15:00-17:00.
www.pellizza.it


Lo specchio della vita

Il sole

Quarto Stato

Fiumana

Sul fienile

Speranze deluse

Ritratto di Santina Negri (Ricordo di un dolore)

Processione

Panni al sole